COLPI DI SCENA E INTRIGHI CHE SI DIPANANO TRA PADOVA E LA TERRA SARDA: “IL RUMORE DELL’ACQUA”, IL NUOVO ROMANZO DI CRISTIANA PIRAS

Cristiana Piras

Cristiana Piras, cagliaritana, ha presentato la sua ultima opera letteraria, Il rumore dell’acqua – Edizioni Amicolibro, presso la sala della biblioteca provinciale, a Cagliari, Emilio Lussu.

Cristiana potere e denaro saranno l’origine di tutto Se vogliamo sintetizzare, si può affermare che il potere e il denaro, strumento per ottenerlo, sono l’origine di questa storia.  Ma nel profondo del vissuto dei personaggi principali, Barbara, Antonio e Claudio, ho inserito un filo conduttore senza il quale le loro scelte e, di conseguenza, le loro vite non sarebbero state le stesse. L’amore ricevuto, o non ricevuto, da bambini, nel caso di Barbara. Il tradimento da parte del partner, per quanto riguarda Antonio e Claudio. La perdita di una persona amata avvenuta in maniera traumatica, che gli accomuna tutti.

Ecco, per me, questi sono gli elementi che danno origine al mio romanzo. Il rumore dell’acqua è una storia di riscatto, vorrei che il lettore, identificandosi nei personaggi, spero non con un passato non proprio uguale, ma comunque con quella stessa energia che scaturisce da certe emozioni: delusione, abbandono, tradimento e tutto ciò che genera una sofferenza emotiva, possa trovare fiducia in sé stesso per ricominciare. Perché dopo una perdita, anche la più grande, la vita va comunque avanti, sta a noi decidere se rimanere nel rimpianto di ciò che non potrà più essere o, come Barbara e Claudio, concedersi nuovi inizi.

Hai scelto di ambientare la storia tra Padova e la Sardegna “La mia lingua dirà la rabbia del mio cuore, o altrimenti il mio cuore, nascondendola, si spezzerà”.Questa è una delle citazioni più iconiche ne La bisbetica domata di William Shakespeare che è ambientato a Padova. Dietro un libro c’è, ovviamente, l’autore. La scelta dell’ambientazione riguarda più me che la storia. Io ho un carattere “particolare” come la bisbetica Caterina, ma a differenza sua non sono mai stata addomesticata. Nella dedica del libro potete leggere: A Marco per avermi amata per quella che sono. Io non sono semplice ma Marco, mio marito, mi ha amata senza cercare mai di cambiarmi. Questo per me è l’amore.

Barbara e Claudio, i protagonisti della mia storia, appartengono a ceti sociali diversi, questo li rende due individui che hanno ben poco in comune. Ho voluto dimostrare come, per me, due persone per stare insieme non devono essere per forza uguali. Le differenze devono completare e arricchire l’unione, la dimostrazione del vero amore sta proprio nell’accettarsi senza usare il carattere dell’altro come scusante per le proprie reazioni e ancora peggio colpevolizzare l’altro per com’è. Quindi perché Padova? Perché oltre alla sua ubicazione tattica per quanto riguarda la nidificazione dei cormorani, motivo per cui Barbara da Padova si trasferisce poi in Sardegna, l’ho scelta per un’esigenza personale, per rendere omaggio a un uomo che, quando ho scritto il libro era già ammalato, e che stavo perdendo piano piano.

 La scelta della Sardegna invece non è stata scontata perché sono sarda, ma perché in questi ultimi anni l’ho riscoperta e ho imparato ad amarla.  I suoi colori, odori, sapori, gli spazi immensi, le solitudini, sono stati e sono, la mia terapia. Quando si perde un amore così grande, un uomo che mi completava con la sua eccentricità, cultura, loquacità, lo si ricerca nei luoghi carichi di bei ricordi. Sant’Antioco è stata la città che abbiamo frequentato di più, dopo Cagliari, durante il nostro fidanzamento, quel periodo dove due anime si mettono alla prova e poi si scelgono.

