
di STEFANIA ANGIUS
Sono trascorsi già cinque anni dalla costituzione ufficiale dell’associazione nel 2021. Un momento che segna l’intrapresa di maggiori attività concrete sul territorio, la conoscenza di molte, nuove persone, con interessi condivisi, e la nascita di sodalizi e legami che si riveleranno importanti e duraturi. La Limen, in quell’anno esisteva già come gruppo spontaneo di studenti e giovani del Sàrrabus Gerrei e zone limitrofe.
Oggi guarda al proprio percorso con uno sguardo più maturo, senza perdere l’entusiasmo degli inizi.
A raccontarlo è Alessio Congiu, 25 anni, presidente uscente. All’inizio Limen era soprattutto un gruppo di ragazzi uniti dal desiderio di diffondere e rafforzare il senso di appartenenza alla propria terra e che potesse portare a soluzioni di reale miglioramento socioeconomico e che partisse, per questo, dalla conoscenza delle peculiarità territoriali. Attraverso una pagina social che fungeva quasi da “giornalino” del liceo, fino a comparire abitualmente sulla scena pubblica dei centri sarrabesi, è arrivata la svolta. La passione per l’archeologia ha portato all’incontro con figure più esperte e alla nascita dei primi progetti di pulizia e recupero dei siti archeologici dimenticati, in collaborazione con le istituzioni competenti.
Il momento in cui il progetto ha preso davvero forma è stato grazie all’iniziativa delle pulizie archeologiche, che è stata accolta con sorprendente favore fin dal primo evento organizzato.
L’adesione della comunità e la fiducia crescente degli enti pubblici hanno consolidato un metodo di lavoro diventato negli anni sempre più strutturato. Da lì è nata l’idea di andare oltre il semplice recupero dei siti, immaginando una rete sentieristica capace di collegarli e coinvolgere anche le scuole in un percorso educativo e partecipativo.
In questi cinque anni Limen è diventata un punto di riferimento per chi vuole contribuire a rendere il Sàrrabus un luogo più consapevole delle proprie potenzialità. Se si dovesse riassumere il cammino percorso, le parole sarebbero tre: comunità, passione, valorizzazione.
Un passaggio fondamentale è stato il finanziamento ottenuto dal Comune di Muravera, che ha permesso di ampliare e strutturare il lavoro già avviato.
Il progetto punta alla tutela e valorizzazione dei numerosi siti archeologici del territorio, spesso soffocati dalla vegetazione e dimenticati. Quattro le aree individuate: il monte di Su Tzìppiri, il comprensorio forestale di Baccu Arrodas, l’area tra Mont’e Ferru e Portu Pirastu e la cintura di siti intorno a Costa Rei. In ciascuna zona sono stati tracciati i “Sentieri Primitivi”, percorsi che collegano i siti recuperati, dotati progressivamente di cartellonistica con QR code che rimandano a contenuti di approfondimento online alla pagina internet associativa, corredata di molte descrizioni complementari e costantemente in aggiornamento.
Per l’associazione, il riconoscimento istituzionale ha rappresentato un salto di qualità. Per oltre tre anni Limen aveva operato esclusivamente grazie ai contributi dei soci e a raccolte fondi, molto ben recepite dalla popolazione.
Vincere il bando comunale ha significato poter portare a un livello superiore un’azione di valorizzazione già concreta, ma fino ad allora sostenuta solo dall’entusiasmo.
Il progetto non si limita alla tutela: integra sentieristica, sport, educazione e potenziale sviluppo economico. Le scuole sono state coinvolte nello studio e nella documentazione dei percorsi, permettendo ai più giovani di riscoprire il valore del proprio patrimonio culturale.
Un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale è il Sentiero Primitivo di Su Presoni, nel Comune di San Vito. A raccontarne la nascita è Danilo Melis, 25 anni, fondatore dell’associazione e consigliere comunale dal 2021, che già dai primi mesi di mandato si è messo all’opera nell’ambito culturale e archeologico, nei limiti del possibile per un comune con un bilancio ristretto come San Vito.
L’idea nasce dalla partecipazione a un bando del GAL SGT per la realizzazione di sentieri escursionistici del territorio.
A seguito di incontri tra l’Amministrazione e l’Associazione, Limen ha preparato un progetto di massima, concentrandosi sul recupero dell’antica strada per Burcei che attraversa la zona della tomba dei giganti di Su Presoni. Il percorso è stato completato nel 2025.
Oggi il sentiero offre un’esperienza immersiva tra natura, storia e archeologia: nuraghi, formazioni granitiche, boschi di lecci, eriche e corbezzoli accompagnano il cammino fino alla tomba dei giganti. È un viaggio nel tempo, che rievoca le antiche vie percorse prima della costruzione della Campuomu. Lungo il tracciato è presente anche un’area picnic, a testimonianza di un’attenzione non solo culturale ma anche esperienziale.
