L’ISOLA A DUE VELOCITA’: QUANDO SI PARTE DALLA SARDEGNA (MA ANCHE QUANDO SI VA)

L’Emigrazione Sarda, soprattutto dalla metà del secolo scorso, ha iniziato ed essere un fenomeno inarrestabile. Con periodi in cui abbiamo avuto un picco storico alternati a periodi dove, con il cambiamento dei tempi e la globalizzazione, vi è stata una “mutazione”. Ma, attenzione: in svariate situazioni il concetto fondamentale, ed il “minimo comun denominatore da cui partire” è sempre stata la mancanza di lavoro.  Disoccupazione dovuta alla zona in cui si vive, alle situazioni economico- familiari cui i giovani devono far fronte e, soprattutto, alle opportunità del momento che la nostra bella Isola di Sardegna offre.

Esiste, invece, un’altra Sardegna: quella più conosciuta a livello nazionale ed internazionale. E’ quella “turistica” di spiagge, sole, divertimento, lusso, relax e vacanze. Un mix che ti fà capire cosa l’Isola può ancora offrire. Vi è, però, una questione. Ed è quella offerta di come queste opportunità, sia dal punto di vista imprenditoriale che lavorativo, avvantaggi più persone esterne all’isola. Una realtà che rispecchia queste situazioni è quella della Costa Smeralda che, soprattutto negli ultimi anni, dopo i periodi dell’Aga Khan, di Lele Mora, di Berlusconi e di Briatore, sta subendo un’ennesima trasformazione dovuta anche ai fattori citati in precedenza.  Si può discutere di molti particolari ma ciò che, a parer mio, offre questa parte di Sardegna, dal punto di vista lavorativo, è ancora significativo.  Oltre a degli impieghi purtroppo “stagionali”, la vera “scommessa” da cogliere starebbe proprio nell’opportunità di poter apprendere, tramite nuove esperienze lavorative e con lavori nel settore turistico alberghiero, un know-how da poter esportare ancora in territori poco pubblicizzati dell’isola.  E, da lì, in altre parti della penisola o, meglio ancora, all’Estero, fuori dai confini nazionali. Ed io sono uno di quelli che ha fatto questa scelta inversa essendo figlio di emigrati, con padre di Perfugas, paese in provincia di Sassari.  Per questo ritengo che la Sardegna abbia ancora molto da offrire ai sardi, emigrati e non.

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