
i ragazzi di Macomer a Siena per il progetto ESCI guidato dal circolo ‘Peppino Mereu’
di LUIGIA FALCHI
Dall’educazione civica alla storia: è stata un’esperienza intensa quella vissuta dalle classi prima A e B del Liceo Scientifico Galilei di Macomer a Suvignano, alla scoperta dell’emigrazione sarda nel centro Italia grazie al progetto ESCI realizzato dal Circolo “Peppino Mereu APS” di Siena, capofila di diverse associazioni sarde e finanziato dalla Regione Sardegna e dalla Regione Toscana.
Tre giorni pieni, vissuti tra le bellezze naturali dei luoghi, la storia antica e quella più recente, l’economia e la legalità, nei quali i 32 studenti, accompagnati dai docenti Prof.ssa Gavina Manchinu, Luigia Falchi e Roberto Santavicca, hanno fatto da apripista per un’esperienza didattica che merita attenzione e di essere sviluppata ed approfondita in futuro. Un’esperienza coinvolgente fin dall’arrivo a Suvignano, dove la scolaresca è stata accolta dai volontari del Circolo Peppino Mereu APS nello “Spazio della narrazione dell’Emigrazione Sarda nel Centro Italia”, in una tenuta confiscata alla mafia e oggi gestita dall’Ente Terre Regionali Toscane per l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva e responsabile.
Gli studenti hanno partecipato ad un convegno nel quale è stato presentato il progetto e al quale hanno preso parte la vice presidente della Regione Toscana, Bintou Mia Diop, il Direttore dell’Ente Terre Regionali toscane, Giovanni Sordi, il funzionario dell’Assessorato del lavoro della Regione Sardegna, Ignazio Boi, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Leonardo Marras, la Presidente del Circolo “Peppino Mereu APS”, Dina Meloni e la responsabile del coordinamento provinciale dell’Associazione Libera, Giovanna Vannetti.
Al termine del Convegno la scolaresca ha fatto visita, a Fior di Montalcino, ad una delle aziende agricole di una famiglia di pastori sardi giunti in Toscana negli anni Sessanta, dove hanno potuto assistere ad una breve lezione sulla lavorazione casearia e degustare i prodotti dell’Azienda durante una merenda organizzata appositamente. I ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente sul tema dell’emigrazione dei sardi in Toscana quando hanno presentato i lavori di ricerca sull’argomento, nei quali hanno analizzato le cause socio-economiche del fenomeno e quelle storiche legate al banditismo e alle difficoltà di inserimento dei sardi nel contesto toscano.
Lavori esposti in presenza dei soci del circolo Peppino Mereu APS e del Presidente dell’Associazione “Le Sentinelle di Nonno Nino”, Domenico Bilotta. Quest’ultimo ha parlato direttamente con i ragazzi di legalità e ha sottolineato come oggi sia sempre più necessario studiare per essere persone e cittadini veramente liberi e avere una cultura che abbia come fine quello di costruire una società integra nei valori e fuori dalle logiche della corruzione. Lo stretto legame tra la Toscana e la Sardegna si è sentito anche quando lo stesso sindaco di Murlo, il Dott. Davide Ricci, ha voluto accogliere gli studenti presso il museo del borgo, un piccolo gioiello della civiltà etrusca.
Tre giorni senza sosta che si sono conclusi con la visita al Museo della Mezzadria a Buonconvento e con la visita alla Contrada del Bruco, a Siena, dove i ragazzi hanno potuto conoscere la storia della Contrada e ammirarne i trofei e i cimeli. “E’ stata una bellissima esperienza, grazie alla quale abbiamo avuto modo di imparare una parte della nostra storia che solitamente a scuola non si studia sui libri”, ha detto Marta della prima A.
Inoltre “questa esperienza ci ha permesso di conoscere personalmente i protagonisti delle migrazioni verso la Toscana grazie alle interviste che abbiamo sviluppato e così abbiamo potuto sentire direttamente dai loro racconti le ragioni, le difficoltà incontrate e anche il forte attaccamento che comunque questi sardi mantengono con la nostra isola”, aggiungono Emanuele e Davide. Un’esperienza completa e soprattutto significativa, che getta un ponte tra Sardegna e Toscana per mantenere stretto il legame tra le due Regioni, ma che apre prospettive più ampie, anche sul piano didattico, sull’educazione civica e la legalità, fulcro del progetto.
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