Per Danilo il modello è replicabile. Infatti esperienze simili stanno già prendendo forma a Muravera e presto a Villaputzu.
Tra i pilastri ideali dell’associazione c’è la valorizzazione delle figure che hanno custodito lingua e cultura sarda.
Tziu Antoni Cuccu, ricordato come l’uomo che ha salvato la poesia e la lingua sarda, rappresenta per Limen un riferimento identitario profondo. In un’epoca di omologazione culturale, la sua figura richiama alla consapevolezza delle radici.
L’associazione ha collaborato con il Comune di San Vito per organizzare due edizioni del memorial dedicato a lui e sogna di istituire un premio letterario su cui ruotino convegni e cantadas, che possa diventare un punto di riferimento culturale stabile.
Accanto a lui, la memoria di Vittorino, suo figlio e socio attivo dell’associazione, rimane viva nelle attività quotidiane. Instancabile, sempre presente, capace di accogliere chiunque con umanità e simpatia, Vittorino rappresenta per Limen un modello di dedizione e gentilezza. La sua eredità vive nello spirito con cui vengono organizzate le iniziative: condivisione, umiltà, senso di comunità.
Ogni anno l’associazione organizza anche una festa in ricordo del socio Giuseppe Bellosi, scomparso nel 2023, grande appassionato e conoscitore del nostro patrimonio archeologico.
Danilo afferma che sono queste persone e il loro esempio a motivare e per questo crede sia giusto seminare nel solco da loro tracciato.

Archeo Sàrrabus: divulgare con freschezza
Un altro progetto dell’Associazione, Archeo Sàrrabus ha ricevuto un importante premio per la divulgazione archeologica, dedicato alla figura dell’archeologo Paolo Bernardini e istituito dall’associazione Itzokor Onlus, attiva da parecchi anni nella promozione culturale e in particolare delle iniziative coinvolgenti il mondo archeologico, condividendo pertanto con la Limen molto dello spirito e degli obiettivi.
Un riconoscimento significativo, anche perché assegnato in passato a figure accademiche del calibro di Carlo Tronchetti. Il premio è stato conferito a Martino e Marco, tra i volti più noti dell’associazione, per l’impegno nelle ricognizioni, nella documentazione e nella produzione di contenuti video.
La forza di Archeo Sàrrabus sta nella capacità di utilizzare i social come strumento di divulgazione accessibile, offrendo contenuti brevi ma accurati che incuriosiscono e rimandano ad approfondimenti più strutturati. In un ambito spesso percepito come distante o complesso, Limen punta a costruire un dialogo maturo con la comunità, contrastando disinformazione e superficialità.
Sport, benessere e identità: la nuova fase
Con il nuovo presidente Marco Melis si apre una fase che integra ancora di più sport e valorizzazione territoriale.
I “Sentieri Primitivi” non sono solo infrastrutture escursionistiche, ma pratiche di Benessere e Olistica: Meditazione guidata, yoga, mindfulness, “forest bathing” (immersioni sensoriali nel bosco).
Attività motorie e dinamiche: trekking esperienziale, nordic walking tra i siti archeologici, trail running e ginnastica funzionale all’aperto.
Percorsi sensoriali: camminate consapevoli per riscoprire il legame tra corpo, respiro e natura.
L’obiettivo è unire movimento e consapevolezza culturale.
Lo sport diventa così uno strumento di connessione profonda con il territorio. Non semplice attività fisica, ma esperienza integrale. Marco avrà il compito di sviluppare queste attività, coinvolgendo nuovi collaboratori e trasformando i sentieri in spazi di socialità e crescita.
Limen si propone sempre più come punto di riferimento trasversale: cultura, natura, sport, educazione non come compartimenti separati, ma come parti di un unico progetto di comunità.
La sfida più grande sarà mantenere vivo l’entusiasmo dei soci. In un’associazione, l’energia delle persone è la risorsa più preziosa.
Tra cinque anni Limen ambisce a diventare un modello di cittadinanza attiva esportabile in tutta la Sardegna. Il sogno più concreto è arrivare a gestire direttamente alcuni siti di interesse comunitario, trasformandoli anche in opportunità di lavoro.
Ma il sogno più grande è un altro: una comunità pienamente consapevole, capace di costruire il proprio destino senza attendere soluzioni dall’esterno. Essere architetti del proprio futuro, partendo dalla conoscenza e dalla valorizzazione della propria terra.
Dopo cinque anni, Limen non è più solo un gruppo di giovani appassionati. È una realtà che ha scelto di prendersi cura del Sàrrabus con visione, responsabilità e amore. E il cammino, come i suoi sentieri, è appena iniziato.
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