IL MACLULA PORTA IL SURREALISMO IN SARDEGNA: DOMENICO FUMAGALLI ILLUSTRA LA MOSTRA, L’ATTIVITA’ E IL SENSO DEL MUSEO LULESE

Antonio Atza – Sogno

Struttura pioneristica per l’originalità dell’impostazione e l’ubicazione in una zona periferica della Barbagia, il Museo contemporaneo MacLula, creato da Domenico Fumagalli e Mariolina Mannia nel 2022, con la rassegna “neo-surrealismo e Utopie in Europa”, movimento che in Italia si afferma dal 1940, intende portare l’arte surreale per la prima volta in Sardegna. Arte che, esplorando tutto ciò che va oltre la realtà sensibile, evoca dimensioni oniriche dell’inconscio, mette in risalto angosce e turbamenti che altrimenti l’uomo non riuscirebbe ad esprimere.

È stato André Breton, scrittore e critico d’arte francese, che nel 1924 con “Il Manifesto” ha ufficializzato il movimento surrealista, elevando l’irrazionale a una realtà superiore.

Dopo l’immane tragedia della 1 guerra mondiale, si afferma il dadaismo, movimento artistico e letterario che rifiutando gli orrori, proponeva l’irrazionale e il paradosso; Carl Jung, filosofo e psicanalista svizzero sosteneva l’inconscio collettivo e individuale; Sigmund Freud, filosofo e fondatore della psicanalisi affermava che i comportamenti umani guidati da processi psichici inconsci hanno portato l’uomo a cercare altre forme di espressione artistica.

I grandi artisti, perseguitati dai regimi europei si sono rifugiati all’estero per cercare altre fonti, dando luogo al proliferare dei seguaci di Breton.

Tanino Sedda – senza titolo

Al MacLula troviamo autori francesi, belgi, greci, dell’America latina e due grandi della Sardegna: Antonio Atza e Tanino Sedda.

“Ad oggi – afferma il fondatore -, abbiamo avuto riscontri positivi in merito ad una offerta non certo scontata. Numerosi i visitatori anche stranieri, tedeschi, francesi che non si aspettavano una esposizione di questo tipo e di tale consistenza in quanto trattasi di 66 quadri disposti su tre piani, nel primo gli italiani de Chirico, Martini, Leonor Fini, Clerici, Sergio Dangelo, un bohémien che ha realizzato 550 mostre con ceramiche e originali creazioni fatte da assemblaggi di materiali di recupero (Ready made)”.

Cosa muove tutto questo? “Raccogliamo arte da 30 anni e questo presuppone una conoscenza dei sentimenti che muovono l’umanità. Avremmo potuto realizzare questa realtà ovunque, non l’abbiamo fatto a Cagliari, non a Sassari e neppure a Nuoro, l’abbiamo fatto a Lula, luogo disagiato difficile da raggiungere. Il nostro vuole essere un atto d’amore per l’arte e la Sardegna perché tutto rimarrà ai sardi”.

Chi prenderà il testimone un domani?  “Forse qualche figlio porterà avanti la nostra idea, poi faremo una donazione sia degli stabili che delle opere. Può essere al Comune o un ente che lo sappia gestire. Possediamo una collezione di 600 opere di proprietà tra ceramiche fotografie, dipinti, sculture e installazioni. Ho venduto le mie proprietà, ho fatto un salto di qualità liberandomi di quella mia vita per un’altra aperta agli altri”.

Cosa vi gratifica maggiormente? “Cercare opere, catalogarle, fotografarle, esporle e poi farne dono agli altri credo sia un appagamento inenarrabile.  L’attività è sempre in perdita, tutto è stato realizzato senza contributi. Abbiamo fatto un investimento per educare, aprire altre menti, e se soltanto uno coglierà quel seme messo a dimora e darà buoni frutti, avremo raggiunto il nostro obiettivo”.  

Quale sarà il prossimo impegno? “Non facciamo programmi. Poiché questa è una realtà che merita, se Sos Enattos a Lula ospiterà l’Einstein Telescope, il museo sarà un importante tassello di tutto un mosaico”.

Nell’introduzione al catalogo, la preziosa analisi della prof.ssa Giulia Tulino della Sapienza di Roma, specializzata sul surreale, in merito alla novità di questa mostra e sul percorso museale del MacLula.

Fra gli artisti riportati nella brochure: Colombotto Rosso con la sua figura mezzo animale mezzo uomo, tramette angoscia e paura, una “Gioconda ante litteram”; il poliedrico Jean Cocteau noto per il film cult sul surrealismo francese “La bella e la bestia”, con i suoi disegni onirici e inquietanti come nessuno prima; Alberto Martini che con Dioniso rappresenta la liberazione dei sensi.

La rassegna inaugurata il 18 maggio, procrastinerà al 3 settembre la chiusura prevista per il 1° in virtù delle cortes apertas che avranno luogo a Lula.

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Un commento

  1. Lisetta Bidoni

    Il MacLula una formidabile intuizione, un impegno e un investimento culturale (e non solo) di notevole valore. L’articolo-intervista di Lucia Becchere rende onore a Mariolina Mannia e Domenico Fumagalli, mecenati dell’arte in terra di Sardegna.

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