UN BILANCIO DI FINE MANDATO: STEFANO LAVRA E L’ISTITUTO SUPERIORE REGIONALE ETNOGRAFICO DI NUORO

Stefano Lavra

Stefano Lavra ha concluso il suo mandato alla Presidenza dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro in carica dal 2023 al 2026, in questo momento vacante in attesa di nuova nomina. Noi lo abbiamo incontrato per tracciare un bilancio di questa esperienza.

Presidente Lavra, che eredità ha trovato al momento del suo insediamento? “L’Istituto veniva fuori da anni di commissariamento, questo è il primo dato. Sicuramente è stato fatto un lavoro meticoloso di riattivazione di tutti gli attori che dovrebbero convergere, dialogare e collaborare con un istituto così importante, ossia la società civile, il mondo della cultura, le università, le associazioni, con uno sguardo attento alle istituzioni regionali e nazionali, ai circoli sardi nel mondo, attraverso gli istituti di cultura, i consolati e le ambasciate d’Italia all’estero. È stato attivato un percorso virtuoso che lo ha visto al centro del dialogo interculturale a tutti i livelli e questo è stato lo scopo principale. L’istituto ha ripreso quel dialogo presente nello statuto fortemente voluto da uno dei principali fondatori, il prof. Giovanni Lilliu, cioè far dialogare la cultura sarda col mediterraneo e col mondo”.

Con che spirito ha accettato l’incarico? “Con grande responsabilità e questo mi ha portato ad essere molto prudente in qualsiasi azione che ho svolto nel cercare di attivare al massimo le sensibilità con rispetto istituzionale nei confronti di tutti i funzionari che lavorano all’interno, valorizzando tutte le virtù e le professionalità presenti in seno all’istituto senza attivare percorsi di sostituzione attraverso incarichi esterni ma, da buon padre di famiglia, cercando di ottimizzare le risorse economiche e umane che l’ISRE possedeva”.

Qual è stato il suo rapporto col personale? “Ottimo. Si è creato un grande rapporto di stima e rispetto in seno a tutte le figure professionali inserite nell’istituto privilegiando dinamismo, coordinamento e armonizzazione fra le risorse umane con un travaso di competenze tale da generare una grande attività collaborativa”.

Qual è stato il battesimo del suo ruolo? “Quello di essermi speso in prima persona affinché si realizzasse il grande sogno che da 20 anni Nuoro e la Sardegna intera accarezzava, cioè realizzare nel più breve tempo possibile il museo della ceramica artistica sarda. Si è riusciti a concludere in pochi mesi questa operazione strategica e importante sotto il profilo culturale che ha avuto l’epilogo alcune settimane fa con l’internazionalizzazione degli elementi presenti all’interno del museo portandoli a Venezia, vetrina straordinaria classificata tre le dieci mostre più importanti al mondo dove noi siamo stati presenti con le espressioni artistiche più rappresentative dei ceramisti sardi, Ciusa, Maria Lai, Fancello e altri”.

Qual è stata la maggiore difficoltà che ha dovuto gestire? “Il lavoro più impegnativo è stato quello di produrre il massimo dei risultati con il minor utilizzo di risorse economiche, in questi ultimi tre anni sempre molto contingentate, limitate rispetto al reale potenziale che si potrebbe esprimere. La difficoltà consisteva nel realizzare cose molto impegnative e importanti con minori sprechi delle poche risorse economiche disponibili”.

Con che spirito lascia l’Istituto? “Con grande soddisfazione per una crescita umana soprattutto. L’aver generato rapporti con persone, associazioni, l’aver creato reti e ponti di connessione a più livelli è quanto di più edificante sia stato realizzato in questo percorso, è una ricchezza che mi porto dentro, mi riempie di orgoglio e mi dà forza. L’auspicio è che quanto di positivo è stato fatto possa proseguire con questo spirito di collaborazione e di grande apertura dell’Istituto nei confronti di tutto il mondo sociale, culturale e comunitario affinché non venga vanificato questo lavoro di grande armonizzazione di tutte le risorse a partire da quelle umane”.