Hai toccato argomenti importanti, soprattutto attuali. Da ragazza il mio scrittore preferito era Stephen King, ora le mie letture sono per lo più i thriller. Per assurdo uno psicopatico o il sovrannaturale, mi spaventano meno della cattiveria delle persone comuni. Il rumore dell’acqua ha iniziato a prendere forma nella mia mente il 25 novembre 2023, durante un reading letterario. In occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne, ero rimasta profondamente colpita dalle testimonianze dei diversi ospiti, tra cui assistenti sociali, psicologi, agenti di polizia e rappresentanti di associazioni che danno assistenza alle donne vittime di violenza. Ascoltare quelle storie, apprendere che a pochi chilometri di distanza da casa mia ci sono così tante donne che vivono in case protette, scappando dall’uomo che avrebbe dovuto proteggerle, mi ha fatto rabbrividire. E ho pensato a quante altre ce ne sono magari anche più vicine. Ho capito che io voglio scrivere di questo, dei problemi reali e, per farlo, non devo inventarmi una persona che uccide in maniera sempre più cruenta per catturare il lettore, perché non è il modo ricercato, ma il raptus improvviso, che può capitare a tutti, a incutermi timore. Siamo sempre più stressati, problemi che ci creiamo a causa di standard elevati imposti dalla finzione dei social media o quelli reali come, per i pescatori, categoria di lavoratori citati nel romanzo, può essere l’ingente perdita economica causata dall’attività dei cormorani. Problema attuale per il quale, non solo mi sono documentata sul web, ma ho trascorso un pomeriggio a Sant’Antioco per sentire le parole dai diretti interessati, intervistando alcuni pescatori. Parlo delle difficoltà dei rapporti familiari e del peso che ha l’opinione pubblica, soprattutto in un piccolo paese, che può condizionare e rovinare la vita alle persone.

Racconti l’amore per il territorio ma anche l’amore vero. Diciamo che già con le precedenti risposte si evince che il motore che alimenta la mia vena narrativa è l’amore. Perché per me l’amore è tutto. Io come dice Vasco Rossi in una sua canzone, sono un incredibile romantica. Io non potrei mai andare ogni giorno al lavoro se non lo amassi, figuriamoci scegliere le persone da frequentare o i luoghi dove andare…  Racconto l’amore sì, perché la scrittura è entrata a far parte della mia vita nel momento più buio. A mio Marito è stata diagnosticata la SLA alla fine 2022. Questo ha stravolto la sua vita, ma anche la mia, noi andavamo a correre insieme, viaggiavamo, praticavamo yoga. Lui non poteva più fare molte di queste cose e di altre, come seguire serie tv e film, non aveva voglia. La depressione aveva preso il sopravvento. Ed io, forse perché mi sentivo in colpa per averne ancora le capacità, ho abbandonato a mia volta tutte queste attività. Ho trovato un qualcosa che era tutta mia, nuova, che mi ha salvata. Scrivere mi ha costretta a innamorarmi di me stessa, una malattia così grave, come la SLA, ti fa prima odiare la vita e poi apprezzarla. Mio marito un giorno mi ha detto: “Se solo avessi saputo che l’estate scorsa a Valencia quello sarebbe stato il mio ultimo bagno al mare, ci sarei rimasto di più”. Nel rumore dell’acqua, descrivo la nostra bella terra e anche di luoghi che non ho visitato, come Valle Averto, per risvegliare emozioni, in me e nei lettori, perché dobbiamo goderci il mondo e, soprattutto, le persone, senza mai darle per scontate.  Credo che una storia che parla con il cuore non possa che fare del bene. 

Che donna è Barbara? Barbara è una donna che sembra fragile, succube, invece è una donna forte. Dopo un matrimonio dove è vittima di violenza e nel quale rimane per non dare un dispiacere al padre, riesce a ribellarsi e impara, a fatica, a rinascere. Mi preme far passare il messaggio che il suo comportamento sia un grosso sbaglio perché confidarsi e denunciare sono assolutamente le uniche azioni da fare quando ci si trova in quel tipo di relazioni.  Barbara è una donna spezzata, che ha voglia di aggiustarsi da sola. È una donna impulsiva, con Claudio si lascia andare alle emozioni e da subito si sente legata a quell’uomo. Lei sa leggere le ferite delle persone, la sua sofferenza e quella di Claudio, come calamite, si attraggono. Il suo essere buona finisce sempre per mettere gli altri davanti a sé stessa.  Questa bontà d’animo le farà trovare una nuova famiglia. Impiastro e Nicotina, due cani, che come tutti gli animali, hanno la capacità di selezionare l’uomo. Loro si fidano delle azioni, mentre noi ci facciamo imbambolare dalle parole.

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