POESIA DI LIBERAZIONE: LAURA LEPORI, VERSI DELICATI PER DANZARE CON GIOIA VERSO IL DOMANI

Luci e ombre. La vita oscilla costantemente tra questi due elementi, distanti e al contempo complementari. Alcune ombre ci seguono ovunque, forse per ricordarci che la luce è un qualcosa da non dare mai per scontata e che per raggiungere, spesso, è necessario faticare tanto. Faticare, ebbene sì ma per ottenere poi un senso di leggerezza e di quiete interiori impagabili. Una quiete interiore che sa regalare l’opera di Laura Lepori, talentuosa e poliedrica artista cagliaritana classe 1993, con la sua raccolta ‘’Poesie di liberazione’’ costituita da due sezioni: la prima intitolata ‘’Filastrocche’’ mentre la seconda dal titolo ‘’Versi liberi’’. I suoi componimenti sono all’insegna della delicatezza, di parole che della loro dolce semplicità fanno marchio di fabbrica, parole ricche di umanità che descrivono la quotidianità e dalla quotidianità sanno trarre il meglio.

La raccolta si apre con ‘’La danza della rabbia’’ in cui Laura afferma: «piango la mia rabbia in questa danza. Cerco quel respiro che mi manca. Spazzo con l’amore la violenza». Amore, sentimento complesso ed estremamente intrigante, di cui non si può fare a meno, unica e vera arma per combattere la ferocia di un mondo sempre più aggressivo. Amore che sorge «col nuovo sole» mentre «il cielo arrossisce» rendendo tutto più speciale e sognante. In ‘’Puoi dire di no’’ l’autrice ricorda con fermezza che non siamo obbligati ad assecondare il volere altrui e che può sempre profilarsi una possibilità di cambiamento. È il turno poi di ‘’Per la bellezza’’, un invito sincero a votare la propria esistenza a ciò che è realmente bello, allontanandosi così dalla negatività e da ciò che non rende felici. Il tempo è protagonista in ‘’Insonnia’’, un tempo che «confonde, si nasconde nelle pieghe della mente, mente, inganna».

Un tempo da vivere all’insegna della calma, senza cedere al tranello di sterili rivalità che non portano a nulla come ribadito in ‘’Io non competo’’ in cui si legge: «io non competo con la vita, la lascio scorrere. Corro sui prati col vento che i capelli scompiglia. Non do valore a un voto su carta, pagella o registro. Esisto. Do valore all’errore». L’importanza di sbagliare, l’importanza di capire che c’è un posto speciale per ciascuna persona e che perdersi in polemiche aggressive da salotto a nulla serve. Tra i versi più struggenti della raccolta spiccano quelli contenuti in ‘’Sai amare?’’ dove risaltano interrogativi espressi da parole che mettono spalle al muro: «Nelle profondità del tuo dolore sai fermarti ad ascoltare? Sai morire per ridarti alla luce? Sai rinascere dalle tue ceneri? Sai apprezzare il dono di un sorriso senza per questo pretenderne il possesso?».

Domande complesse, domande a cui trovare una risposta valida non è assolutamente facile. Domande che generano ulteriori dubbi i quali, però, non devono fare desistere dal proseguire nel proprio percorso come sottolineato in ‘’Se affidi’’, inno di speranza e fiducia nel domani condensato in questo flusso lirico: «tu guarda avanti, fai del tedio virtù, trasforma il sogno in realtà, di realtà in realtà, porta qui quello che vedi nel tuo aldilà». Realtà, stupenda e tremenda in egual misura. Eppure sempre dotata di quel fascino che la rende osservatorio privilegiato per chiunque voglia provare a descrivere il mondo. Un mondo complicato, senza dubbio, ma in cui non è mai troppo tardi per cominciare a sognare qualcosa di stupendo.

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