UNO SCRITTORE SARDO NATO ALTROVE: ‘L’ISOLA MUTA – VIAGGIO NEI SILENZI DELLA SARDEGNA’ DI ANDREA NEGRO (EDIZIONE DELLA GOCCIA 2024)

E poi trovi uno scrittore sardo, ma che è nato da un’altra parte.

Sardi si può essere per nascita o per amore. Per i primi è un caso, una fortuna secondo me; per i secondi è una scelta: un’opzione, fortunata secondo me, che la vita ti dà.

Chi viene da fuori e non si ferma sulla costa, nella prima spiaggia in fondo a destra dopo il porto, ma va avanti ostinato, si imbatte nel cuore dell’Isola. Quella che i depliant turistici chiamano pomposamente Sardegna autentica. Ma che significa, se non lo scopri scavando dentro di te?

Allora, se si resiste al sole d’agosto e al mare smeraldo, la nostra terra diventa un’avventura emotiva, un coinvolgimento dall’amore in su che ti porta dentro conoscenze, visioni e gusto della vita che ti completano.

Questo è quanto leggiamo nel diario di viaggio romanzato di Andrea Negro, L’Isola Muta (viaggio nei silenzi della Sardegna) Edizioni della Goccia.

Lo scrittore, di formazione lombarda, ma di spirito anarchico, allergico alle mete convenzionali, arriva in Sardegna per una vacanza nel 2021. Perché in Sardegna? Perché in quel periodo con il Green Pass del Covid non c’era molta scelta.

Arriva con il suo inseparabile scooter blu. E la nostra Isola diventa la sua passione, la sua sublimazione.

Non si fionda nella prima spiaggia in fondo a destra come tutti, ma va alla ricerca di spazi solitari, di tramonti incredibili, luoghi geografici e dell’anima dove è facile trovare sé stessi. O forse è più difficile, ma è fantastico abbandonarsi a un istinto primordiale.

Si lascia paracadutare, come un alieno incantato, a Urzulei; che non dico dove si trova perché è importante scovarlo, scoprirlo e restarne trasformati, forse rinati.

Un viaggio a ritroso nelle epoche: dalla frenetica metropoli lombarda sferragliante di ansia, alle colline, alle montagne e alle valli solitarie, ampie come il respiro più profondo che si possa immaginare. Dal fragore incalzante del traffico, del tramezzino di corsa in piedi, a una tavola imbandita nel cuore dell’Isola dove il tempo non ti frusta mai. Dove il tempo scorre in sintonia con la tua anima. Ce n’è, scorre piano, e ce n’è ancora. Il tramonto che dura mezz’ora ti salva da quel minuto e mezzo che lampeggia nel tabellone della metropolitana. Respiro, vento, silenzio.

Ma Andrea Negro è scrittore, musicista, sognatore e lascia che la Sardegna gli entri sottopelle. Cerca tre cose che noi diamo per scontate, e che ci fanno star male se ne stiamo lontano: vento, solitudine, silenzio.

Le trova? Le cerca nei luoghi che attraversa, e nei luoghi interiori. Le trova? Leggete L’Isola Muta per scoprirlo.

Da sognatore, da scrittore, da scrittore che ancora non sa esserlo, prende appunti del suo peregrinare e scoprire. Prende appunti sulle strade e sulle sensazioni, trascrive descrizioni e emozioni. Tutto il materiale poi prende forma e diventa un romanzo; il suo romanzo d’esordio.

Lo divide in quattro sezioni, dedicandole al vento e alle “subisole” dell’Isola. La prima, intitolata al Vento di Levante, soffia in Ogliastra e Barbagia, la seconda, Vento di Libeccio, racconta di Sant’Antioco e Sulcis Iglesiente, per poi soffermarsi con il Vento di Ponente nella Costa Verde e nel Sinis, e concludere con il Vento di Seulo nella terra dei centenari.

Luoghi, ristoranti e locandiere sono autentici, come tutti i personaggi che scorrono nelle sottotrame arricchendo di storie la narrazione principale.

Non seguite i suoi itinerari come se fossero una mappa, o rischiate di perdervi come si è perso l’autore. Ma forse perdersi è la condizione migliore per ritrovarsi, e tra silenzi e paesaggi infiniti potrebbe essere facile.

Perché come si intuisce nel romanzo, la Sardegna non la scegli, ma è lei che ti sceglie. Ti attira, ti chiama, ti trattiene, ti fa sognare e preoccupare, ma poi non riesci a partire senza pagare due lacrime. Come in un sogno, come in un libro.

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