
Michela Murgia
Da oggi i contenuti digitali pubblici di Michela Murgia saranno disponibili in uno spazio online autonomo e indipendente grazie alla collaborazione tra i suoi eredi e Zephorum, società tecnologica specializzata nella gestione dell’eredità digitale. Il nuovo archivio raccoglie i post pubblici pubblicati dalla scrittrice su Instagram, Facebook e YouTube, rendendoli accessibili in un ambiente digitale ordinato, consultabile e indipendente dalle piattaforme su cui sono stati originariamente pubblicati.
L’iniziativa ha un forte significato politico e culturale. La scelta di sottrarre un patrimonio digitale alle dinamiche delle piattaforme globali e di collocarlo in uno spazio indipendente dalle logiche degli algoritmi rappresenta infatti una rivendicazione dell’autonomia dei propri dati e della propria identità digitale anche dopo la morte.
Nel corso degli anni Michela Murgia ha costruito online una presenza intensa e articolata, fatta di interventi politici, riflessioni culturali, dialoghi con lettrici e lettori e narrazioni personali. Una produzione digitale che oggi costituisce un archivio di grande valore culturale e civile. I contenuti pubblicati sui social media, tuttavia, rimangono spesso legati alle trasformazioni delle piattaforme che li ospitano, le cui politiche e i cui algoritmi cambiano rapidamente. Per questo gli eredi della scrittrice hanno scelto di esercitare un diritto sempre più rilevante per cittadine e cittadini europei: quello alla gestione della propria eredità digitale.
La pagina consente di esplorare testi, immagini e video attraverso strumenti di ricerca e navigazione cronologica. Nel rispetto della privacy, delle normative vigenti e dei principi etici di Zephorum non sono inclusi messaggi privati né contenuti di terzi, ma esclusivamente materiali pubblicati dalla stessa Michela Murgia.
L’archivio permette così di preservare un patrimonio di pensiero e di impegno civile mantenendolo accessibile nel tempo al di fuori delle dinamiche algoritmiche e delle trasformazioni delle piattaforme social, e dei reali rischi di furti d’identità e cancellazione dei dati online, sempre più frequenti per i cosiddetti “ghost account”, ovvero i profili appartenenti a persone decedute.
“Oggi una parte fondamentale della nostra identità vive online”, spiega l’amministratrice di Zephorum Giulia Salis Nioi. “Post, immagini, video personali e professionali raccontano chi siamo stati, cosa abbiamo pensato e quali battaglie abbiamo portato avanti. Tutelare la propria eredità digitale significa proteggere e dare importanza a questa identità. Lasciare i propri profili aperti senza una pianificazione comporta diversi rischi: contenuti che diventano difficili da recuperare, account che rimangono in balia delle piattaforme o che possono essere utilizzati in modi non coerenti con la volontà della persona. Questo è particolarmente delicato per chi, come Murgia (ma non solo) ha costruito online una parte importante della propria voce pubblica, del proprio lavoro o della propria identità”.
Lo spazio dedicato a Michela Murgia su Zephorum è stato progettato anche come luogo di commemorazione digitale e di studio. I visitatori registrati possono esprimere una reazione simbolica ai contenuti: al posto dei tradizionali “mi piace” o del simbolo del fiore per finalità commemorative, la piattaforma permette di far utilizzare il carciofo, un riferimento affettuoso alla scrittrice e alla sua ironia. L’archivio pubblico di Michela Murgia rimarrà online su Zephorum come spazio di memoria, studio e consultazione, affinché le parole, le immagini e le idee della scrittrice possano continuare a essere lette, discusse e condivise.
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