
di ANTONIO STRINNA
Salvatore Pintore è nato a Oliena e ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza ad Osilo, poi si è trasferito a Sassari dove vive attualmente. E’ autore di numerose pubblicazioni di poesia (Camineras de abba, Boghes presoneras, Alas de vida, Passos semenados, Intramados, ecc.) ed ha ottenuto diversi riconoscimenti in importanti Concorsi di poesia. Gli abbiamo chiesto di parlarci del suo ultimo libro appena pubblicato: Poesie dal silenzio – Voce dell’invisibile.
Cosa possiamo dire al lettore che, forse per la prima volta, si avvicina alla tua opera poetica? In che modo e da che cosa ha origine la silloge che troverà in questo libro? Dai miei incontri, tanti. Dagli incontri più importanti della mia vita ho avuto spesso la sensazione di essere guidato, altre volte salvato dall’inatteso, dall’imprevisto che ha inciso profondamente sulla mia esistenza. Il percorso della nostra vita, credo per tutti, è un labirinto la cui meta coincide spesso con il cammino stesso; sono sentieri che si interrompono o si diramano, talvolta ingannano e sviano, ma pure ci conducono dove siamo chiamati ad essere. I nostri occhi non sempre vedono con chiarezza. Perché lo sguardo della mente non è stato educato a vedere oltre le apparenze, ad analizzare e comprendere il divenire, la complessità delle nostre società e il travaglio di comunità sempre meno coese e solidali. Non siamo forse sufficientemente consapevoli di abitare la stessa casa comune.
E’ il dramma, sempre più diffuso, del nostro tempo. Ti pare? Mi è accaduto di sentirmi nel mondo – e anche in quest’Isola – come uno straniero, non riconoscendomi nella stoltezza di chi dimentica che, oltre il colore della pelle o l’appartenenza a diverse etnie, sono tutti nostri fratelli, parte della medesima umanità.
Da che cosa pensi che dipenda questa nostra condizione? Soffriamo di un delirio di onnipotenza. Al crescere del benessere materiale è cresciuto anche il nostro innato egoismo. In economia, una globalizzazione e un capitalismo senza regole hanno devastato intere società accentuando le disuguaglianze e le ingiustizie.
Si potrebbe affermare che le poesie raccolte in questo libro sono una sorta di diario dell’interiorità? In fondo sono proprio questo, un diario interiore che desidera parlare a tutti. Forse qualcuno potrà riconoscersi in qualche verso, nel momento in cui prova a guardarsi dentro o ad alzare gli occhi al cielo stellato. Se è vero che negli anni mi sono sentito sempre più maturo, è altrettanto vero che più conosco più mi accorgo di non sapere. Ho imparato ad ascoltare me stesso e gli altri. E posso dire che mi ha fatto compagnia Uno che è sempre in ascolto: il Silenzio. Il Silenzio è stato così intimo alla voce del mio Essere da dare forma concreta ai pensieri, nati come fiori su prati di pagine bianche o in conversazioni con amici e compagni di viaggio nei luoghi in cui ho vissuto.
Per quale motivo hai scelto di intitolare il libro “Poesie dal Silenzio – Voce dell’Invisibile”? Perché mi sono lasciato condurre dalla sua ‘voce’, così da comprendere meglio me stesso e il mistero che ci abita. Per far conoscere il suo ‘dire’ – che è anche il mio – attraverso parole capaci più rendere più autentica un’esperienza che trascende la nostra corporeità. E’ un tentativo di disvelamento dell’Essere che si manifesta nella verità della parola respirata nel silenzio.
Prima di arrivare alla scrittura di queste poesie hai fatte delle ricerche precise? E’ stato un cammino di ricerca fatto di meditazioni, letture e riflessioni, e ho attinto anche al pensiero di poeti, scrittori, filosofi e teologi di epoche diverse, condividendone talvolta intuizioni e prospettive.
E’ stata anche una ricerca spirituale? Una ricerca spirituale, certo, costellata di incontri, dubbi e certezze, che nel tempo hanno forgiato la mia interiorità: il fermarmi a pensare, il lasciare riposare i pensieri nel silenzio, l’abbandono necessario per risvegliarmi dal sogno. Spero che queste poesie possano valere come testimonianza di un cammino di conoscenza di sé.
La silloge è in lingua sarda, italiana e anche in inglese. Perché hai fatto questa scelta? Con i libri di poesia, soprattutto se scritti in sardo, non è facile arrivare al grande pubblico. Ho pensato perciò che una silloge in lingua sarda, con traduzione a fronte in italiano e accompagnata dalla versione integrale in lingua inglese, potesse raggiungere più lettori, anche oltre la Sardegna e l’Italia.
Grazie, auguriamo a te e al tuo libro di riuscire a raggiungere più lettori possibile.
Intanto, prima di congedarci, leggiamo dal tuo libro la poesia: Truma de pensamentos – Stormi di pensieri.
Truma de pensamentos
che putzones in sas gruttas de Altamira
subra sas undas siccas de su Sahara
subra sas alturas orantes de su Tibet
in su segretu de cad’istantzia
in sas domos de idru e cimentu
in s’iscuru alligru de sa campagna
de meridianu in meridianu andant…
Subra sos surcos si faghen abba
fiorin subra sos divietos e sos perígulos
in su sonnu de sas arvures de olia
subra sos versos ispesos peri sas bias
inghiriende biddas e tzitades
in orbitas de lotta e de Armonía.
Semaforos fora ‘e conca liberan sonos
unu fiottu de ‘oghes sighint
sos pianos artos de su macchine
ateras s’istudan in uttorinos solitarios
in sas basciuras de su dolore.
Ateras chircan unu fogliu de giornale
unu titulu o unu video pro appárrere
sos cascioneddos de s’arga
o unu chizone pro mòrrere
a treghentossessanta grados de amore.
“Tottu est vanidade! Tottu est vanidade!”
– narat Qoèlet – “Tottu est vanidade!”
Cale patria pro vivere sutta custu chelu
chi tottus nos accoglit?
STORMI DI PENSIERI
Stormi di pensieri
come uccelli nelle grotte di Altamira
sulle onde prosciugate del Sahara
sulle alture oranti del Tibet
nel segreto di ogni stanza
nelle case di vetro e cemento
nel buio felice della campagna
di meridiano in meridiano vanno…
Sui solchi si fanno acqua
fioriscono sui divieti e nei pericoli
nel sonno degli ulivi
sui versi già spesi per via
assediando paesi e città
in orbite di lotta e di Harmonía.
Semafori impazziti liberano i clacson
torme di voci raggiungono
i piani alti della follia
altre si spengono in vicoli solitari
nei bassifondi del dolore.
Altre cercano un foglio tabloid
un occhiello o un video per apparire
i cassonetti dei rifiuti
o un angolo per morire
a trecentosessanta gradi d’amore.
“Tutto è vanità, tutto è vanità!”
– dice Qoèlet – “Tutto è vanità!”
Quale patria per vivere sotto questo cielo
che tutti ci accoglie?
Poesie dal silenzio – Voce dell’invisibile
Salvatore Pintore – Youcanprint
e’ possibile acquistarlo anche nelle librerie online come Amazon, Mondadori, Feltrinelli, ecc.
Views: 134






































































































Grazie di cuore per questa bella intervista ❤️🤗👋