
di BRUNO CULEDDU
Il 14 maggio scorso a Manhattan un pubblico attento e curioso ha accolto con scroscianti applausi i film di Visioni Sarde.
Il programma newyorkese è stato curato per offrire una panoramica sulla produzione breve isolana, toccando generi e temi estremamente diversi tra di loro e suscitare un arco emotivo, passando da opere intense e stimolanti a lavori più leggeri e giocosi. I cortometraggi presentati sono stati: Ajò West! di Sara Corbioli; Una faccia da cinema di Alberto Salvucci; Infanzia e gioventù di Gramsci di Paolo Zucca, Alessandra Atzori e Milena Tipaldo; Mamma di Matteo Martinez e Su cane est su miu di Salvatore Mereu.
Sono intervenuti in collegamento Zoom dall’Italia i registi sardi, la filmmaker Elisabetta Sanino D’Amanda e la scrittrice e documentarista Elena Perazzini per dare vita a dialogo coinvolgente e stimolante. Il pubblico ha avuto così la rara opportunità di dialogare direttamente con i registi per approfondire e riflettere sulle tematiche affrontate dai film.
“Pensare il Sud — ha dichiarato Sanino D’Amanda — significa riconoscerlo come soggetto di pensiero, un soggetto che non deve essere studiato, analizzato e giudicato da uno sguardo esterno, ma che deve recuperare la capacità di pensare se stesso e affermare la propria autonomia.”
“Uno degli aspetti più significativi dell’evento è stato il dialogo diretto con i registi — ha affermato Perazzini —. Ha dato alla serata una dimensione più profonda e autentica. Per me, che non sono sarda, è stato sorprendente vedere quanto il pubblico fosse affascinato da una cultura così radicata e al tempo stesso in continua trasformazione.”
Grazie all’impegno di Leide Porcu del COMITES NY il viaggio in America del giovane cinema proseguirà con tappa a Rochester e in Florida.
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