
Angelo Curreli
di LUCIA BECCHERE
“Spero che questo libro possa dare un contributo alla memoria di Lodè, dei suoi abitanti e di quella oscura pagina della nostra storia”. Questo l’obiettivo di Angelo Curreli autore del libro “Dalla Sardegna al Carso- Mittelcom edizioni, dove fra tanti caduti nelle battaglie sull’Isonzo ricorda 21 giovani e il loro sacrificio per la patria.
Paolo, Silvestro. Domenico, Salvatore, Efisio questi alcuni nomi dei 48 lodeini andati a morire nel Carso, solo 21 di loro verranno sottratti all’oblio grazie al lavoro puntuale dell’autore che di ognuno ne traccia una scheda personale, militare e il momento storico in cui si è consumata la loro fine.
Le figure narrate rivivono nella poesia e nella magia del ricordo grazie alla sensibilità dello scrittore che le ripropone in seno alle famiglie e alla comunità che li ha visti sereni e spensierati, lontani dai timori di una guerra, fra la semplicità del quotidiano quando in paese partecipavano agli svaghi delle feste comunitarie, quando i riti delle tradizioni scandivano le feste religiose e quando, immaginando un futuro felice, cominciavano ad assaporare le gioie della vita accanto a mogli, figli, genitori, fratelli e amici.
In ogni pagina si coglie il rimpianto di un’età felice quando nessuna ombra oscurava i loro pensieri. Ora, perfino il sudore dei campi, le privazioni e le rinunce si caricano di profondi significati perché rimandano ad una vita tranquilla, al focolare domestico, agli affetti familiari.
Sono voci tristi di giovani ormai rassegnati al proprio destino, sorretti da una fede incrollabile che li aiuta a sperare in una giusta ricompensa del loro patire nel ricongiungersi a quanti li hanno preceduti nel viaggio ultraterreno.
Racconti che narrano di quando tutto era intimo e caro, il profumo dei campi, i canti arcaici tramandati nel tempo, le carezza di una madre e di una sposa, il dolce viso dei bambini. Della Sardegna, terra aspra e benedetta, l’autore evoca emozioni i sentimenti mai sopiti, il dolore di un distacco crudele e rassegnato, il pianto eterno delle madri, l’ultimo abbraccio delle spose, ma anche l’esortazione alla pace tanto agognata quanto irraggiungibile per la vocazione dell’uomo a risolvere i problemi con le armi.
Con grande sensibilità Curreli avverte tutta la sofferenza che accomuna i popoli. Attraverso le storie si coglie il suo grido di dolore affinché i nostri figli non vadano a morire lontano dalla madre terra, non vengano sepolti senza il conforto dei propri cari, senza una lapide e senza un nome.

“Questo libro – afferma Angelo Curreli -, è frutto delle mie ricerche, ho consultato archivi militari, ho visitato cimiteri e ossari, ho incrociato dati per ritrovare chi è stato sepolto con un nome che non gli apparteneva, per consegnare alla storia e alle loro famiglie giovani soldati sepolti lontano”.
Ventisette lodeini ancora mancano all’appello, caduti su altri fronti o in prigionia durante La Grande Guerra L’autore auspica che altri se non lui possano completare il suo lavoro e restituire alla memoria almeno il ricordo di giovani che quella guerra, imposta e subita, non la volevano proprio fare. A loro spettava l’obbedienza ai propri ufficiali seppur con la consapevolezza che Il fumo e la cenere dei bombardamenti seminavano morte e distruzione e che la vita umana valeva più della terra conquistata. Questa la dura legge della guerra.
“Pro s’omine non b’aiat rispettu perunu, mortos in su campu donzi die, ma deviamos chircare de illongare sa vita nostra. L’essere umano è piccolo e impotente – scrive Curreli -, senza la pace non ci sarà Natale e forse il solo sperarlo è vano”.
Angelo Curreli, ricercatore e autore di poesie in sardo e italiano è nato a Lodè, vive a Torino. Già presidente regionale dei Circoli Sardi in Friuli Venezia Giulia e consigliere Comunale di Trieste, è da sempre impegnato nell’Associazionismo culturale e sportivo.
Views: 124






































































































Il Curreli mette in evidenza, e ne sono solidale, episodi dolorosi di sacrificio umano estremo . Sacrifici che non siano , nel tempo avvenire , più replicabili in nessun luogo terracqueo!