IL GRANDE ARTISTA: PINUCCIO SCIOLA E L’EREDITA’ PROFONDA LASCIATA ALLA SARDEGNA E AL MONDO

Pinuccio Sciola (1942 – 2016), San Sperate (CA). Photo by Dino Ignani/Getty Images

Nato nel 1942 in una famiglia di contadini, Sciola si avvicinò giovanissimo all’arte da autodidatta. Partecipando a una mostra-concorso per studenti di ogni ordine e grado, vinse una borsa di studio che gli permise di frequentare l’Istituto d’Arte di Cagliari.

Dopo il liceo artistico, proseguì gli studi al Magistero d’Arte di Firenze e all’Accademia Internazionale di Salisburgo, dove seguì i corsi di Minguzzi, Kokoschka, Vedova e Marcuse. Nei suoi viaggi in Europa entrò in contatto con artisti come Giacomo Manzù, Fritz Wotruba, Aligi Sassu e Henry Moore.

Nel 1967 si iscrisse all’Università della Moncloa a Madrid, e l’anno successivo fu a Parigi. Dopo aver trasformato San Sperate in un autentico paese-museo grazie all’esperienza partecipativa dei murales, nel 1973 partì per Città del Messico, dove lavorò accanto al grande muralista David Alfaro Siqueiros.

Nel 1976 fu presente alla Biennale di Venezia, e nel 1984 espose a Milano, alla Galleria Besana e in Piazza degli Affari.

Nel 1985 fu tra i protagonisti della Quadriennale di Roma, mentre tra il 1986 e il 1987 una grande mostra itinerante portò le sue opere in numerose città tedesche.

Nel 1994 le sue sculture furono esposte nel parco del Castello di Ooidonk in Belgio. Nel 1996 alcune sue opere monumentali furono collocate al Palace Trianon di Versailles, per poi essere esposte l’anno successivo al Centro Kunst Project di Barndorf Bei Baden, vicino Vienna.

Sempre nel 1996 nacquero le celebri pietre sonore, che furono suonate per la prima volta dal percussionista Pierre Favre al festival Time in Jazz di Berchidda.

Nel 1998 partecipò alla Biennale Europea di Niederlausitz a Cottbus, in Germania.

Nel 2000, fu presente sia all’Expo di Hannover sia a L’Avana, Cuba.

Nel 2002 il Müvészet-Malom Szentendre di Budapest gli dedicò una grande mostra antologica.

Nel 2003 cominciò la collaborazione con Renzo Piano, che scelse una sua scultura sonora monumentale per la Città della Musica di Roma. Nello stesso anno, espose ad Assisi, nella piazza della Basilica Inferiore, e partecipò allo spazio Thetis di Venezia.

Nel 2004 fu protagonista di una personale in Lussemburgo.

Nel 2006, all’interno di Villa delle Rose a Bologna, realizzò l’Impianto Sonoro Scolpito, percorso-installazione dedicato alle pietre sonore.

Nel 2008 ricoprì con i suoi Semi della Pace il sagrato della Basilica di San Francesco ad Assisi.

Nel 2010 fu nominato presidente della Commissione Paesaggio e Qualità architettonica della Regione Sardegna, all’interno del “Piano casa”. Il 2 luglio dello stesso anno, una sua grande “Pietra sonora” venne collocata nel giardino della Triennale di Milano, in onore dell’amico Gillo Dorfles.

Nel 2011, all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, inaugurò la mostra “Città sonore”.

Nel 2012, espose un omaggio a Gaudí nella Basilica di San Saturnino a Cagliari, con opere in ferro.

L’11 luglio di quell’anno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nominò Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e inaugurò con lui l’opera monumentale “Le pietre della cultura”, installata al porto di Cagliari per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Nel 2013 portò la mostra “La verità dei materiali” all’Italian Center di Shanghai, e le pietre sonore furono esposte a Santa Croce a Firenze.

Nel 2014, Sciola fu scenografo al Teatro Lirico di Cagliari per la Turandot di Puccini, tornò allo spazio Thetis di Venezia e ricevette la Medaglia Beato Angelico, proprio nell’anno del 450° anniversario della morte di Michelangelo.

Nel 2015, in occasione della cinquantesima edizione di Marmomacc a Verona, ricevette il Premio Donna del Marmo, assegnato dall’Associazione Nazionale Le Donne del Marmo per il suo contributo alla storia della scultura.

Due settimane prima della sua scomparsa, partecipò a “StoneTales” presso San Pietro in Vincoli a Roma, dove, davanti al Mosè di Michelangelo, presentò la sua risposta alla celebre domanda dell’artista: “Perché non parli?”.

Oggi il lavoro di Pinuccio Sciola continua a vivere grazie alla sua casa-studio e al Giardino Sonoro di San Sperate, portato avanti dai suoi tre figli attraverso la Fondazione Sciola.

Con impegno e visione, custodiscono e diffondono una ricerca artistica in continua evoluzione, fondata sulla fusione tra materia, suono e spirito, e capace di raccontare al mondo l’anima profonda della Sardegna.

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4 commenti

  1. Giulia Corrias

    Grande.❤️

  2. Carmena Scarvaglieri

    Genio.❤️

  3. Luciano Caria

    Ho avuto il grande onore di conoscerlo ! Era un grande artista ma anche una persona umile che ha lasciato un’impronta indelebile nella mia vita e nel mio cuore! La sua arte resterà per sempre nel mio cuore e nella mia mente!

  4. Graziella De Fazio

    Buongiorno conosciuto prima di mancare nel suo giardino delle pietre che suonano a San Sperate un grande artista.

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