NEL 34° ANNIVERSARIO DELLE STRAGI DI CAPACI E VIA D’AMELIO, IN MEMORIA DI EMANUELA LOI: A SUVIGNANO CON IL CIRCOLO ‘PEPPINO MEREU’ DI SIENA E GROSSETO

23 Maggio 1992 strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo; insieme a loro gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

19 Luglio 1992 strage di Via d’Amelio in cui persero la vita il Giudice Paolo Borsellino, Emanuela Loi e i suoi colleghi della scorta Walter Eddie CosinaAgostino CatalanoClaudio Traina e Vincenzo Li Muli

E’ nel ricordo di Emanuela Loi, di appena 24 anni nata a Cagliari, poliziotta per scelta e tra le prime donne ad essere impegnata nei servizi di scorta ai magistrati, e di tutti i giovani agenti che come lei hanno perso la vita nelle stragi di mafia, che si è aperta la giornata del 23 Maggio 2026 a Suvignano. Una giornata per ricordare le vittime di mafia e per dichiarare a voce alta, il rifiuto e la condanna verso tutto ciò che non è legale, verso quel malaffare perpetrato per decenni dai mafiosi su tutto il territorio nazionale e che aveva preso piede anche a Suvignano, una tenuta a vocazione agropastorale di oltre 640 ettari, acquistata per intero negli anni ‘70 e ’80, dal costruttore palermitano Vincenzo Piazza, ritenuto un prestanome di Cosa Nostra.

La storia di Suvignano è travagliata: nel 1983, il giudice Giovanni Falcone sequestrò per la prima volta la tenuta a Vincenzo Piazza. Negli anni successivi, i beni tornarono temporaneamente nelle mani della famiglia mafiosa fino a un nuovo sequestro. Dopo lunghe vicende giudiziarie, nel 2007, la confisca è diventata definitiva, e nel 2019 la tenuta è stata affidata alla Regione Toscana, che la gestisce tramite l’Ente Terre Regionali. Oggi Suvignano è “Tenuta Aperta” e gli spazi ristrutturati sono aperti, appunto, a tutti e tutte coloro che, a qualunque titolo, fanno della Legalità il proprio stile di vita, di lavoro di associazionismo. Le sale “Giovanni Falcone” e della “Legalità” vengono utilizzate per incontri, dibattiti, manifestazioni e attività che hanno come scopo quello di far conoscere, informare, divulgare ed educare alla Legalità. E’ aperta alle Associazioni, alle Scuole, agli Artisti e a tutte le persone che hanno qualcosa da dire o insegnare sulla Legalità e chi si cimenta…riesce sempre a suscitare grande emozione.

Sabato 23 Maggio, alla presenza della Vice Presidente  della Regione Toscana Mia Diop, dei sindaci dei Comuni di Monteroni d’Arbia, Murlo e Gavorrano, del Presidente e del Responsabile Contatti Giovani dell’Associazione Le Sentinelle di Nonno Nino, del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, del Cardinale Lojudice, del Presidente del Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana, della Presidente dell’Associazione Generatio, del Direttore Generale dell’USL Toscana Sud-Est, del Presidente della Provincia di Grosseto, del Responsabile Nazionale Beni Confiscati, del Vice Questore di Siena, della Presidente del Circolo Peppino Mereu di Siena e Grosseto, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle Associazioni locali, è stato il turno di alcune classi dell’I.C. “Falcone e Borsellino” di Gavorrano (Gr), dell’IIS Ricasoli – Ist. Prof. Agrario sez. staccata di Montalcino e dell’ITI di Firenze. Queste classi, durante l’anno scolastico hanno affrontato il tema della legalità.  I ragazzi, con la guida dei loro insegnanti, hanno quindi presentato al pubblico, attraverso la pittura, la recitazione e la poesia il proprio NO all’illegalità e l’omaggio alla memoria delle Vittime delle stragi di mafia. La testimonianza dei ragazzi ha commosso tutti: la dimostrazione che i giovani sono il presente, che possono cambiare lo stato delle cose con il loro operato, rappresentando così la certezza di un futuro migliore.

Il Circolo Peppino Mereu, nato nel 1986, ha contribuito all’evento con il parallelismo della Memoria e della Narrazione attraverso la spiegazione delle motivazioni che hanno portato alla creazione dello Spazio omonimo presso la Sala della Legalità all’interno della Tenuta. In un momento storico incerto e difficile per le giovani generazioni, lo Spazio della Memoria e della Narrazione, assume fondamentale importanza per conoscere un periodo della vita di tante persone che hanno lottato tra mille difficoltà per raggiungere i loro obbiettivi nella legalità, senza scendere a compromessi. Tenere viva la memoria, come esempio e come monito, è un modo per conoscere, capire e imparare. Il Circolo ha esortato i giovani presenti a essere sempre partecipi, curiosi e inclusivi; a fare domande e pretendere risposte serie per poi farle seguire dai fatti concreti; ad andare oltre le apparenze; a osservare e ascoltare e considerare gli “anziani” come un valore aggiunto, come fonti di informazione storica, di vita vissuta e di testimonianza.

Nel pomeriggio la visita allo Spazio da parte degli studenti e l’intervento di Sandra Becucci, tra i curatori del progetto, hanno concluso l’Evento.

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