
di STEFANO LAVRA
Ci sono momenti in cui la storia di un’isola smette di essere una cronaca di compromessi e diventa un manifesto di riscatto. Quello che è successo a Cala Finanza, nel territorio del Comune di Loiri Porto San Paolo, va ben oltre la cronaca locale: è la dimostrazione che la coscienza ecologica e l’identità di un popolo possono ancora erigersi a scudo insormontabile contro i tentativi di speculazione costiera.
Per capire la portata di questo evento, è inevitabile guardare al passato e a quel filo rosso che unisce le grandi battaglie sarde. Il parallelismo più immediato e potente ci riporta al 1969, l’anno di Pratobello, quando l’intera comunità di Orgosolo si oppose pacificamente ma in modo totale alla nascita di un poligono di tiro statale sui propri pascoli. Ma se allora fu una singola comunità a unificarsi per mandare a casa lo Stato, oggi a Cala Finanza si è assistito a qualcosa di ancora più grande e per certi versi inedito.
La prima macroscopica differenza rispetto al passato sta nell’estensione della protesta. La difesa di Cala Finanza non è rimasta confinata entro i limiti comunali di Loiri Porto San Paolo. Per la protesta si è mossa un’intera comunità militante mobilitata da ogni angolo di Sardegna, dove con ardore hanno partecipato cittadini, gruppi, associazioni e comitati, tutta l’area del movimentismo sardo ha aderito contro ogni genere di speculazione sulla terra e sulla pelle di tutti i sardi.
Di fronte al rischio di vedere un altro pezzo di costa sacrificato sull’altare del profitto privato o snaturato nelle sue peculiarità, l’isola ha risposto come un unico organismo. Questa mobilitazione di massa ha avuto il potere di isolare e “spazzare via” chi, all’interno delle stesse istituzioni o del tessuto locale, era pronto a fare un passo indietro o a cedere a compromessi al ribasso.
La seconda grande differenza riguarda il contesto storico. Pratobello nacque in un’era di forti contrapposizioni ideologiche e sociali. Oggi, invece, ci troviamo in piena epoca di globalizzazione sfrenata, un modello culturale ed economico che tende a parcellizzare le società, spingendo l’individuo verso l’isolamento, l’egoismo e la rassegnazione del “tanto non cambia nulla”.
In questo scenario apparentemente sfavorevole, i sardi hanno dimostrato una capacità reattiva senza precedenti. Hanno rispolverato quella che storicamente viene definita una resistenzialità leggendaria, trasformandola in uno strumento moderno di rivendicazione della propria specificità e sovranità. La lotta per Cala Finanza è stata una scuola di consapevolezza: ha fatto crescere la maturità collettiva, cementando l’idea di un popolo che si riconosce come comunità e come Nazione quando si tratta di proteggere il proprio patrimonio naturale e culturale ed economico.
Cala Finanza è già leggenda, e lo è perché fissa un nuovo standard per il futuro. Questo successo lancia un messaggio chiarissimo a chiunque pensi che le coste della Sardegna ma anche le altre aree oggetto di selvaggia speculazione energetica siano una merce da monetizzare o una terra di conquista per grandi capitali. Quando la terra chiama, la Sardegna risponde unita. La vittoria di Loiri Porto San Paolo non cancella le minacce che ancora pendono sui litorali sardi ed altri fronti dove emergono ferite sanguinanti della nostra isola, ma dimostra che la strada del cemento della industrializzazione selvaggia, e della speculazione non è più una via facilmente percorribile. Da oggi, chiunque voglia speculare sa che dovrà fare i conti con un intero popolo della Nazione Sarda.
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Bellissimi s articulu Iste… 😊
Bravo Stefano forza paris
Questa e l’ultima cosa da fare tutto i popoli a Roma il Dieci ottobre per mandare a casa tutti i politici e riscrivere la storia della nuova repubblica
Grandiiiii
Proprio due cose uguali!!!!!
Stiamo organizzando per raccogliere le firma per i sardi a favore. Vedi come vi passa la voglia di festeggiare. Brutta merdas
Cercate Coral 37 .e vedete e capirete le intenzioni di fare resort nell’isola per aprirsi un varco poi allargarsi a macchia d’olio e invaderci per portarci via la terra sarda stiamo attenti non sottovalutiamo le cose sarebbe la nostra rovina .
Meraviglia!
Uniti si può vincere, Grandi 💪
Appu nau ca no !!!
Una bomba
Stiamo organizzando per raccogliere le firma per i sardi a favore. Vedi come vi passa la voglia di festeggiare. Brutta merdas
non abbiamo bisogno di resort non abbiamo bisogno di villaggi turistici. Se coltivassimo tutta la terra sarda a grano ma tutta la Sardegna con i mezzi meccanici che esistono oggi trattori tecnologia e porteremo grano di prima qualità in tutto il mondo e saremmo un’isola ricca più il turismo Chi vuole venire in vacanza paga perché la Sardegna vale senza deturpare il territorio naturalistico senza cementificazioni, gente senza scrupoli per fare affari e usando la nostra isola come pattumiera di scorie radioattive smaltite qui da noi resort per invadeci e fare colonie straniere fabbriche di bombe basi militari americane anche la miniera d’oro in furtei paese dove hanno lasciato tutto abbandonato al degrado e allo scempio sempre gente che è venuta da fuori noi popolo non dobbiamo permettere a chi ci dovrebbe rappresentare nella Regione Sarda di decidere loro senza il consenso del Popolo Sardo ci deve essere una legge che senza il consenso delle decisioni popolari di tutta la Sardegna di tutti i comuni tutto quello che fa la regione decide da sé non deve avere nessuna validità visto che sono tutti venduti al sistema dei poteri forti che sia capita fuori dalle palle tutti.
ok
Tutti Uniti si può, Forza Paris ❤️ 💪💪
Fortza paris, uniti si può 💪💪💪
Uniamoci tutti e formiamo una resistenza a sta merda coloniale
Forza Parisi, contro lo strapotere Economico che vuole distruggere la nostra Isola. A Forasa
Complimenti Stefano! 💪🏻
Complimenti Stefano 🎊🎊🎊
Orgoglioso di poter dire “io c’ero!!” 💪💪♥️
Grandeee