C’è qualcosa che avrebbe voluto fare e non le è stato possibile? “La preoccupazione più grande che rimane è quella di lasciare in itinere il progetto ambizioso e importante messo in campo per il centenario del Nobel Grazia Deledda. Spero che, quanto programmato sotto la mia presidenza, venga completato nei prossimi mesi”.

Qualcosa col senno del poi che non avrebbe fatto? “No. Confermerei tutto, felice di aver percorso tutte queste tappe che ritengo importanti e strutturali per il proseguo di questo percorso virtuoso dell’Istituto.  Vanto di aver istituito “Sa die ‘e sa Sardigna” giunta nel 2025 alla terza edizione. Penso sia giusto e doveroso il riconoscimento agli ambasciatori della cultura sarda nel mondo. Spero fortemente in un proseguo anche perché, in collaborazione col Comitato Tecnico Scientifico dell’ISRE, ho lasciato indicazioni fruttuose e importanti in merito”.

Quale suggerimento darebbe al suo successore? “Non un suggerimento ma la speranza che chiunque assolva questo ruolo significativo per la cultura sarda possa dialogare con tutti senza nessuna discriminazione o approcci ideologici che privilegino iniziative settoriali”.

Conclusa questa esperienza di che cosa si occuperà? “Continuerò a fare l’insegnante pur coltivando le mie passioni di sempre: tradizione, volontariato, identità, cultura sarda, promozione e valorizzazione di tutti gli aspetti culturali nelle iniziative che verranno messe in essere attraverso il mondo dell’associazionismo o le istituzioni stesse, mettendo a disposizione della comunità tutta la mia esperienza”.

Come concilia casa e lavoro? “Nonostante i miei tanti impegni non ho mai trascurato la famiglia e gli affetti. Quando si è capaci di gestire le situazioni, si può fare bene tutto. Di questo ne sono convinto”.

Profilo.

Stefano Lavra, classe 1974, laurea in scienze Forestali a Firenze, specializzato in discipline antro-psico-pedagogiche e metodologie didattiche e nella gestione di salvaguardia ambientale delle aree protette. Già presidente del Centro Educazione Ambientale di Cala Gonone, esperto nei processi di patrimonializzazione culturale e valorizzazione e tutela delle ricchezze ambientali, è impegnato nel mondo culturale e delle tradizioni popolari, dell’associazionismo e comitati religiosi, nel folklore, sport e associazioni equestri.

Docente in materie scientifico-economiche nella formazione professionale con i Salesiani.

Docente presso le scuole superiori in scienze, chimica, economia e sociologia.

Membro del Consiglio Nazionale del PSD’AZ. Dal 2011 al 2016 Assessore allo sviluppo della qualità ambientale, marketing territoriale e decoro urbano a Dorgali.

Nel 2015 ha organizzato la BITAS (Borsa Internazionale del Turismo attivo Sarda) a Dorgali e Cala Gonone.

Altri premi:“L’Isola che c’è” 2014; “Pionieri del Turismo” 2024; “Sa pintadora d’argento” per la valorizzazione del centenario del Nobel Grazia Deledda – Oristano febbraio 2026.

http://ortobene.net/

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7 commenti

  1. Un ottimo bilancio.

  2. Rosanna Cabua

    Complimenti a Stefano Lavra 🤝🏻

  3. Pasquale Pintori

    Grande Lavra.

  4. Congratulazioni Stefano! Non sarà facile per il sucessore avere la la tua competenza, trasparenza nelle scelte culturali, attenzione a tutti gli operatori e ascolto.. Il tuo lavoro sarà un buon esempio da ripetere. Auguri Stefano Ad mayora!!

  5. Tonino Uggias

    il successore non avrà né le sue competenze, né l’attenzione a tutti gli operatori prescindendo dalla loro corrente politica di appartenenza, né tanto meno la trasparenza sulle scelte culturali.
    Perché facciamo finta di nulla?

  6. Maria Teresa Pirrigheddu

    Buongiorno Dott Lavra grande tanti auguri un saluto affettuoso

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