DAGLI STATI UNITI AD ASSEMINI PER IMPARARE L’ARTE DELLA CERAMICA: AMERICANI AL TORNIO DEL MAESTRO GIOVANNI DEIDDA, AMBASCIATORE DI UNA TRADIZIONE SECOLARE

Giovanni Deidda (a destra) nel suo laboratorio di Assemini con Andrea Ledda, referente di The Good Life Abroad.

Ad Assemini, città da sempre legata alla lavorazione dell’argilla, la tradizione ceramica continua ad attirare curiosi e visitatori da ogni parte del mondo. Nel cuore dell’antica cittadina, in via Pola, c’è un laboratorio che racconta questa storia meglio di tanti libri: quello del ceramista Giovanni Deidda, erede di una famiglia che modella l’argilla da quasi due secoli. Fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare turisti americani attraversare l’oceano per sedersi davanti a un tornio e imparare i gesti dei vasai. Eppure oggi accade anche questo. Davanti alla vetrina della bottega il passo rallenta quasi automaticamente: piatti, anfore, sciveddas, brocche e ciotole compongono una piccola galleria di arte popolare, dove la semplicità dell’argilla diventa forma, bellezza e memoria.

Dentro il laboratorio l’atmosfera è quella dei laboratori di una volta. Il tornio gira lento, le mani modellano l’argilla e il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Non è soltanto una bottega artigiana, ma un frammento di storia locale, custodito e tramandato da generazioni dalla famiglia Deidda. Ed è proprio tra questi scaffali colmi di ceramiche che arrivano oggi visitatori dall’altra parte del mondo. Tre donne americane — Dreide da New York, Karoline dal Colorado e RoseMarie dalla Georgia, tutte tra i 50 e i 60 anni — hanno scelto Assemini come tappa di un viaggio culturale in Europa. Non si tratta di una semplice visita turistica: partecipano a un’esperienza immersiva che le porta a sedersi al tornio e a provare in prima persona i gesti antichi della lavorazione dell’argilla.

Ad accompagnarle è Andrea Ledda, professionista dell’hospitality che ha vissuto per dodici anni negli Stati Uniti. È lui a spiegare come Assemini sia entrata nei programmi di The Good Life Abroad, una compagnia internazionale che organizza soggiorni culturali di un mese dedicati a viaggiatori attivi over 55. «La nostra organizzazione opera in ventitré capitali europee — racconta Ledda — e propone esperienze autentiche per chi vuole vivere la cultura dei luoghi dall’interno. Negli ultimi anni abbiamo inserito anche Cagliari e il territorio circostante, e la ceramica di Assemini con il laboratorio di Giovanni Deidda è diventata una delle tappe più apprezzate». Il progetto è stato fondato da Andrew Motiwalla con l’idea di permettere ai viaggiatori senior di immergersi nella vita quotidiana delle città europee. I programmi cambiano da destinazione a destinazione e vengono organizzati dai community manager locali.

Per il ceramista asseminese non è la prima esperienza con gli americani. «È già la terza volta – racconta Deidda – che tengo una lezione per loro e devo ringraziare Andrea se questo è stato possibile». Quando gli ospiti entrano nel laboratorio, il maestro inizia sempre dallo stesso punto: la storia della ceramica asseminese. «Spiego come nasce il rapporto tra l’uomo e l’argilla, dal primo utilizzo fino alle produzioni di oggi, che continuano a essere realizzate manualmente. Racconto anche la storia della mia famiglia di ceramisti e l’evoluzione del lavoro da mio padre ai giorni nostri». La Sardegna, sottolinea Deidda, è una fonte inesauribile di ispirazione. «Basta guardarsi intorno: nei tessuti, nei ricami, nei tappeti, nelle chiese. Tutti questi simboli possono essere trasferiti nella ceramica».

Dopo il racconto arriva la dimostrazione pratica. Al tornio il maestro mostra la tecnica tradizionale sarda, che prevede l’appoggio del braccio sinistro al muro per stabilizzare il movimento, una postura diversa da quella utilizzata in molte altre regioni italiane. Spiega anche come distinguere un vaso fatto a mano da uno industriale: «È sufficiente – sottolinea Deidda – guardare all’interno. Se si vedono i segni delle dita, quello è un pezzo artigianale. È l’impronta dell’uomo».

Le tre ospiti americane hanno lavorato su piatti realizzati a mano, decorandoli con motivi floreali: un bouquet di viole, rami di fico, pavoncelle. L’esperienza le ha entusiasmate. «I really enjoyed putting my hands in the clay — racconta una di loro — Gianni has incredible skills and I would love to learn more».

E tra una risata e l’altra non manca un commento sull’accoglienza isolana: «Gianni è una persona divertente – esclama Dreide – e il cibo in Sardegna è delizioso e le persone sono molto ospitali e disponibili».

A Cagliari le americane restano per un mese, partecipando ad attività culturali, visite e laboratori artigianali. «In tutta la mia vita — dice Ledda, 46 anni — non ho mai sentito qualcuno lasciare la Sardegna dicendo che non gli è piaciuta. Apprezzano sempre l’ospitalità, la genuinità del cibo, il gusto per la vita e un ritmo più lento e salutare. Qui non è tutto solo correre e lavorare».

Così, in una mattina qualunque nel piccolo laboratorio di via Pola, accade qualcosa di speciale: la tradizione di un paese incontra il mondo. E l’argilla di Assemini passa dalle mani di un maestro ceramista a quelle di visitatori arrivati da migliaia di chilometri di distanza.

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Un commento

  1. Congratulazioni Gianni!! Sei un grande MAESTRO, un caloroso abbraccio a te e anche ad Ana Rosa Marongiu
    Saluti dall’Argentina
    Angela

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