EMOZIONI TRA LE RIGHE: L’IMPORTANZA E LA BELLEZZA DELLA LETTERATURA ITALIANA

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La Letteratura Italiana è tra le più ricche d’Europa. Figlia di quella Latina, la Letteratura Italiana nasce nel Duecento, quando inizia a farsi strada una nuova lingua, il volgare.

Fino a quel momento il sapere era riservato solo e unicamente alla classe d’èlite, ovvero a quella classe sociale in grado di capire il latino. Ma col passare del tempo si comincia, grazie al volgare a coinvolgere anche il cosiddetto vulgus, il volgo, il popolo, che include la parte meno colta della società.

È Dante il primo a capire l’importanza del volgare, esaltandolo nella sua opera, scritta in latino, il De Vulgari Eloquentia, (Sulla lingua volgare). L’opera esalta il volgare ma necessita di essere scritta in latino proprio per persuadere e convincere i dotti dell’importanza di una nuova lingua che renda la cultura accessibile alle masse.

La Letteratura Italiana attraversa molti secoli della nostra Storia e da sempre riesce a farci sognare ed emozionare. Riesce a scavare intensamente nell’animo umano e a far emergere le parti più intime, più tormentate ma anche quelle più passionali.

La Letteratura attraverso le sue opere, in particolar modo la poesia, è ciò che consente agli autori più importanti che tutti conosciamo e amiamo, di comunicare e di esprimere quei sentimenti, quelle paure, quelle emozioni, che a parole probabilmente loro stessi non sarebbero stati capaci di buttar fuori.

La Letteratura Italiana, che naturalmente si basa sulla scrittura, quindi sulla stesura di opere di vario genere, è quella disciplina che, insieme alla filosofia, ha permesso all’essere umano di scavarsi dentro e riflettere su diverse tematiche, aprendo una via al pensiero critico e dando vita alle più belle e importanti opere del mondo.

Tra i tanti temi che questa meravigliosa disciplina ha trattato, uno dei più importanti è senza dubbio l’amore.

Pensiamo alla lirica provenzale e al Dolce Stil Novo.

La lirica provenzale si dedica a quell’amore che non viene mai appagato. La donna amata dal trovatore, poeta di corte, è una donna irraggiungibile, solitamente già sposata.

Ecco che il poeta, pur di stare al suo fianco, diventa suo vassallo, suo servo, creando esattamente lo stesso meccanismo del feudalesimo, dove il vassallo presta servizio al suo signore, ma senza qui aspettarsi una ricompensa.

Nel Dolce Stil Novo abbiamo un amore di natura platonica che esclude categoricamente la passione carnale. La Donna-Angelo, musa ispiratrice del poeta (si pensi a Beatrice e Dante), altro non è che il tramite tra l’uomo e Dio.

Possiamo contrapporre infine la poesia del Dolce Stil Novo alla poesia Comico-Realistica, di cui citiamo come principale esponente Cecco Angiolieri, una poesia agli antipodi che esalta ugualmente la figura della donna ma dal punto di vista carnale, la donna come oggetto del desiderio.

Queste sono solo alcune delle fasi che la nostra Letteratura ha attraversato, ma sono anche le più importanti e altresì quelle che hanno fornito l’ispirazione a tutto ciò che successivamente gli autori hanno prodotto.

La Letteratura va studiata, capita e approfondita anche perché contribuisce maggiormente alla sensibilizzazione dell’umanità, un’umanità che oramai sta perdendo se stessa e si sta abbandonando alla brutalità dei conflitti.

L’IMPORTANZA DELLA LETTURA

Leggere è fondamentale prima di tutto per tre ragioni:

  • Sviluppa il pensiero critico
  • Migliora la proprietà di linguaggio
  • Si può vivere una vita alternativa alla propria (a volte)

La lettura ti catapulta in un mondo nuovo, un mondo dove puoi sognare di essere chi non sei. I libri possono essere i nostri migliori amici, sempre pronti a svelarci dei segreti e mantenere viva la suspence.

Pensiamo a libri meravigliosi come il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas, dove la suspence è all’ordine del giorno.

E molti libri insegnano, comunicano dei messaggi importanti, cercando di portare il lettore alla riflessione e come si diceva prima alla critica.

Uno dei romanzi che secondo me invita molto alla riflessione è Notre Dame de Paris, di Victor Hugo.

L’opera ruota attorno al tema dell’amore, poiché i tre principali personaggi sono tutti innamorati della stessa donna, ma affronta anche la tematica della diversità e della fatica ad accettare le persone diverse e disabili.

