HALLOWEEN – TRA LE OMBRE DEL MAESTRALE: IL NUOVO GIALLO DI GIULIANA CARTA CON ‘EDIZIONI AMICOLIBRO’

Giuliana Carta

Nel nuovo giallo di Giuliana Carta, Halloween tra le ombre del maestrale – Edizioni Amicolibro,una studentessa viene strangolata: è Amelia Brown, studentessa inglese in Erasmus. L’omicidio av­viene durante la notte di Halloween, in un contesto in cui tra­vestimenti, eccessi e confusione, rendono difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è solo apparenza.

Giuliana, un’altra storia ambientata in Sardegna. Io amo la Sardegna. È piena di calore e di paesaggi incantevoli. Di piante ribelli, pietre granitiche e litorali generosi, e queste sono le qualità che contraddistinguono chi la abita. Inoltre penso che per descrivere una realtà occorra innanzitutto viverla. Questo romanzo si snoda tra Cagliari e Alghero. A Cagliari ho vissuto molti anni e a mio avviso è la città più bella della Sardegna, ad Alghero sono stata in vacanza in diversi periodi, e diciamo che è al secondo posto.

Le tue storie si ispirano sempre a fatti reali? Non sempre, ma qualche volta sì. È il caso, ad esempio, di Resti del passato, Quando il gioco si fa duro e, ebbene sì, anche Halloween tra le ombre del maestrale. Quest’ultimo si ispira al delitto di Perugia, che avvenne nel 2007 e che vide la morte di una studentessa Britannica, Meredith Kercher. A mio avviso Meredith non ha avuto la giustizia che meritava, esattamente come la piccola Denise Pipitone, il cui rapimento ispira il mio romanzo precedente. Coi miei romanzi cerco di rendere a queste persone la giustizia che la vita – o forse la società – non è stata in grado di dare loro.

Quanto riesci a empatizzare con i personaggi che crei? Provo a farlo tanto, il più possibile. Del resto, il fulcro del mio lavoro è quello. Cerco di empatizzare con tutti, anche con le anime più ombrose, come se in mezzo a quegli anfratti lugubri ci fosse qualcosa di comprensibile, di ragionevole da raccogliere. È un po’ come dire che la medaglia del male ha sempre un rovescio.

I tuoi personaggi, anche quando sono “cattivi”, hanno sempre un’anima. Esatto, perché la vita è così. Anche sotto la scorza più dura c’è una storia. Ci sono strati di sofferenza che spiegano – ma non giustificano – il male che a volte si decide di agire. Credo che stia a ciascuno di noi non sprecare la sofferenza, ma utilizzarla sempre per un fine più elevato. Anche quando c’è un debito da pagare penso che la strada migliore sia sdebitarsi, altrimenti si diverrà debitori per sempre.

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