IL SANGUE DEL POETA: LA TRAGICA FINE DI PAULICU MOSSA NELLA BONORVA DELL’OTTOCENTO

Paulicu Mossa

Il 6 agosto 1892, in una calda sera d’estate, la campagna di Bonorva fu teatro di un delitto che lasciò un segno profondo nella memoria collettiva: Paulicu Mossa, poeta, agricoltore e intellettuale, fu crivellato di colpi da due sicari mentre rientrava a cavallo dalla sua tenuta di S’Istallu, in località Nurapè.

Una fine tragica per un uomo di cultura, la cui unica colpa – a quanto dicono le fonti più accreditate – sarebbe stata quella di trovarsi al centro di aspri dissidi familiari.

Nato nel 1821 a Bonorva e rimasto orfano in tenera età, Paolo Mossa – che tutti conoscevano come Paulicu – fu adottato da due sacerdoti del paese che ne sostennero la crescita e l’istruzione. Studiò prima a Bonorva, poi a Sassari, dove conseguì il Magistero e si iscrisse all’università, abbandonandola però poco dopo. Tornò quindi nel suo paese, dedicandosi con passione alle sue terre.

Ma l’amore più profondo di Paulicu fu la poesia. Fin da giovane scrisse versi in lingua sarda, diventando uno dei padri della cosiddetta poesia “a taulinu” – quella scritta “a tavolino” – in contrasto con la poesia sarda improvvisata, detta “a bolu”. Con la sua scrittura limpida e intensa, contribuì in modo decisivo alla dignità letteraria della lingua sarda, conquistando un posto di rilievo nella tradizione “in limba”.

Le sue composizioni, ricche di sentimento, ironia e profonda conoscenza dell’animo umano, sono oggi patrimonio vivo dei cori a tenore e delle formazioni polifoniche, che le intonano ancora durante le feste paesane. Liriche come A Gisella, A sas rundines, Badde mala, mostrano la sua capacità di mescolare dolcezza e mordente ironia, componendo versi che parlano d’amore, di desiderio e di satira sociale.

Ma Paulicu non fu solo poeta. Fu anche un agricoltore innovativo, tra i primi a introdurre con successo la coltivazione del cotone e del tabacco nei suoi campi, mostrando una visione moderna e imprenditoriale in un’epoca di grandi trasformazioni.

La sua figura è oggi ricordata non solo per l’eredità poetica, ma anche per il suo spirito libero e appassionato, capace di sfidare i limiti del suo tempo. In occasione del 125° anniversario della sua morte, l’amministrazione comunale di Bonorva ha organizzato una serie di celebrazioni con il coro “Paulicu Mossa”, la Pro Loco e l’associazione culturale “Premio Paulicu Mossa Bonorva”.

A Nurapè, proprio nel punto in cui fu assassinato, è stato posto un cippo commemorativo per non dimenticare il luogo dove, in quella tragica sera, si spense per sempre la voce di un grande poeta.

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