IL PROGETTO SERENA: TORNANO I “CANI DA ALLERTA DIABETE” ALL’ASSOCIAZIONE SEBASTIANO SATTA DI VERONA

Progetto Serena APS, in collaborazione con Gruppo Cinofilo Verona e Ass. Sebastiano Satta sabato 14 marzo ha riproposto un incontro che è diventato negli ultimi nove anni appuntamento fisso nella sede associativa di Forte Chievo.

E anche quest’anno Roberto Zampieri (ideatore e anima di Progetto Serena) ha portato grosse novità all’attenzione del pubblico in sala. L’evento è nato dalla volontà del Gruppo Cinofilo di offrire agli iscritti del corso istruttori nuovi spunti di riflessione sulle tante attività che possono coinvolgere i cani e i loro conduttori e della Sebastiano Satta di focalizzare l’attenzione su una patologia (il diabete) che è purtroppo ben nota ai sardi (viste le percentuali altissime di affetti da diabete di tipo 1 e di tipo 2 nell’Isola). Dal primo incontro (nel febbraio del 2017) Progetto Serena è cresciuta sempre di più come realtà, arrivando a contare ben 283 cani preparati e 77 cani in preparazione. Zampieri si definisce “sardo di adozione” perché trascorre più tempo in suolo sardo che veneto! Infatti, la preparazione dei cani da allerta diabete ha avuto un enorme successo in Sardegna e, grazie ai Lions di Cagliari, Progetto Serena è arrivato a Roma, per importanti collaborazioni ministeriali. L’associazione è al tavolo di lavoro con il Ministro Locatelli per preparare una legge che dia regolamentazione a tutto ciò che riguarda i cani da assistenza medica.

Il lavoro svolto con i cani da allerta diabete ha solide basi sia da un punto di vista del protocollo di preparazione (chiamato protocollo D.A.D. – Diabet Alert Dog), sia da un punto di vista di evidenze e studi scientifici. Il tutto è supportato dalla collaborazione con il Prof. Enzo Bonora (che è stato per oltre 15 anni direttore della UOC di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, oltre che professore ordinario di Endocrinologia dell’Università di Verona).

Lo studio dei cani da allerta diabete di Progetto Serena è stato inserito nel percorso della facoltà di infermieristica dell’università di Ivrea (con Eleonora Teresa Lucente e lo stesso Roberto Zampieri quali docenti).

Oltre ai cani da allerta diabete, Progetto Serena in Sardegna si occupa anche dello screening delle carni in arrivo negli scali portuali di Olbia, Porto Torres e Golfo Aranci (presto anche a Cagliari), dove i cinofili sono impiegati per evitare che torni sull’Isola la piaga della peste suina, utilizzando i cani “molecolari”: debellata dagli animali allevati in Sardegna dopo anni e anni di embargo totale delle esportazioni, la peste suina rischia di tornare tramite l’importazione di carni, soprattutto dall’est Europa, che poi vengono spacciate per sarde … Anche i porti di Genova e Venezia pare siano interessati al lavoro di Progetto Serena, vedremo gli eventuali sviluppi negli anni prossimi.

Il cane da allerta diabete preparato da Progetto Serena è prettamente il cane di famiglia (se età e indole lo consentono). E’ un cane che vive a stretto contatto con il diabetico, che è parte della quotidianità del malato ed è a tutti gli effetti un “perfetto connubio tra biologia, scienza e affetto”. Il cane, grazie all’olfatto straordinariamente potente, riesce a fiutare i cambiamenti dei livelli glicemici del suo compagno umano e le segnalazioni spesso anticipano quelle dei sensori. Certo, una condizione base per poter vivere serenamente con un cane allerta diabete è quella di non rinnegare la medicina tradizionale (insulina, micro infusori, sensori ecc) ma di vedere l’amico a 4 zampe come un aiuto, un supporto ulteriore. Il motto per “pubblicizzare” i cani allerta diabete è infatti “non sono un dottore, non mi sostituisco a nessuna moderna tecnologia, ma se ti prendi cura di me io mi prenderò cura di te”.

