
Lucia Becchere
di MANOLA BACCHIS
Osilo, piccolo centro abitato nel sassarese, ospita un Premio Letterario che dedica l’attenzione alle “orme del passato”. Tanti i partecipanti fin dal 1994, anno della sua nascita. E da allora, la commissione si è trovata a dover valutare opere artistiche di vario genere e natura. La professoressa Giovanna Elies è la presidente dell’importante Salone Letterario che, con la sua passione e determinazione, mantiene in vita non solo una manifestazione ricca di cultura, ma porge la sua anima per l’amore della Sardegna e delle sue tradizioni più elevate.
Quest’anno il Premio Letterario Osilo 2026, dal titolo “Tradizione Popolare e Culturale Osilese”, ha aperto le porte a ben cinque sezioni: dalla narrativa, alla saggistica, alla poesia, alla pittura e, per finire, alla fotografia.
Tra le opere letterarie una in particolare ha colpito la commissione: “Juanne. Storia di un soldato e della sua famiglia” (Domus de Janas, 2025) di Lucia Becchere.
Pagine ricche di amore in ogni riga che la commissione ha colto quale messaggio universale perché, come ha sottolineato la professoressa Anna Laura Espa, “dal libro della scrittrice Lucia Becchere si evince il senso del sacrificio dei nostri giovani nel periodo più lacerante della nostra Storia. È un’opera dove attraverso la vicenda toccante di Juanne è possibile rivedere, fotogramma per fotogramma, la storia di tante famiglie che, a causa della Guerra, hanno perso i propri figli e non li hanno più visti tornare a casa, oppure al loro rientro la loro vita non era più vita”.
È questa la forza narrativa del nuovo libro “Juanne” di Lucia Becchere e la giuria lo ha ritenuto meritevole di riconoscimento per il valore universale.
Chi conosce l’autrice, sa bene che è capace di trasformare il dolore e la sofferenza in ricchezza, tanto da donare ai suoi lettori un senso di pace e di riflessione sui valori della vita.
Lucia Becchere nasce a Siniscola, ma vive a Nuoro nel rione Santu Predu. Decide di lasciare la sua Terra per studiare Lingue e Letterature Straniere all’Università di Pisa, dove si laurea.
Una caratteristica la distingue per antonomasia: la generosità. Sì perché lei, Lucia, ha sempre un dono speciale nel suo scrigno che apre per offrire sorrisi laddove, talvolta, vengono a mancare.
Quest’ultima sua opera ne è la testimonianza. Raccontando di Juanne, lo zio materno, lo ha reso eterno e, con lui, tutta la sua famiglia, testimone impotente di una guerra che ha reso quei figli, chiamati a servire la Patria, figli di tutti.
“Juanne, fitzu meu”, diceva la mamma di Lucia per quel fratello privato nel fiore dei suoi anni della sua libertà.

Il Premio arriva inaspettato: una telefonata preannuncia direttamente all’autrice che dovrà recarsi ad Osilo per ricevere il primo premio alla narrativa. L’emozione traspare, e non la nasconde. Perché Lucia è anche poetessa e i poeti si emozionano e fanno emozionare. Infatti, quando scrive, il tocco di poesia colora ogni pagina.
La sua professione da insegnante di lingua francese nelle scuole secondarie a Nuoro – e provincia – è stata parte della sua linfa perché chi sta con i giovani ha solo da apprendere; e, Lucia, non solo ha appreso la bellezza poetica di loro sguardi e dai loro cuori, ma è riuscita a restituirla a loro (e a noi) sotto altre forme: i suoi libri.
Da “Sinfonia del dolore e della fede”, “Assolo”, “Il mio canto per Oliena”, “Incontri”, “Liberi di volare”, “I mandorli fioriscono a primavera”, “Tribunale dei figli”, “Storia di Maria”, “Il silenzio di un amore” e, per ultimo, “Juanne”.
La scrittrice Lucia Becchere scrive per passione, lo fa con sentimento.
Ogni giorno, al mattino, esce di casa, percorre a piedi le vie di Nuoro e si reca nella sede del giornale “L’Ortobene” – un settimanale diretto da don Francesco Mariani – dove, Lucia, è tra i volontari collaboratori della redazione.
Scrive senza pausa, le piace raccontare e dipingere storie e personaggi. Tante le interviste, diversi gli interventi pubblici dove si parla di letteratura. E, ancora, redige per il giornale online Tottus in Pari, così la sua scrittura arriva in ogni angolo del mondo.
E adesso? Adesso, in silenzio, un applauso sincero giunga alla scrittrice e poetessa Lucia Becchere che, il 25 luglio 2026, riceverà il primo premio Osilo, in una cornice e atmosfera delicata e interamente dedicata alla Cultura.
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Un premio più che meritato. Un riconoscimento, come ben delineato da Manola Bacchis, che Osilo quest’anno ha riservato alla scrittrice, articolista, poetessa per la sua ultima fatica letteraria “Juanne. Storia di un soldato e della sua famiglia”. Una storia familiare con valore universale Complimenti Lucia Becchere !
Grazie a TOTTUS IN PARI e a Manola Bacchis che firma il pezzo
Che meraviglia! Congratulazioni, Lucia Becchere ! E grazie a TOTTUS IN PARI che condivide con tutti noi queste belle notizie ❤️
Che dire? Orgoglio puro!
Congratulazioni vivissime!
Complimenti!! 👏
applausi
Ancora congratulazioni vivissime a Lucia con tutta la mia stima 💝📘📘📘📘📘
Che dire…..un bellissimo articolo che descrive puntualmente LUCIA BECCHERE ed il suo grande animo oltre alla sua professionalità!!congratulazioni Lucia…
TE LO MERITI!!
Congratulazioni sei bravissima 👏👏