L’IMPORTANZA DELLA FIABA: LE COMPONENTI NECESSARIE, LE FANTASIE INTUITIVE, L’ELABORAZIONE DELLE APPARENZE

l’autrice dell’articolo ha pubblicato due libri di fiabe

La fiaba è un genere letterario popolare che comprende una serie di storie le quali inizialmente venivano tramandate oralmente, soprattutto mentre si svolgevano lavori domestici, come in particolare la filatura. Tra i maggiori e più famosi autori di fiabe ricordiamo i Grimm, Perrault, Andersen, Calvino, Collodi e Rodari.

LE CARATTERISTICHE E LE DIFFERENZE TRA FIABA E FAVOLA

La fiaba è un genere il cui sviluppo rispetta alcune peculiari caratteristiche che vanno a differenziarla marcatamente dalla favola.

Mentre la favola è un genere che vuole descrivere un mondo realistico attraverso gli animali parlanti che incarnano vizi e virtù umane, la fiaba può avere come protagonisti esseri umani ma anche creature fantastiche e la maggior parte delle volte descrive situazioni surreali, dove è presente, molto spesso, l’uso della magia. Elemento che la favola esclude a priori, poiché essa non può e non deve contenere nulla che si allontani dalla realtà.

Inoltre, a differenza della favola dove è fondamentale, come chiusura della storia una morale, ovvero un insegnamento, la fiaba tendenzialmente non ha posto per quest’ultima o meglio, lascia al lettore la possibilità d’intuirla autonomamente.

Una peculiarità della fiaba è l’indeterminatezza. Tempi e luoghi sono indefiniti (C’era una volta, tanto tempo fa, in un paese lontano…) non esiste un’epoca storica che testimoni un’ambientazione definita e conosciuta della narrazione, così come non esiste un luogo reale, ma quasi sempre un paese, un regno di cui non è dato mai sapere il nome né l’origine.

La narrazione si apre generalmente con una situazione idilliaca. Incontriamo l’eroe, il protagonista della fiaba, che incarna i valori positivi, ma può avere anche delle debolezze.

Di contro, l’antieroe, l’antagonista della storia, ovvero colui che ostacolerà l’eroe nel suo percorso e nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

A supportare il protagonista troviamo generalmente un personaggio chiamato aiutante, colui che, spesso attraverso un mezzo magico, fornirà all’eroe gli strumenti necessari per raggiungere la vittoria e condurre la fiaba verso il lieto fine.

E in ultimo, una volta affrontate e superate le sfide, il nostro eroe otterrà il tanto agognato premio, che generalmente è ciò che corona e definisce il lieto fine. Anche se, bisogna precisarlo, non tutte le fiabe lo raggiungono.

Ma il Vissero felici e contenti, rimane comunque una delle peculiarità di questo genere.

L’IMPORTANZA DELLA MORALE IMPLICITA

La fiaba possiede anch’essa una morale, sebbene implicita. Il lettore deve essere capace d’intuirla e farne tesoro.

È importante che il protagonista tragga insegnamento dalle avventure che vive, dalle sfide che affronta e impari quindi una lezione che potrebbe risultare utile anche al bambino.

La bellezza della morale implicita sta anche nell’interpretazione personale del lettore, quindi cosa quest’ultimo impara, quali messaggi interiorizza, i quali talvolta potrebbero anche variare da lettore a lettore. Vale a dire che la morale di una fiaba, sempre e necessariamente implicita, potrebbe essere vissuta e interpretata in maniera differente dai lettori.

La favola invece offre una morale chiara, stampata direttamente nell’ultima pagina, che chiarisce immediatamente al lettore il messaggio che la favola stessa vuole offrire.

LA FIABA NON HA ETÀ

Dire che la fiaba sia un genere per bambini è riduttivo. La fiaba non ha e non deve avere età.

Il pubblico al quale la fiaba si rivolge può abbracciare tutte le età e generi, bambini e adulti, uomini e donne, e non deve esserci minimamente alcun tipo di discriminazione.

Tutti possiamo immergerci nel mondo fantastico della fiaba, tutti possiamo immedesimarci nei personaggi e tutti possiamo, o meglio ancora dobbiamo imparare una lezione.

La fiaba è un genere che ancora oggi è capace di far sognare i lettori. E sognare è un verbo che non guarda l’età che uno ha.

Smettere di essere bambino non significa assolutamente smettere di sognare, o di evadere anche solo per un attimo dalla realtà che spesso tende ad essere cruda e monotona.

Anzi, la fiaba è proprio quel genere che ci aiuta a riscoprire e riabbracciare il bimbo che è in noi, e che a volte dimentichiamo, ma di cui sappiamo bene di avere bisogno.