Durante l’incontro alla Sebastiano Satta i presenti hanno avuto modo di conoscere anche Cecilia, diabetica e preparatrice di cani allerta per Progetto Serena, insieme al  galgo spagnolo di 3 anni che sta facendo il percorso per diventare il suo “angelo custode”. Il cane, salvato da triste destino in territorio ispanico, rappresenta una vera e propria sfida per Cecilia, perché è molto timido e poco abituato alla socialità. Cecilia crede in lui e grazie al fortissimo legame che si è instaurato tra loro ci sono ottime probabilità di successo. Anche perché Cecilia ha già preparato un altro cane con Progetto Serena, con risultati eccellenti. Era presente anche Angelica, istruttrice dal 2020 per Progetto Serena. La sua storia è un po’ particolare: voleva lavorare con i cani nel sociale, ma pensava di non essere in grado di sopportare l’emotività messa in gioco nelle classiche terapie assistite con animali, temeva di non riuscire ad affrontare la sofferenza faccia a faccia, pensava che con i cani da allerta diabete sarebbe stato tutto più semplice…ben presto si è accorta che invece la relazione che si instaura tra istruttore/preparatore e malato è qualcosa che diventa talmente forte da creare legami che durano nel tempo. L’emotività è un fattore decisivo.  Il diabete è una malattia cronica altamente impattante sulla vita di chi ne è affetto e poter migliorare la qualità della vita di una persona semplicemente dandogli più sicurezza tramite il cane è qualcosa di veramente importante. Ad esempio, per i genitori di bambini diabetici avere un cane che segnala i picchi glicemici, soprattutto le ipo, durante la notte significa poter dormire, o almeno riposare, senza dover fare i turni di guardia. Le ipo glicemie sono infatti subdole e pericolosissime, se non si interviene subito per correggere i valori si rischia di passare dal sonno al coma diabetico: il cane, se fiuta l’anomalia, chiama il malato e se questo non risponde va a chiamare gli altri di casa per costringerli ad intervenire! Un vero e proprio salvavita. Progetto Serena ha anche messo a punto un tappetino speciale, che viene dato in dotazione al diabetico che vive solo. Si chiama AlertDog e ha vari sensori collegati al telefono: se il cane, non riuscendo a svegliare il malato, preme sul tappetino partono una serie di telefonate a parenti (o altre persone scelte dal malato) che, non ricevendo risposta richiamando il diabetico stesso, allertano i soccorsi ed evitano il peggio.

La cosa che più colpisce chi prepara i cani da allerta diabete e che il cane, da un certo momento in poi, ha la “consapevolezza” che quando il suo umano ha quel determinato odore non sta bene, e deve fare tutto il possibile per avvisarlo e perché quella situazione di pericolo finisca. Il cane è un animale sociale, avere questo importante ruolo, questo riconoscimento nella famiglia, è meraviglioso.

Non esiste una razza migliore per questo tipo di lavoro. Tutto dipende dall’età (preparare un cane anziano o malato non avrebbe molto senso, dato che il percorso dura circa due anni), dall’indole del cane che deve essere molto collaborativa, da quanto il diabetico stesso è disposto a mettersi in gioco. La memoria olfattiva del cane gli consente di riconoscere gli odori nel tempo, la bio-rilevazione canina consiste nel riconoscere e classificare i cosiddetti COV (composti organici volatili) che tutti emettiamo anche solo respirando.

Zampieri ha ricordato un altro impegno che i cani addestrati secondo il protocollo di Progetto Serena sono in grado di svolgere: il caregiver per i bambini affetti dalla malattia di Batten, una grave patologia neurodegenerativa di origine genetica, purtroppo dall’esito infausto. Il cane diventa un supporto nella vita del malato e della sua famiglia, portando un po’ di sollievo nelle enormi difficoltà quotidiane.

Progetto Serena è stato premiato nel 2023 tra le “100 eccellenze italiane”. Gli istruttori che preparano i cani allerta lavorano a “rimborso spese”, di fatto preparando a prezzi accessibili cani che all’estero, per lo stesso tipo di servizio, costerebbero parecchie migliaia di euro (negli Stati Uniti, si parla anche di 20.000 dollari).

E’ un grande onore conoscere e far conoscere realtà come Progetto Serena. Alla prossima!

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