Quasimodo, gobbo, deforme, continua ad essere schernito e insultato dalla società parigina che lo emargina e lo ritiene addirittura pericoloso.

Esmeralda appartiene al popolo degli zingari, è un’emigrata, anche lei e la sua gente faticano a costruirsi una vita e sono costretti a crearsi un covo tutto loro e rubare per sopravvivere.

Notre Dame de Paris è ambientata nel Quattrocento, un secolo dove disabilità ed emigrazione non erano affatto apprezzate. Ma vi sembra un’opera così distante da ciò che viviamo oggi?

Oggi nonostante, bisogna comunque riconoscerlo, qualche passo avanti, disabilità ed emigrazione continuano ad essere due tematiche non propriamente tollerate anche nella nostra società.

C’è un abisso tra il 1400 e il 2026, ed è vero che oggi la disabilità non è considerata così tanto negativamente come nel secolo in cui è vissuto Quasimodo (personaggio immaginario), ma non c’è ancora una considerazione paritaria della disabilità, non c’è ancora un’inclusione totale e un’assimilazione della diversità all’interno della cerchia della normalità.

Si tende ancora a classificare la diversità come l’opposto della normalità, quando invece la diversità non è altro che una parte della normalità.

Quasimodo è un personaggio in cui ci s’immedesima facilmente e secondo me se fosse una persona reale e vivesse ai tempi di oggi, nella nostra società, probabilmente continuerebbe a soffrire.

Stesso discorso per l’emigrazione, che tutt’ora continua ad essere un problema.

Quindi leggere è un modo per conoscere e conoscere è un modo per non temere e denigrare ciò che è diverso da noi o comunque tutto ciò che non risponde agli standard che ancora oggi la società ci impone.

Oggi purtroppo si legge poco, le ragioni sono tante e sinceramente ritengo che non siano funzionali a giustificare questa mancanza. Però leggere ci aiuta a distinguere meglio ciò che può essere più pericoloso da ciò che invece può aiutarci a crescere culturalmente come società.

Ogni libro manda ai lettori un messaggio. E anche se a volte è nascosta tra le righe, in un libro vi è sempre una morale.

Ed è questo il potere della lettura. Arrivare al cuore del pubblico e scatenare dentro di lui qualcosa, lasciare un segno.

Un libro talvolta può essere un ottimo insegnante, bisogna sempre domandarsi cosa l’autore voglia trasmettere.

Un altro autore che per esempio mira, non tanto ad insegnare quanto piuttosto a lasciare un segno, è Dostoevskij. Quasi tutti i suoi romanzi sono psicologici e descrivono in maniera quasi ossessiva e dettagliata i tormenti dell’animo umano.

Perché la scrittura è anche questo. Rivelare l’animo umano. 

E tutti i romanzi di Dostoevskij scavano dentro l’uomo, facendo emergere ogni paura, ogni sentimento e ogni angoscia che lo accompagna, talvolta rivelando un irrimediabile senso di colpa.

Leggere è uno dei modi migliori per riflettere su tematiche che attualmente non sono più oggetto di conversazione e ci spinge, forse, ad una maggior sensibilità.

LA MAGIA DELLA SCRITTURA

Scrivere è uno sfogo. La scrittura consente di liberarsi da quelle paure, sensazioni sgradevoli ed esprimere i propri sentimenti nella maniera più delicata e intima.

Scrivere è libertà, è emozione ed è anche un gesto di altruismo perché ha permesso a generazioni su generazioni di godere del fascino di opere che mai vedranno il tramonto.

Pensate alla poesia. La poesia è aprire il proprio cuore e mostrare tutti i nostri sentimenti, positivi e negativi.

Scrivere è ciò che testimonia l’umanità di una persona, la sua capacità di sentire dentro se stessa un sentimento e dipingerlo attraverso dei versi o attraverso un personaggio con quelle determinate caratteristiche, perché dobbiamo sempre ricordarci che in ogni opera, che sia prosa o poesia, c’è un pezzetto del suo autore.

Lo scrittore non è mai avulso da ciò che scrive, è impossibile distaccarsi dalla scrittura.

La scrittura può essere la soluzione più delicata e neutra per consentire all’autore di svelare se stesso al pubblico o per comunicare un messaggio che a parole non è facile trasmettere.

Ecco la magia della scrittura. È lo scrittore che nella maniera più discreta e più silenziosa possibile, apre la porta del proprio cuore lasciando entrare i suoi lettori.

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3 commenti

  1. Bellissimo pezzo ♡

  2. Brava

  3. Articolo molto interessante e ricco di spunti di riflessione, molto brava

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