
di DINA MELONI
Sabato 23 maggio, dopo il ricordo mattutino del 34° anniversario delle Stragi di Capaci e di Via D’Amelio, promosso dall’Associazione Le Sentinelle di Nonno Nino, alla presenza della Vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, delle autorità civili e degli enti locali, con la partecipazione dei rappresentanti del Circolo dei Sardi di Grosseto e Siena “Peppino Mereu APS” e di una significativa rappresentanza di giovani, nel pomeriggio, presso la Sala della Legalità, si è svolto un importante incontro con quattro classi dell’Istituto Tecnico Industriale “Leonardo da Vinci” di Firenze, alla presenza del Cardinale Augusto Paolo Lojudice.
L’iniziativa è stata introdotta da Federico Cignelli, rappresentante del Parlamento regionale degli studenti toscani, che ha sottolineato il valore dell’educazione civica e della legalità come autentico stile di vita.
Nel suo intervento, il Cardinale Lojudice ha ricordato l’attenzione rivolta fin dal suo arrivo nella diocesi di Siena ai temi della giustizia e della memoria civile, valorizzando la piccola Chiesa dedicata al ricordo di Rosario Livatino, il giovane magistrato assassinato dalla mafia a soli 38 anni, proclamato beato dalla Chiesa e commemorato ogni 29 ottobre.
La Dirigente scolastica Francesca Balestri, nel ringraziare gli organizzatori, ha presentato le classi partecipanti dell’ITI “Leonardo da Vinci” di Firenze, evidenziando l’importanza di momenti formativi capaci di coniugare memoria, educazione e partecipazione civile.
Durante l’incontro, Dina Meloni, Presidente del Circolo Emigrati Sardi “Peppino Mereu”, ha donato ai presenti una copia del volume dedicato a “Emigrazione Sarda in Centro Italia”, realizzato grazie a un bando dell’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna.
A concludere l’iniziativa è stata la dott.ssa Sandra Becucci, che ha illustrato l’allestimento presente all’interno della Sala della Legalità dedicato allo “Spazio della Narrazione dell’Emigrazione Sarda in Centro Italia”, anch’esso realizzato grazie al contributo dell’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna e alla disponibilità e al sostegno della Regione Toscana.
Nel suo intervento, la dott.ssa Becucci ha posto particolare attenzione alla storia dei pastori sardi emigrati dalla Sardegna alla Toscana, inizialmente con le proprie greggi e successivamente raggiunti dalle famiglie, in un fenomeno migratorio che ha assunto dimensioni significative a partire dagli anni Sessanta del Novecento.
La docente ha inoltre ricordato le difficoltà vissute da queste comunità, spesso discriminate perché ingiustamente associate ai fenomeni criminali dei sequestri di persona che, per circa vent’anni, colpirono l’Italia. Una realtà che, grazie all’onestà, al lavoro e alla capacità di integrazione, è riuscita nel tempo a conquistare rispetto e riconoscimento, diventando oggi una componente fondamentale dell’economia rurale toscana, contribuendo al mantenimento del paesaggio simbolo della Toscana nel mondo e alla produzione di eccellenze casearie riconosciute da importanti certificazioni e da un mercato in continua crescita.
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