
di GIANRAIMONDO FARINA
Del furto dei porci, però, il Farris se ne accorge l’indomani mattina, il 25 novembre. Esattamente ne mancavano cinquanta. Diciannove verranno, però, recuperati. A muoversi per primo è lo stesso Bullitta. Appura subito, dalle tracce, che i porci sono stati condotti “verso le montagne di Gocéano”. Si forma la “quadriglia” nughedese: Niccolò Bullitta, Giovanni Santo Bullitta, il figlio di Paolo Farris, e cognato del Bullitta, Giovanni Maria Farris, Giovanni Francesco Sanna, Niccolò Cherchi, Nanni Cherchi, Antonio Cherchi, Cicciu Piredda e Baingio Pani. Quella stessa giornata, però, la ricerca è infruttuosa e, pertanto, si decide di pernottare nella cussorgia di Onévola, territorio montano di Anela, dove vi erano altri nughedesi. La scelta di “pernottare” ad Onévola, per gli inseguitori, ha un senso. Sanno che lì potranno godere di una loro “base sicura” per “entrare” nel territorio gocéanino, dove portavano le tracce dei maiali rubati. Onévola, de iure territorio montano di Anela, de facto utilizzato dai printzipales nughedesi e dai loro servi per gli usi civici. Si forma, quindi, la quadriglia alla quale si aggiungono il ragazzo Pietro Dettori, figlio del vivente Sebastiano, Giommaria Fiori, Giovanni Pintore, tutti nughedesi, assieme a Cicciu Giubitta, nughedese, ma domiciliato ad Ittireddu. Si parte da Onévola.
Un “primo approccio” a Siccadores, nel porcile di Niccolò Farina Foddianu (26 Novembre 1838).
La quadriglia nughedese, così composta, quindi, prima del tramonto del sole del 26 novembre 1838, come reso dall’interrogatorio del 28 settembre 1841 dall’allora detenuto Niccolò Farina Foddianu di Anela, si recava da subito nel porcile di quest’ultimo sito in località Siccadores. Il Foddianu vi si trovava a custodire i propri porci per essere quello il tempo della maturazione e della raccolta delle ghiande, di cui la montagna di Anela era ricca. Nello stesso porcile si trovavano, oltre al summenzionato Farina Foddianu, il di lui nipote Sebastiano Sanna e Giovanni Maria Fois. Della quadriglia nughedese egli riconoscerà, per averlo altre volte frequentato, Giovanni Maria Fiori. Alle domande di rito relative alla cognizione o meno di un furto di maiali avvenuto in quel di Bonorva, sia il Farina che il Fois risposero di non esserne a conoscenza. Quindi, fattosi avanti e dichiaratosi il Bullitta, li fece giurare, come usanza, su alcune reliquie di santi che gli inseguitori si portavano dietro. Dopo tale rito, la quadriglia lasciò il porcile per seguire altre “piste”. Lo farà pacificamente. Non sarà, però, così, il giorno successivo (FINE SECONDA PUNTATA- CONTINUA)
PRIMA PARTE
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