
Francesco Demuro
“È la terza volta che affronto questo ruolo nel capolavoro di Bellini, un compositore che mi ha dato veramente tanto nella mia carriera – dice Demuro -. L’ultima volta l’ho cantata a Parigi agli Champs Elysèes lo scorso gennaio, e prima ancora a Siviglia. È un’opera meravigliosa con una delle arie per soprano tra le più sublimi, Casta Diva”.
Norma interpretata da Marta Torbidoni e Angela Meade. “Il mio ruolo, Pollione, ha una sortita molto bella – aggiunge il tenore di Porto Torres – un’aria e cabaletta da vero tenore belliniano”. Per Demuro è la terza volta sul palco del Lirico. “Sono felice di ritornare a Cagliari, una città dove puoi lavorare e godere delle sue bellezze e del suo clima. Un luogo dove mi sento a casa e sento il calore della mia gente. La cosa che più mi emoziona è sapere che arriveranno persone da tutta la Sardegna, gli appassionati della mia prima vita da cantadore e del canto a chitarra e quelli che hanno continuato a seguirmi anche nella mia seconda vita, quella lirica”.
Ritorna alla sua infanzia a Porto Torres, alle prime esibizioni nel bar di famiglia e come palchetto le cassette di birra, poi le piazze, con i mini cantadores e i concerti in giro per le piazze della Sardegna. “Fin da bambino ho inseguito un sogno, quello di cantare in sardo. Certamente non mi immaginavo cantante d’opera, non era nella mia cultura. Qualcuno mi ha suggerito di studiare lirica, mi sono fatto trascinare dagli eventi della vita. Ho lasciato quel poco di sicuro che guadagnavo col canto a chitarra e ho fatto un salto senza il paracadute. Così sono entrato in questo mondo stupendo e ora grazie alla lirica posso portare la voce della Sardegna nei palchi di tutto il mondo, è il modo migliore per onorare la mia terra e i giganti del canto popolare sardo, Cubeddu di Bulzi, il sassarese Chelo, Francesco Falchi di Ardara, Cubeddeddu di Seneghe e tanti altri”.
“Il canto a chitarra mi ha forgiato – prosegue Demuro – è un punto di forza per la formazione della mia vocalità, mi è tornato utile per acuti, fiati, coloriture. Quando canto il mio pensiero va ai grandi cantadores e a quanto mi hanno insegnato”.
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