SASSARI, LA NOTTE PIU’ BUIA: LA DINAMO LASCIA LA ‘SERIE A’ DOPO 16 ANNI. L’ENNESIMA SCONFITTA (CON BOLOGNA) CONDANNA I SARDI ALLA RETROCESSIONE

La sirena del PalaSerradimigni riserva il verdetto più amaro possibile. La Virtus Olidata Bologna vince per 73-80 e blinda il primo posto in classifica, condannando la Dinamo alla matematica certezza dell’ultimo posto in classifica.

Il Banco di Sardegna ha comunque lottato a testa alta al cospetto della capolista: nel primo tempo i Giganti si sono lasciati preferire, e con una difesa arrembante hanno guadagnato 7 lunghezze di vantaggio alla pausa lunga (37-30). Dopo l’intervallo, però, le V Nere hanno alzato i giri del motore, e con un break di 30-15 hanno preso il controllo delle operazioni, legittimando poi il vantaggio nell’ultima frazione grazie anche all’atletismo di Niang.

Ai biancoblu non bastano le prove generose di diversi elementi: McGlynn (quasi in doppia-doppia con 13 punti e 9 rimbalzi) e Ceron (7 punti e 5 rimbalzi) su tutti.

La Dinamo schiera in quintetto Buie, Beliauskas, Marshall, Mezzanotte e McGlynn. La Virtus risponde con Hackett, Edwards, Jallow, Niang e Diouf. Inizio grintoso dei biancoblu, che difendono con aggressività e conducono guidati dall’energia di McGlynn (7 punti nei primi 6 minuti). Coach Mrsic si affida anche a sprazzi di zona per limitare il potenziale fisico dei bolognesi, ma Edwards trova comunque il modo di sorpassare. Un primo quarto povero di canestri si chiude con gli ospiti avanti di una sola lunghezza (13-14) nonostante lo 0/7 dall’arco.

In avvio di secondo quarto il Banco si riporta avanti con la bomba di Zanelli, ma Edwards risponde prontamente tenendo tutto sul filo dell’equilibrio. Il Banco spende tante energie nella metà campo difensiva ma trova comunque le risorse per allungare sul +6 grazie alla tripla di Macon (26-20). I liberi di Niang e l’iniziativa dal post basso di Diouf, però, permettono alla squadra di Jakovlijevic di ricucire subito con un mini break. La partita non è spettacolare, ma combattutissima: il Banco domina a rimbalzo (27-18 alla pausa) e in attacco trova buone soluzioni dall’arco. Macon e Buie costruiscono il parziale che consente di toccare anche il +9, la Virtus continua a litigare col canestro (2/15 da tre al 20′), ma rosicchia comunque due punticini prima dell’intervallo grazie ai tiri liberi di Pajola (37-30).

Al rientro in campo la Virtus alza i giri del motore e mette in piedi un break di 13-5 che vale il nuovo sorpasso (tripla di Niang dal mezzo angolo per il 42-43). Coach Mrsic spende il timeout, ma l’inerzia resta nelle mani dei bianconeri, che alzano le percentuali al tiro e allungano ancora con Yago Dos Santos e Pajola (46-51). La Dinamo scivola a -7 (46-53), ma resta nel clima da battaglia e non molla di un centimetro. Una bomba di Hackett e una palla persa da Macon (punita da Yago) consentono però ai bianconeri di toccare la doppia cifra di vantaggio (48-58) e provocano il secondo timeout del quarto per il tecnico sassarese. Un palleggio arresto e tiro ben eseguito da Macon permette di smorzare leggermente la sfuriata bolognese al 30′ (52-60).

In avvio di ultimo quarto Alston punisce dall’arco allo scadere dei 24 secondi e firma il +11 Virtus (52-63). La Dinamo difetta di precisione e concede qualche palla persa di troppo, sfruttata dagli emiliani per allungare ancora con la poderosa schiacciata di Diarra. Buie e McGlynn tengono la sfida aperta (5 punti consecutivi per il 64-72). Dall’altra parte Niang fa sfoggio di talento e atletismo e ripristina il +12 con una gran schiacciata nel traffico. Buie prova a tenere fiammella accesa: il Banco torna a -5 a 3 secondi dalla fine, ma i liberi di Pajola scrivono la parola fine sulla partita e consegnano alla Dinamo il verdetto più amaro.

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