GIANCARLO CASULA, UOMO DALLA SIGNORILITA’ D’ALTRI TEMPI RACCONTA DESULO, SCRIGNO DI POESIA E COLORI

Nell’antico borgo di Desulo, accoccolato a 900 metri d’altitudine sul versante occidentale del Gennargentu, incontriamo Giancarlo Casula, uomo dalla cordialità e signorilità d’altri tempi. Classe 1956, nato a Desulo, ingegnere di professione con studio a Cagliari, scrittore e studioso di Sardegna per passione.

Dal suo amore per il costume femminile di Desulo è nato un bellissimo libro, “Desula”, che nell’intento dell’autore, oltre a voler essere un faro a difesa della lingua, della poesia e della cultura sarda, in esso appare chiaro il desiderio di tramandare un grande patrimonio antropologico e mettere al centro la figura della donna.

Qual è il significato profondo di questo capolavoro? Le protagoniste sono le donne, il loro coraggio, la loro determinazione, e i loro costumi intessuti di valore culturale personale e comunitario. Il costume femminile, con numerose varianti legate ai particolari momenti, accompagnava le donne di Desulo nel corso di tutta la loro vita. Dietro ogni colore e ogni singolo ricamo del loro abito è inscritto un simbolo, un codice, rappresentazione vivente di chi lo indossa. Questo libro come anche la nuova pubblicazione Nuscas, attraverso una lettura semiotica intraprendono un viaggio nell’intimità delle donne attraversando le antiche civiltà del Mediterraneo, dalla Dea Madre alle donne di Desulo, i cui abiti sono vere e proprie opere d’arte che rappresentano le gioie, i dolori, le cicatrici, il loro status sociale e quello della loro famiglia.

Molto importante nella tua vita è stata la carissima nonna, ci racconti di lei? Mia nonna Michela è stata una figura carismatica. Era una donna alta, imponente, con le spalle un po’ curve e una raggiera di capelli bianchissimi che ne incorniciavano il volto illuminato dagli occhi grandi e pensosi. Non sapeva né leggere né scrivere, ma conosceva il Vecchio e il Nuovo Testamento e ne ripeteva spesso gli episodi più belli commentandoli con i fatti della vita quotidiana. Io pendevo dalle sue labbra, divertito e incantato e già fissavo nella memoria i nomi dei patriarchi e dei profeti che nella mia immaginazione prendevano il volto degli anziani desulesi, barbuti e capelluti come il vecchio zio Isaia che, per penitenza, diceva mio padre, portava le trecce come Nazareno della chiesa di Santa Croce.

Chi è per te, e per i sardi tutti, il grande poeta Antioco Casula?  Antioco Casula, noto Montanaru, è mio nonno. Padre di mio padre. Si sposò due volte. La prima moglie morì improvvisamente lasciandolo solo con 5 figli in tenera età, tra cui mio padre. Col secondo matrimonio nacquero altri due figli, ma la morte tornò a bussare alla sua casa nel modo più spaventoso. Quattro figli del primo matrimonio, oramai diventati ventenni, morirono nel sanatorio consumati dalla tubercolosi. Mio padre resterà pertanto l’unico figlio sopravvissuto al suo primo matrimonio. Montanaru nacque a Desulo il 14 novembre 1878. Dopo aver frequentato le elementari in paese, i suoi genitori decisero di mandarlo a Cagliari per proseguire gli studi, incoraggiati nella loro decisione dal padrino Giuseppe Zanda, scultore e pittore che aveva frequentato a Milano l’Accademia di Brera e a Roma quella di San Luca, che vedeva in questo bambino un’intelligenza fuori dal comune.  Dopo due anni di ginnasio fu costretto ad interrompere gli studi perché nel frattempo, pur disciplinatissimo a scuola, era diventato, nelle ore libere un po’ troppo manesco – “Io disceso dalla montagna con l’impeto di un poledro, non sopportavo il morso pungente dei compagni “piu’ civili” e piu’ di una volta li ripagai sfidandoli alla lotta libera…”. I genitori pensarono quindi di metterlo in collegio a Lanusei. Ma dopo tre anni di convitto e di “clausura” ritornò in paese dove aiutò il padre nelle fatiche quotidiane, alternando momenti di libero vagare tra le montagne. Si sentiva nato poeta: poeta libero come l’aquila e selvaggio come il cinghiale. Ma leggeva, divorava libri, si commoveva fino alle lacrime leggendo le ballate del Berchet e le tragedie del Pellico, Omero, Dante, Mazzini, Manzoni, poi arriveranno i veristi e i narratori russi. Tante letture accendevano la sua fantasia e lo incitavano a “poetare” in pubbliche gare con i coetanei.

