
di DANIELA MARCHETTI
La seconda vita di Caterina ha avuto inizio lo scorso marzo, quando alcuni pescatori locali l’hanno individuata al largo, in evidente stato di sofferenza e intrappolata tra le maglie di una rete da pesca. Grazie alla prontezza dei marittimi, la tartaruga è stata immediatamente sottratta a un destino fatale e affidata alle cure dei medici veterinari e dei biologi di un centro specializzato.
Il delicato percorso di riabilitazione e la successiva restituzione al suo habitat naturale sono stati possibili grazie all’azione coordinata della Rete regionale per la conservazione della fauna marina. L’evento di Stintino ha visto infatti la partecipazione attiva e sinergica di numerose istituzioni e sigle dell’associazionismo scientifico: il Parco Nazionale dell’Asinara con l’associazione Crama (Centro Recupero Animali Marini Asinara); il Centro di recupero del Sinis dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre; il presidio operativo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, la Capitaneria di Porto e la compagnia locale dei Barracelli.
Ad accompagnare Caterina verso la battigia, oltre ai rappresentanti del Comune di Stintino, c’era una platea d’eccezione composta dagli stessi operatori economici della zona, dai pescatori che per primi l’avevano protetta e da numerosi bagnanti, accorsi per assistere a un momento dall’alto valore simbolico ed educativo.
Il ritorno in mare di Caterina non rappresenta soltanto il successo di un singolo intervento di soccorso, ma testimonia l’efficacia di un modello di tutela ambientale dove la cooperazione tra istituzioni scientifiche, forze dell’ordine e cittadini diventa lo strumento più potente per custodire la fragile e straordinaria bellezza dei nostri mari.
Una catena di solidarietà e tutela ambientale ha unito idealmente le coste italiane in un unico, grande respiro di libertà. In occasione dell’Italian Turtle Day, l’evento nazionale ideato e promosso dall’associazione Plastic Free in vista del World Sea Turtle Day (la Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine), nove esemplari di Caretta caretta sono stati restituiti contemporaneamente al loro habitat naturale in sei diverse località marine lungo tutta la Penisola.
L’iniziativa ha dimostrato l’efficacia di una rete di protezione nazionale capace di coordinare comunità distanti, ma unite dalla medesima urgenza ecologica. Oltre al borgo costiero sardo, l’Italian Turtle Day ha visto la liberazione di tartarughe marine in altri cinque snodi strategici: Genova (Liguria); Viareggio (Toscana); Pescara (Abruzzo); Castro (Puglia); Lampedusa (Sicilia).
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