LA MORTE IMPROVVISA DI MAURO SALIS, EX PREPARATORE DEI PORTIERI DELLA NUORESE: UNA VITA FRA COMICITA’, SPORT E VITA

Mauro Salis

Mauro Salis non era solo un uomo di sport. Era anche uno che la vita la ‘prendeva’ con filosofia. E con passione. In tutto. Da sportivo, certamente. Ma anche da comico e da cabarettista che popolava le piazze della Sardegna. Apprezzato e voluto. Era ricco di vitalita’. I suoi “pezzi” sullo “stato delle cose” nella nostra terra, in Italia e nel mondo, mettevano in evidenza, sulla scia dei grandi comici, come anche la nostra terra potesse veramente “produrre vitalita'” ed analisi critica. Era un’ ironia riflessiva, sarcastica e pungente la sua. Era la nostra classica ironia sarda. Di sardi dell’ interno. Profonda e puntuale. E, come tali l’ apprezzavamo. Mauro Salis, venuto a mancare l’altro ieri, improvvisamente , ben impersonava questo stato d’animo e questo modo di essere: sardo, sardonico, “sui generis” al modo giusto, e profondo. E questa sua “stranezza comica” , poi, ben la esternava nello sport. Nel calcio. Ed in un ruolo che, per chi come noi l’ ha fatto ed interpretato, era il portiere. Chi fa il portiere e’ , di suo, gia’ “particolare”. Il portiere, nel sistema del gioco del calcio, rappresenta l’ “incipit” e la fine. Maggiormente oggi, dove schemi e tatticismi,anche esasperati, ti portano alla cosiddetta “costruzione da basso”. Per essere un  buon portiere devi, sostanzialmente, avere dei piedi buoni. Oltre, naturalmente, saper parare. Per essere portiere devi avere carattare, soprattutto. Ed autorita’. Poiche’ l’ estremo difensore, in questa disciplina, come  nella pallamano, nell’ hokey e nella pallanuoto, e’ l’unico ruolo dove, in uno sport di squadra, si e’ “soli”. Rivestiti di responsabilita’ . E di auctoritas. Un ruolo “solenne”. Che “salva” e “condanna”. E Mauro Salis, da buon conoscitore, lo sapeva. E lo aveva ottimamente interpretato. Nelle squadre dilettantistiche sarde ove ha giocato. Con la “ciliegina sulla torta” dell’ essere stato anche portiere della “sua” (e nostra) Nuorese, in stagioni importanti e decisive per il rilancio. Poi, la sua carriera “sportiva” si e’ tradotta dal campo alla panchina, come “preparatore dei portieri” . Con il Budoni in D, soprattutto, e con la Nuorese, da ultimo. Per lui era, sostanzialmente, la “traduzione” in panchina, di quella personalita’ particolare, profonda ed incisiva che era stata sui palcoscenici e sui campi. La “chiamata” ultima del sodalizio verdeazzurro come preparatore dei portieri, ha destato simpatia e convinzione che il suo lavoro sarebbe stato utile. E lo e’ stato. In nemmeno un anno abbiamo visto, da tifosi, una certa ed importante maturazione del ruolo negli “estremi” barbaricini. E la posizione che oggi la Nuorese occupa nel massimo campionato regionale di calcio, al terzo posto, a quattro lunghezze dal primo, a quattro giornate dalla fine, in piena lotta per il ritorno in D, e’ anche merito suo.  Di Mauro Salis, uomo,  che ha vissuto con totalita’ la sua missione professionale e sportiva. In un anno che ha visto la perdita di personalita’ come Edoardo Fiammotto, la signora Catte, Giovanni Galeone e, da ultimo, Angelo Caccia, ora il glorioso “Pantheon” verdeazzurro si arricchisce di un altro protagonista. Uno che,  dall’ alto, continuera’ a tifare Nuorese. In particolare, in quest’ultimo scorcio di campionato. La “lotta finale” dell’ Eccellenza sarda di calcio per la Quarta Serie passa anche da questo.
 

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3 commenti

  1. Riposa in pace

  2. Michele Manca

    E vaccini…

  3. Giovanna Porcu

    Sentite condoglianze alla famiglia 🙏

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