Quando Montanaru iniziò a pubblicare le sue poesie? Mio nonno si arruolò nei carabinieri e fu in quel periodo che nacquero i suoi primi canti, alcuni dei quali apparvero nella “Piccola rivista” tra il 1898 e il ‘900 usciva a Cagliari, diretta da Ranieri Ugo, destando intorno allo pseudonimo “Montanaru” l’interesse della Deledda, dello Scano e Raffa Garzia. Il volume “Boghes de Barbagia” fu la prima raccolta di poesie di Montanaru, pubblicata nel 1904. Nonno conseguì intanto il diploma magistrale, portando sempre nel suo cuore l’amore per la poesia. Leggeva con passione singolare tutti i poeti sardi e sognava una poesia che cantasse le gioie e le pene, la forza e la speranza, il desiderio di libertà del popolo sardo immenso come il mare che la circondava. Lasciò l’Arma dei carabinieri poiché i continui spostamenti non gli concedevano respiro per i suoi interessi letterari. Di seguito a Desulo ottenne la direzione dell’Ufficio postale e dopo qualche tempo l’insegnamento nelle scuole elementari.  La casa Montanaru nel centro storico di Desulo è oggi casa tua, casa e museo etnografico. Questa casa è uno spaccato della storia e della cultura sarda del primo novecento. In questa casa c’è la storia di un intellettuale che, pur vivendo tutta la vita a Desulo, diventò uno dei protagonisti indiscussi della cultura sarda. La casa è stata cenacolo dei grandi artisti dell’epoca. Suoi amici erano i grandi intellettuali nuoresi come Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Antonio Ballero, Francesco Ciusa, Attilio Defenu per citare i più conosciuti. Gli artisti “cagliaritani” Filippo Figari, Felice Melis Marini, Cesare Cabras, Giambattista Rossino, Alziator, i “sassaresi” Giuseppe Biasi, Remo Branca, Salvador Ruiu e ancora Tarquinio Sini, Carmelo Floris. Qui sono passati tutti gli intellettuali e i politici dell’epoca non solo sardi ma anche continentali come Pascarella e stranieri come Wagner. Ma anche il mondo politico, da Lussu a tutti i vertici del partito Sardo d’Azione. In questa casa ci sono le tracce dei rapporti col presidente della repubblica Segni e con intellettuali come Ungaretti, Quesimodo, Montale, Pasolini. Insomma una vecchia casa di montagna che conserva tante storie da studiare.

Quando nasce il Premio Letterario della Montagna Montanaru? A Desulo ogni 1° novembre si svolge il premio Letterario della Montagna Montanaru. La prima edizione fu il 31 ottobre del 1992. Due le sezioni: poesia e prosa; entrambe in “limba”, in tutte le varianti dell’isola. La giuria, di cui faccio parte, è composta da professori universitari, studiosi, giornalisti di chiara fama regionale. Un immenso onore in ricordo di nonno.  

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18 commenti

  1. Franca Marcialis

    Complimenti a Giancarlo e alla deliziosa figlia, degni discendenti del Grande Poeta.

  2. Antonio Orgiana

    Sempre grande👏👏👋👋👋

  3. Isangela Gasola

    Si, un uomo d’ altri tempi.

  4. Enrico Frongia

    Bravissimo ed eleante Giancarlo con la figlia Caterina generoso ed ospitale a sos istranzos

  5. Sa Facciola Aritzo

    Una persona garbata ed elegante, un signore d’altri tempi.

  6. Giuseppe Carta

    Grande Giancarlo Uomo veramente di altri tempi con un cuore immenso per non parlare della cultura nella quale spazia in ogni campo ti abbraccio forte 👍👍👍👍👍

  7. Semplicemente bellissimi

  8. Francesca Bresciani

    Verissimo
    Uomo d’altri tempi
    👏👏👏

  9. Antonello Fulgheri

    Complimenti carissimo Giancarlo.

  10. Giambattista Carta

    ” Il sangue non è acqua” rispondesti alla mia domanda:”Se a Sedilo,il paese dei miei genitori, ci son rimasto solo un mese, quando avevo cinque anni, com’è che ne sento nostalgia?”.
    Grazie, Giancarlo, per onorarmi della tua amicizia.

  11. termo idraulica

    Sono più di 40 anni che conosco a Giancarlo sempre Gentile e un campione

  12. Bravo Giancarlo 👏👏

  13. Walter Tuveri

    Grande Giancarlo, persona galante pieno di umanità.

  14. Pietrina Carta

    Grazie, descrizione perfetta

  15. Sara Illustrations

    Meravigliosi💎

  16. Tonina Congias

    Complimenti Giancarlo

  17. Daniele Ghisu

    Grande Giancarlo, persona colta e umile, onorato di essergli amico!

  18. Antonio Malandrone

    Li conosciamo bene ma per quanto Giancarlo si metta in tiro, Caterina è sempre più bellina del babbo! 😊💕

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