PIETRO CUI, POETA A TAULINU E ABILE IMPROVVISATORE DALLA VOCE ARMONIOSA E POTENTE

Pietro Cui

Pietro Cui, famiglia originaria di Desulo, nasce a Iglesias nel 1942 e fin da bambino, dopo aver frequentato solo la quarta classe di scuola elementare, viene avviato all’attività di pastorello.

Sono gli anni Cinquanta e la poesia estemporanea, con valenza di intrattenimento e talvolta come disputa competitiva, era un radicato  fenomeno che alimentava in modo determinante la cultura orale del mondo  pastorale e contadino. La poesia nasceva e veniva coltivata nella naturalezza e trasmessa con semplicità, da maturi poeti, nelle lunghe giornate trascorse al pascolo o nelle faccende agricole. La solitudine dei lavori di campagna erano spesso – almeno per i giovani più dotati e appassionati – occasione per improvvisare versi e familiarizzare nel costruttivo realizzo delle rime in endecasillabo: metrica regina delle otadas che animavano le esibizioni in su palcu dei rinomati poeti come tziu Remundhu Piras, e altri di qualità, in occasione delle gare strutturate a tema per le feste patronali. Sa gara era da considerare un distintivo evento sociale condiviso e per dimensione una vera forma di teatro sardo popolare, dopo la regolarizzazione operata nel 1896 dall’aedo ozierese Antoni Cubeddu.

Certamente anche il piccolo pastorello Pietro ascoltava sos mannos, i poeti de sa pinneta, e memorizzava la struttura dell’ottava, la rima e le diverse forme metriche in una libera formativa scuola di oralità che formerà il futuro poeta estemporaneo e a taulinu. Attraverso sistematiche letture acquisisce  una vasta cultura letteraria e di conoscenze che, sapientemente e con intenso lirismo, riversa nella poesia sarda scritta e cantata.

Con l’idea di migliorare la propria condizione sociale, matura l’intenzione di emigrare. Dieci anni tra Torino e Milano, svolgendo il lavoro di carpentiere edile, fino a riconsiderare, nel 1978, il fattibile progetto di rientro nell’Isola; si ristabilisce, con la moglie Lucia e le quattro figlie (Cristina, Patrizia, Caterina e Susanna), nel luogo identitario d’origine. Il rientro a Iglesias significa anche una determinata ripresa dell’attività poetica che lo porta a distinguersi come abile e apprezzato improvvisatore de sustantzia e di  piacevole espressiva teatrale gestualità.

Di Pietro Cui, dotato di una voce melodiosa, energica e di vigoria espressiva, si ricordano memorabili disputas: a Nurachi nell’edizione 2013 de Sa Gara,documentata come video in You Tube; l’eccezionale concorso di poesia estemporanea, nel 1989 a Silanus, in cui conseguì un importante riconoscimento da una commissione giudicante composta, tra gli altri, dal silanese Francesco Mura e dall’illoraese Giovanni Antonio Carta e nella sua Iglesias, artefice di apprezzate gare poetiche in logudorese, in occasione dei festeggiamenti settembrini in onore della Madonna di Valverde. Tantissime le affermazioni e attestati ricevuti, in diversi premi letterari, che legittimano la qualità e concettualità delle composizioni meditate a taulinu.

La considerevole produzione lirica di Pietro Cui è raccolta nel volume “Umiles Poesias” e nella corposa silloge “Da Su Colle De Su Bonu Caminu”, pubblicata postuma, ma fedele alle scelte operate a suo tempo dallo stesso autore; l’opera, a cura del prof. Mario Urru, è stata fortemente voluta dalla figlia Susanna  che ne ha amorevolmente seguito la pubblicazione  e così realizzato il sogno di immortalare i versi del genitore-poeta, scomparso il 30 settembre 2016.

Un lascito letterario, quello di Pietro Cui, con una vastità di argomenti, sentimenti e ricca gamma di emozioni esplorate; un autore sensibile che ha   “sondato” con semplicità il mondo interiore ed esteriore con estrema versatilità poetica.

A SA MADONNA DE SU BONU CAMINU

Da su Colle de su Bonu Caminu
O Madonna cun sa tua potentzia
Beneighe sa nostra residentzia
Ogni umanu e vivente cittadinu.

Laores animales cun terrinu
Cun sa sublime tua magnificentzia
Manda salude paghe e beneficentzia
Da s’altu chelu cun Deus divinu.

Domines ogni cosa ’e sa natura
Maria dae s’altu ’e sa collina
Terra ortos binzas e pastura.

Da sa nostra ariosa montagnina
Sas baddes cun tottu s’agricoltura
Da sos montes finas a sa marina.

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