ANELA 1838: UNA COMUNITA’ SOTTO RICATTO: “ENTRA IN GIOCO” LA FAMIGLIA DELL’ON. GIUSEPPE SANNA SANNA (TERZA PARTE)

Giuseppe Sanna Sanna

La ricerca dei grassatori prosegue. Dopo Siccadores, altra tappa, da Onévola, è la capanna di Giovanni Sanna Erittu, non proprio uno qualunque, essendo lo zio paterno dell’onorevole Giuseppe Sanna Sanna, il nostro Peppeddhu che, proprio in quegli anni, iniziava i suoi studi universitari a Cagliari per poi laurearsi, nel 1842, in Utroque iure. Zuanne Erittu è, come il fratello Mimmiu, Giommaria, il padre dell’onorevole, pastore e porcaro a Sa mela ed a Tuvu ‘e carru, con beni dichiarati in più di dieci scudi. Ed amministra, in mezzadria, anche il bestiame di don Costantino Angioy di Bono, unico fratello dell’Alternos ancora vivente in Gocéano fino agli anni Trenta del XIX secolo. Non proprio persone qualunqui, quindi, sos Erittos, ma considerati anche dei probomines dalla comunità. In quella notte in cui sopraggiunge la quadriglia nughedese, stanno nel capanno con Zuanne, anche il fratello Mimmiu, padre del futuro onorevole, e Nanni Fedele Fois di Bultei. E’ l’una di notte del 26 novembre 1838 e nella capanna si presentano quattro individui, di cui Zuanne ne riconosce uno: si tratta di Niccolò Tedde, anch’egli nughedese. Il Tedde era conosciuto nelle montagne del Gocéano perché era servo porcaro e fac totum della nobile bonese donna Maria Angela Ticca, vedova del notaio ed ex sindaco Bonifacio Cocco, prima sostenitore dell’Angioy e, poi, passato alla fazione avversa. Una donna, costei, che assieme ai principali proprietari nughedesi, da decenni aveva imbastito delle cause civili contro il consiglio comunitativo di Anela per l’utilizzo, a proprio godimento, degli usi civici dei territori comunali di Cagheri, Cambadu e Siccadores. A danno della comunità anelese. Ma questa è un’altra storia. Da raccontare. Ora, quella notte i nughedesi pernottarono a Tuvu ‘e carru dai Sanna Erittu, dopo aver informato del furto di porci avvenuto ai danni di Antonio Bullitta di Nughedu.  L’indomani i quattro ripartirono per interrogare gli altri pastori porcari che si trovavano nei dintorni. Siamo al preludio del fatto di sangue di Urchinele, preceduto, però, dall’ “incidente” di Siccadores. Ed è la mattina del 27 novembre 1838, quella fatidica.

L’ “incidente” di Siccadores.

La mattina del 27 novembre si presenta abbastanza soleggiata, si presentava premonitrice di speranza per gli inseguitori. Ormai penetrati in territorio di Anela, avevano “fiutato” la pista. Da Onevola a Cagheri le tracce diventavano “inconfutabili”. La testimonianza di Niccolò Bullitta, resa a Nughedu il giorno successivo, la rende quanto più esplicita: “(…) Lungo il percorso osservammo, dai resti, i luogo dove avevano ucciso i porci, vi erano delle budella attorno (…)”. Nel bel mentre dell’investigazione, si presentano tre anelesi, fra i protagonisti della vicenda: Niccolò Farina Foddianu, Mimmia Gavino Fois e Giuseppe Agostino Demurtas. E’ poco prima di mezzogiorno. I nughedesi, per la verità, avevano già incontrato “pacificamente” sia il Foddianu che il Fois la sera precedente a Siccadores. I nughedesi informano nuovamente del mancamento avuto. I tre, logicamente, di par loro, ancora rispondono che lo ignoravano. Tuttavia, dal monticello sovrastante di Urchinele, si notò uscire del fumo. Urchinele è un grande ed antico nuraghe del territorio montano di Anela, usato dai servi porcari come rifugio. Questo insospettisce subito la truppa nughedese. I tre anelesi, ribadirono che si trovavano lì per curare il loro ghiandifero. Ma non bastava. Dopo nuovo il giuramento di rito sulle immagini sacre, il Fois ed il Demurtas vengono legati. Il Farina Foddianu, invece, verrà costretto, sotto la minaccia degli schioppi nughedesi ad “abboccarsi” con gli occupanti del nuraghe, invitandoli a venire fuori in pace. E’ l’inizio dello scontro. Preceduto da un “martirio”

(FINE TERZA PUNTATA- CONTINUA).

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Un commento

  1. Tonino Dettori

    Complimenti,Gianraimondo. Si tratta di una ricerca accurata, che porta finalmente alla luce vicende oscure della nostra vita comunitaria del nostro Paese. I contrasti con alcuni proprietari Nughedesi erano frequenti. Da una parte gli Anelesi a difendersi dai continui sconfinamenti di questi ultimi e dall’ altra gli Anelesi, decisamente allineati per non perdere neanche un palmo del loro territorio ,ricco di boschi,un ghiandifero,fondamentale per il sicuro e abbondante nutrimento dei propri maiali.La ricerca vede in campo i protagonisti di questa dura lotta,che registra molte vittime da entrambi gli schieramenti. È una triste storia vera per le due Comunità in competizione.Montes Zosso, con i suoi secolari boschi, Nuraghi millenari , quali Siccadores,Urchinele, ecc.,
    la fonte sacra di Arvaras, la Necropoli di Sos Furrighesos, il fiume Buttule,quasi a sfregio, conosciuto anche come ” su Riu de Nighedu”, sono il teatro di queste drammatiche pagine.Da non trascurare il ruolo avuto dal nostro giovane e brillante avvocato Giuseppe Sanna-Sanna che lavorava nello studio del noto avvocato cagliaritano Baille. Nello scontro vi furono,morti e feriti,un processo,degli Arresti. Alla fine di questa “Storia Vera” , il territorio di Montes Zosso polmone economico fondamentale per l’ economia di Anela col suo ghiandifero e per il fatto che la fertilità del suo terreno ha sempreverde offerto la possibilità di essere coltivato a grano e non solo, fino alla prima metà del XX secolo, rimasto caparbiamente ben difeso dalla prepotenza di alcuni proprietari Nughedesi,che,fra l’ altro ,si erano anche spinti arrogantemente anche in territori altri paesi a loro limitrofi,rimase e rimane integralmente di proprietà del Comune di Anela. Un territorio da difendere anche oggi con tutte le sue peculiarità quali le sue bellezze geomorfologiche,paesaggistiche , naturalistiche e storico- archeologiche. Ricchezze che ci onorano e che dobbiamo difendere valorizzare e diffondere nel mondo. Da ricordare che nel 2025 la necropoli di Sos Furrighesos è stata riconosciuta ” Patrimonio UNESCO dell’ Umanità”,fatto storico rilevante ed imperituro per tutta la Sardegna ,che con le sue 38 Domus de Janas riconosciute tali e’ entrata nella Storia Universale della Cultura Mondiale ed offrirà possibilità di sviluppo turistico ed occupazionale.. Anche la Necropoli di ” Sos Furrighesos” e’ stata difesa in tempi recenti, per non essere allagata da una proposta della costruzione di una diga sul Butule Calambru e per qualche operazione turistica che la vedeva collocata nel Comune di Nughedu S.Nicolo’,richiamato opportunamente all’ ordine. Ma su questo ho già dedicato a suo tempo un ampio e documentato articolo pubblicato sulla nota rivista ” Tottus in Pari” e sul ” Planetarium di Logudorolive”.

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