LE MIE FIABE

Ho pubblicato due libri di fiabe, il primo Fiabe nel 2023, il secondo Una fiaba per ogni emozione nel 2025, edizioni Amico Libro. Illustrazioni Claudia Cao.

Dopo aver fatto uno studio su quelle che sono le caratteristiche della fiaba, ho cercato, seppur attenendomi ad esse, di dare alle mie fiabe un’impronta personalizzata.

Fondamentalmente mi servo della fiaba per affrontare delle tematiche particolari quali, la diversità, l’amore oltre le apparenze, la gentilezza, l’autorità e tante altre.

I miei personaggi non sono ispirati a delle persone realmente esistenti, ma nascono da un prototipo.

Il protagonista o la protagonista delle mie fiabe è generalmente un personaggio che ha bisogno di un insegnamento.

La situazione iniziale delle mie fiabe riguarda proprio il protagonista. Inizio la fiaba descrivendo quest’ultimo, il quale a volte appare egli stesso sia come protagonista che come antagonista.

Per lo più un antagonista che fa emergere i suoi difetti e ha necessità di un cambiamento per diventare in tutto e per tutto il vero e proprio eroe della fiaba.

Ed è qui che arriva l’aiutante. Un personaggio buono che “educa” il protagonista, o meglio lo indirizza verso la strada giusta, facendogli aprire gli occhi su sé stesso e aiutandolo a cambiare in positivo.

Così il personaggio impara la lezione e qui mi ricollego al discorso della morale implicita. Imparare dai propri errori, facendo tesoro di un importante insegnamento.

Inserisco anche gli antagonisti, i quali portano sulla cattiva strada i miei eroi e alla fine hanno ciò che meritano.

L’antagonista è strettamente necessario perché è la chiave del cambiamento e del miglioramento del protagonista.

La fiaba può davvero diventare uno strumento di comunicazione molto efficace, un modo per affrontare tematiche quotidiane, senza necessariamente abusare dell’elemento fantastico, che io personalmente non utilizzo quasi mai.

IL MESSAGGIO CHE VOGLIO MANDARE ATTRAVERSO LA FIABA

Uno dei messaggi che voglio mandare attraverso le mie fiabe è sicuramente quello di andare al di là delle apparenze.

Ho scritto una fiaba sulla disabilità, una tematica che difficilmente incontriamo in questo genere letterario.

Ma la disabilità non è l’unico tema del quale mi servo per mandare questo messaggio così delicato e complesso.

Nelle mie fiabe ci sono anche personaggi che apparentemente suscitano timore e interiormente sono buoni.

Il senso è mai giudicare un libro dalla copertina.

Ogni fiaba manda un messaggio particolare, quindi non posso dire di voler mandare un messaggio univoco.

Quello che spero è di suscitare nei lettori un momento di riflessione, un momento in cui, nel silenzio che accompagna e decora la lettura, il lettore si interroghi e s’immedesimi nei personaggi.

Vorrei inoltre concedere ai bambini la speranza di un mondo migliore. Se loro sono il nostro futuro e già da piccoli imparano certe lezioni e acquisiscono certi valori, primo fra tutti, capire che siamo tutti diversi e che la diversità non è l’opposto della normalità, bensì una parte di essa, forse un domani l’umanità sarà davvero più umana.

L’IMPORTANZA DELLE ILLUSTRAZIONI

Un libro di fiabe deve essere illustrato. L’illustrazione consente al lettore di visualizzare ed entrare ancora di più dentro la storia.

Anche un’immagine racconta una storia. Pensiamo per esempio all’Arte.

I più grandi artisti, di tutte le epoche, attraverso i loro dipinti, volevano raccontarci una storia.

L’illustrazione è parte integrante e fondamentale di un libro di fiabe perché accompagna il lettore dentro la fiaba, non privandolo certamente della sua immaginazione, ma incrementandola.

Il disegno permette al bambino di entrare nella fiaba e, qualora egli avesse già un’età tale da leggere autonomamente, consente di riposarsi dalla lettura e non perdere troppo velocemente la concentrazione.

L’elemento vincente dell’immagine è senza dubbio il colore. Il colore è ciò che attira l’occhio e dà allegria.

Dà anche una maggior caratterizzazione al personaggio: il cattivo magari ha un vestito di colore più scuro che lo rende cupo come il suo carattere, il protagonista ha un colore più chiaro che determina la solarità, e così via.

I lineamenti, le espressioni del volto, le posizioni assunte, sono tutte informazioni che caratterizzano esteticamente i personaggi e danno loro un effetto realistico pur essendo inventati.

L’illustrazione è uno degli ingredienti fondamentali della fiaba e le concede quella sensazione di magia e allegria.

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