“SERGIO LEONE: MITO E POESIA” – CONDAGHES EDIZIONI 2026, IL SAGGIO DI FILIPPO PACE

Un Saggio che ti fa volare di fantasia come un romanzo. Un saggio che ti porta in un mondo fantastico tra sogni e emozioni. Ti aspetteresti una barbosa requisitoria tecnica con un rigore cronologico e sapienti citazioni bibliografiche.

Invece Filippo Pace nel suo nuovissimo Sergio Leone: mito e poesia (Condaghes 2025) ti porta indietro nel tempo, ti fa sognare e ti conduce dentro immagini che sembravano dimenticate, ma che emozionano sempre.

Nella premessa l’autore ci spiega che la sua passione per il famoso regista romano nasce da bambino. Quando rimase incantato, in simbiosi con suo padre, soccombendo al fascino delle pellicole western. È un’immagine poetica: bambino e padre, discepolo e guida, abbracciati di parole e di sensazioni sul film.

È normale che da lì nel giovanissimo Filippo Pace nasca una passione autentica per le immagini poetiche e mitiche (per parafrasare il titolo del libro) che lo faranno diventare un grande scrittore.

Così nel saggio Sergio Leone: mito e poesia non ci si insabbia nella cinematografia né nella biografia spicciola, si scende in profondità trovando forma, memoria, colori e sensazioni di un’epoca che sembrava remota. Sembrava remota per chi c’era negli anni Sessanta e Settanta, ma poi si ritrova dentro quello spirito con l’aggiunta di qualche goccia di nostalgia. E per chi non c’era è una bella scoperta ricca di sensazioni. E in un saggio non è poco e non è mai scontato.

Allora ci si chiede: che importanza ha la filmografia per caratterizzare un’epoca? Oppure è il periodo storico che caratterizza la filmografia?

Negli anni di cui stiamo parlando la settima arte era sicuramente tra le più importanti e caratterizzanti… Si passava molto più tempo al cinema che sui social, che neppure si potevano immaginare (passato beato…). E allora tornando alle nostre domande direi che un grandissimo regista come Leone faceva crescere, sognare, immaginare e pensare. E poteva essere ispiratore di cultura.

In particolare Sergio Leone, secondo la letteratura, rivoluzionò il genere western. Che da innocente, patinato e hollywoodiano, poteva diventare crudele, sacrilego se occorreva, e spettacolare fino a trascinarti via. Tanto da contaminare la cultura di allora?

Erano gli anni in cui si usciva dal grande incanto del cinema consolatorio, con i film intrisi di verismo e poesia, proprio come le pellicole di Sergio Leone. E quindi sì, nell’arco di trasformazione, lui c’era, e ne era protagonista internazionale.

Sembra quasi che il saggio Sergio Leone: mito e poesia ci porti in quel tempo dove la morale era giornaliera, in quel cinema dove l’eroe romantico poteva morire se incontrava un “uomo con il fucile”. Rivoluzione, poesia nelle immagini, mito nelle storie.

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Un commento

  1. Nuova recensione sul mio saggio “Sergio Leone: mito e poesia” edito da Condaghes. Grazie a Pier Bruno Cosso e a Tottus in PARI.

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