
di DINA MELONI
Come da tradizione ormai consolidata, anche in questo 2026 ho avuto l’onore e il piacere di presentare a Monteroni, presso la Sala delle Macine, l’ultima fatica letteraria di Massimo Granchi: La Tessitrice del Tempo edito da Arkadia. Un libro particolare sia nella storia, perché è il primo romanzo di Massimo (per me prima amico e poi scrittore) dedicato ai giovani: la protagonista è infatti una giovane universitaria; sia nell’ambientazione: i luoghi sono quelli di Siena e dei borghi del sud della sua provincia.
ll libro: “…Al centro della narrazione c’è Teodora, nata e cresciuta nella provincia senese, dove i cipressi e il cielo si incontrano in una cornice perfetta. Teodora è la nipote e l’allieva prediletta di Paride, un celebre tassidermista noto come “il maestro”. Questa vicinanza professionale è da sempre osteggiata dalla madre Chiara, operatrice socio-sanitaria, che spinge la ragazza verso una stabilità e un’autonomia più convenzionali.
Teodora, diplomatasi al liceo artistico, esprime il suo talento anche online attraverso un blog dove vende disegni di animali antropomorfi. Mentre studia biologia ambientale e si barcamena tra lavori occasionali, coltiva il mito di un padre mai conosciuto, immaginato felice in un’isola deserta. Per lei, la tassidermia non è una pratica macabra, ma l’unico modo per fissare la bellezza e la vita per sempre, proteggendola dal cambiamento che il tempo inevitabilmente porta con sé. Tuttavia, proprio mentre cerca la sua direzione, la vita la sorprenderà: l’incontro con un’anziana pittrice e i messaggi di un misterioso follower americano sul suo blog stravolgeranno completamente il suo destino, portandola verso strade inaspettate e sconvolgenti”
E’ un romanzo che cattura, Per chi non conosce Siena, è un leggere di strade e vicoli, di profumi e sensazioni descritti con tale dovizia di particolari che sembra di passarci attraverso; per chi la conosce…. è proprio così!
Dal dialogo con l’Autore emergono chiaramente la sua voglia e la sua necessità di restituire a tutti i luoghi citati nel romanzo, un grazie per quanto ricevuto in tempi più o meno recenti, in termini di accoglienza e relazioni. La storia prende spunto da una visita all’Istituto dei Fisiocritici a Siena e la protagonista suscita subito un senso di protezione che poi, con lo scorrere delle pagine, si trasforma in ammirazione.
La delicatezza e la sensibilità del suo scrivere, fanno di Massimo uno scrittore particolare, che piace moltissimo al pubblico femminile e che spesso, conduce all’introspezione e al guardarsi con occhi …. diversi! L’incontro è stato piacevolissimo e al pubblico presente va il grande merito dell’interazione e della massima curiosità a cui l’Autore si è immediatamente adeguato. Abbiamo concluso come nella migliore tradizione del Circolo: Mirto e Dolci Sardi dall’Isola per tutti!
Ateros annos menzus!
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