
l’autore dell’articolo con la mamma
di LUCA RUIU
Questa è una storia vera, un racconto di emozioni intense dove due terre lontane si incontrano, unite da un destino di eroismo e amore. È una storia che affonda le sue radici nel giorno del Santo Natale del 1941, quando il soldato Alessandro Ciapparelli, originario di Olgiate Comasco in provincia di Como e in forze al 3° Reggimento Bersaglieri, trovò la morte sul fronte russo. A soli 27 anni, Alessandro sacrificò la sua vita compiendo un gesto eroico per l’amata Patria e per i suoi compagni d’armi.
Alessandro era un giovane uomo colmo d’amore, un amore che si estendeva dalla sua famiglia — i genitori Vittoria e Francesco e la dolce sorellina Luigia — alla sua adorata fidanzata Angelina. Le sue lettere, scritte dal fronte, erano ricche di parole cariche di affetto e di speranza, rivelando un uomo che, nonostante le atrocità della guerra, continuava a sognare un futuro sereno. Anche pochi giorni prima della sua tragica scomparsa, il suo spirito brillava attraverso le righe scritte sulla sua ultima cartolina, mentre rassicurava i suoi cari.
Consapevole dei rischi che stava correndo, Alessandro trovò la forza di dedicare un ultimo saluto alla sua amata, un gesto di profonda tenerezza, da consegnare solo dopo la sua morte:
“Carissima Angelina, quando leggerai questa mia io non sarò più su questa terra, essa è il mio ultimo saluto. Sii forte, Angelina, e non piangere la mia morte. Devi essere invece orgogliosa di aver dato un tuo amore per la patria, mia adorata Italia. Questa è la morte che il destino ci ha voluto. Muoio contento perché ho la convinzione di aver fatto il mio dovere di soldato, non con lo scopo di raggiungere onori o ricompense, ma per il mio ideale. Ringrazio te, Angelina carissima, ringrazio i tuoi genitori e salutami tutti quelli che mi hanno voluto molto bene. Tuo amore, Sandro Ciapparelli.”

Alessandro Ciapparelli
Questo semplice, ma profondo gesto, è un testamento del legame indissolubile tra un uomo, il suo amore e la nostalgia per una vita spezzata troppo presto dalla guerra.
La piccola sorellina di Alessandro era la mia cara mamma e ancora oggi mi sembra di udire le sue parole, ricche di nostalgia, che richiamavano alla mente i ricordi di un fratello perduto quando aveva solo dieci anni. Ricordava quel particolare cappello con le piume che Alessandro custodiva gelosamente, e le sgridate affettuose ogni volta che gli toccava la brillantina dei capelli, tanto in voga all’epoca.
Nel 1963 il destino portò mia madre a sposare un emigrato sardo, mio papà Pietro, originario di Lula, un piccolo paese in provincia di Nuoro. Mio padre era un uomo semplice e sincero, fiero delle sue origini e con un grande amore verso quella Terra che dovette lasciare nella speranza di un futuro migliore, un legame così forte che riuscì a trasmettere a me e mio fratello Vittorio al punto da farci sentire quasi più sardi che comaschi.
E così che il legame verso la Sardegna divenne una parte fondamentale della mia vita. Tutt’oggi partecipo alle attività del Circolo SARDEGNA di Como organizzando eventi per promuovere la nostra amata Terra, i suoi costumi e le sue antiche tradizioni. Ed è proprio in uno di questi appuntamenti che il destino volle giocare un’altra delle sue misteriose carte facendomi conoscere il colonnello Pasquale Orecchioni, responsabile del museo storico della gloriosa Brigata Sassari.
Nel 2009 il 3° Reggimento Bersaglieri, l’unità delle Forze Armate più decorata d’Italia, passò sotto le dipendenze della Brigata meccanizzata “Sassari” con sede a Teulada e grazie al colonnello Orecchioni i preziosi cimeli dello zio Alessandro saranno custoditi per sempre nel museo a Sassari, così che la sua memoria possa ancora vivere tra le nuove generazioni.
Non so se interpretarlo come un segno del destino, ma oggi tutto questo mi appare come una sorta di percorso già tracciato e che poco alla volta i fatti della vita hanno voluto rendere visibile a tutti, una sorta di cerchio che si chiude e che va a sancire un incredibile legame tra Como e la Sardegna fatto di ricordi, storia e amori.
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Grande Luca. Una storia che, nonostante tutto, non conoscevo. Solo tu potevi scrivera in questo modo elegante e romantico. Grazie anche a Max Perlato per aver dato questa vetrina.