MAMUTZONES ANTIGOS DE SAMUGHEO ALLA X EDIZIONE DEL CARNEVALE DI NICHELINO (TO) CON IL CIRCOLO ‘GENNARGENTU’ IL 1° FEBBRAIO

Il circolo dei sardi Gennargentu, attivo nella promozione della cultura e del territorio della Sardegna, porta la tradizione del Carnevale delle zone interne della Sardegna in Piemonte e Nichelino si prepara a trasformarsi nella capitale del divertimento piemontese ospitando sos Mamutzones Antigos de Samugheo. Il 2026 segna infatti il traguardo della X edizione del Carnevale nichelinese, un anniversario che coincide con il secondo anno di partecipazione al prestigioso circuito del Carnevale delle due Province insieme a Saluzzo, Rivoli e Barge. Sarà proprio la parata di Nichelino, domenica 1 febbraio, a inaugurare ufficialmente il calendario delle sfilate regionali.

Sono attesi 2500 figuranti a piedi, le majorette di Orbassano, con il carro di Nichelino intitolato “Credevo fosse amore”, un nome scelto per far riflettere anche in un contesto di festa e allegria su un tema di grande attualità come quello della lotta alla violenza di genere. Saranno 11 i carri che sfileranno assieme ai gruppi mascherati, con i Mamuthones Antigos de Samugheo ad aprire il corteo, una chicca assoluta, che dopo essere stati protagonisti lo scorso anno a Venezia per quest’anno hanno scelto di venire a Nichelino. 

Alle ore 14:00 apre il corteo, insieme alla maschera torinese Gianduja e ai padroni di casa Madama Farina e Monsù Panaté,  gli ospiti d’eccezione: i Mamutzones  Antigos di Samugheo (Or).

Queste maschere sarde porteranno a Nichelino un rituale millenario legato al culto di Dioniso. Con pelli, campanacci apotropaici e copricapi in sughero con corna caprine, i Mamutzones metteranno in scena la danza arcaica della passione e morte del dio della vegetazione, un momento di altissimo valore antropologico previsto per le 15:00 davanti al palazzo comunale.
A seguire, sfileranno gli 11 carri allegorici provenienti da tutta la regione (da Mondovì a Pinerolo, passando per Carmagnola e Chieri), pronti a sfidarsi per il titolo di tappa.

Le comunità degli emigrati sardi della regione  hanno accolto con piacere questa iniziativa e vivere insieme un momento conviviale che riporta alla memoria  la terra che hanno lasciato da pochi o tantissimi anni. Per le nostre comunità sono importanti le iniziative culturali che consentono di ritornare a casa, parlare la nostra lingua, rinnovare la memoria delle nostre usanze e ritrovarci in un contesto familiare.  

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