GRANDE SUCCESSO PER IL GEMELLAGGIO FIRMATO DAGLI ALUNNI DELLA SCUOLA ‘P.LIOY’ E IL CIRCOLO ‘DELEDDA’: UN PONTE CULTURALE TRA VICENZA E ARBOREA

Una Sala Polifunzionale ASC gremita in ogni ordine di posto ha fatto da cornice, domenica 31 maggio, a un appuntamento che ha unito idealmente il Veneto e la Sardegna. L’evento, promosso con forza dall’Associazione dei Sardi “Grazia Deledda” di Vicenza, ha celebrato la conclusione del progetto di gemellaggio culturale tra la città Berica e il comune sardo di Arborea, interamente ideato e sviluppato dagli alunni della classe 5ª della scuola primaria “P. Lioy” e dell’I.C. 2 e 4 di Vicenza.

L’iniziativa, che ha ottenuto il prestigioso patrocinio sia della Città di Vicenza sia del Comune di Arborea, ha visto una straordinaria partecipazione di cittadini e famiglie, ma anche un forte segnale di vicinanza da parte delle istituzioni. Tra le autorità presenti in sala spiccavanoi consiglieri comunali di Vicenza, Elia Pizzolato (Presidente dell’Associazione Vicentini nel mondo) e Benedetta Ghiotto, il Presidente dell’Associazione “Veneti nel mondo”, Aldo Rozzi Marin, e Roberto Arfeli in rappresentanza del Comune di Arborea. Un parterre che ha sottolineato il valore storico e sociale di un legame – quello tra veneti e sardi – che affonda le radici nel passato e che oggi si rinnova grazie alle nuove generazioni.

I veri protagonisti della giornata sono stati i bambini. Con una disinvoltura e una nonchalance che hanno sorpreso e affascinato la platea, gli studenti hanno preso la parola per presentare il loro progetto. Hanno delineato le caratteristiche storiche, geografiche e culturali della realtà Sarda, regalando un focus particolarmente approfondito e suggestivo sulla città di Arborea, sulla sua unicità nel panorama sardo e sulle sue origini legate proprio alla migrazione veneta. Attraverso un racconto dinamico, i piccoli relatori hanno evidenziato i numerosi punti in comune tra i due territori, riuscendo a emozionare e a catturare l’attenzione di tutti i presenti.

Dietro a un grande risultato c’è sempre un lavoro pedagogico d’eccellenza. Per capire come è nato questo “ponte culturale”, abbiamo intervistato l’insegnante che ha guidato magistralmente gli alunni in questo percorso: la maestra Francesca Villanucci.

Insegnante Villanucci, da dove è nata l’idea di questo gemellaggio e come hanno reagito i bambini? “L’idea di coinvolgere gli studenti in un progetto tra Vicenza e Arborea nasce dal desiderio di far scoprire ai ragazzi come la storia e la geografia non siano materie astratte, ma fili invisibili che collegano persone e culture; Essendo nativa di Oristano, una città vicina ad Arborea, sono cresciuta conoscendo da vicino la storia di questa convivenza tra sardi e veneti: comunità di persone dedite al lavoro, profondamente orgogliose e legate alle proprie origini. Da quindici anni vivo a Vicenza e, durante la mia permanenza, ho conosciuto molti figli e nipoti di veneti nati ad Arborea che conservano ancora oggi stretti contatti con i parenti in Sardegna. E’ proprio da questo intreccio personale e storico che è nata l’idea di realizzare questo evento. Le storie umane si intrecciano talvolta in modo inaspettato. Trovare questi punto di contatto è altamente istruttivo, poiché insegna ai ragazzi che, alla fine, siamo tutti interconnessi. Durante la presentazione dell’evento è emerso chiaramente la somiglianza del territorio di Arborea a quello di Vicenza, nonostante la distanza geografica. Nella realtà, infatti, per il suo profondo legame storico e culturale, la cittadina sarda è considerata un comune onorario del Veneto.  Quando abbiamo proposto il legame tra Vicenza e Arborea, i bambini si sono illuminati. Hanno accolto la sfida con una curiosità straordinaria, mettendosi subito al lavoro come veri piccoli ricercatori.

 Scoprire come, a chilometri di distanza, e al di là del mare, esistono fiere, feste e tradizioni del tutto speculari a quelle Venete. Ritrovare elementi culturali così familiari in una realtà apparentemente lontana, ha accorciato le distanze geografiche, trasformando la storia in una esperienza viva e tangibile. Ha suscitato grande curiosità anche l’analisi del tessuto produttivo: I bambini hanno notato con sorpresa che la struttura delle aziende agricole e l’organizzazione del lavoro ad Arborea, ricalcano fedelmente il modello del territorio Vicentino. E’ stato emozionante scoprire la componente genealogica con la forte presenza ad Arborea di cognomi tipicamente Veneti, a loro ben noti, e riconoscere in quella comunità i discendenti dei propri concittadini”. 

Domenica sul palco hanno mostrato una sicurezza e una disinvoltura invidiabili. Qual è il segreto? “Il segreto è renderli protagonisti assoluti. Non hanno imparato una lezione a memoria; hanno interiorizzato una storia che è diventata anche un po’ la loro. Quando un bambino si sente custode di una conoscenza, la trasmette con una naturalezza disarmante. Vederli parlare davanti a una platea così importante e così numerosa con quella sicurezza è stata l’emozione più grande per me”.

Qual è stata la sfida più grande e più bella nel guidare gli alunni in questo progetto e soprattutto, qual’ é l’insegnamento più importante che gli alunni portano a casa da questa esperienza? “La sfida più grande è stata indubbiamente quella di coinvolgere i bambini in una realtà storica e geografica così distante dal loro vissuto quotidiano e ritrovare le radici comuni tra due territori tanto lontani. La speranza ora, è far si che questo evento diventi il primo passo concreto per creare un gemellaggio ufficiale tra queste due città. Hanno capito il valore dell’incontro e del rispetto delle radici. Hanno studiato Arborea, la Sardegna, e vi hanno trovato un pezzo di Veneto, scoprendo che la distanza geografica si annulla quando c’è condivisione culturale. Credo che questo progetto lascerà in loro un segno profondo, un seme di cittadinanza attiva e aperta al mondo”.

L’evento si è concluso tra gli applausi scroscianti di un pubblico visibilmente commosso. Il successo della manifestazione ha confermato l’importanza del lavoro svolto dall’Associazione “Grazia Deledda”, capace ancora una volta di farsi promotrice di cultura e inclusione, dimostrando che il futuro del dialogo tra territori passa inevitabilmente attraverso gli occhi, l’entusiasmo e la bravura dei bambini.

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3 commenti

  1. Bellissima iniziativa. Complimenti Marco Bernardini

  2. Antonietta Calzedda

    Bravissimo come sempre Marco!!!

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