
Quaranta minuti di buona intensità non bastano per espugnare il PalaRubini. Dopo una partita ben giocata e per larghi tratti condotta, Trieste trova lo spunto giusto nell’ultimo quarto (32 punti realizzati) e piega le resistenze del Banco di Sardegna, superato con il risultato finale di 76-70.
Arrivata in terra giuliana senza Johnson (oltre ai lungodegenti Beliauskas e Marshall), la squadra sassarese gioca una partita solida, trascinata dalla contagiosa energia di Ceron (miglior prestazione stagionale con 4 triple a segno) e dall’efficacia nel gioco interno di Thomas (doppia-doppia da 14 punti e 11 rimbalzi). I biancoblu si presentano in vantaggio di 5 lunghezze all’ultimo mini intervallo, ma nella volata finale Trieste sistema le proprie percentuali dall’arco e produce l’allungo decisivo guidata da Jahmi’us Ramsey, MVP della partita con 24 punti.
Coach Mrsic sceglie in avvio Buie, Ceron, Visconti, Thomas e McGlynn. Per Trieste partono in quintetto Ruzzier, Ramsey, Brown, Uthoff e l’ex Jeff Brooks. Partenza aggressiva del Banco: Ceron va a segno con due triple consecutive per il 9-1 di parziale che inaugura la partita. I padroni di casa, però, si mettono presto in partita con una fiammata di Ramsey. La gara si fa equilibrata: la Dinamo ha buon impatto a rimbalzo offensivo ma sbaglia qualche tiro aperto di troppo, allora il break di 7-0 griffato Uthoff, Ruzzier e Brown consente a Trieste di prendersi l’inerzia e volare sul +5 (16-11). Coach Mrsic chiama timeout, poi Vincini e Thomas rimettono in linea di galleggiamento i Giganti, sotto di 4 lunghezze alla prima sirena (20-16).
In avvio di secondo periodo Gonzalez mischia le carte in difesa, con i suoi che partono a zona per poi accoppiarsi a uomo. I biancoblu non riescono a ritrovare la stessa fluidità offensiva dei primi minuti, allora Trieste ne approfitta per volare sul +8. Ceron non è d’accordo e mette un’altra bomba che riporta il Banco in scia sul 24-21. L’ala veneziana offre un nuovo boost di energia ed è la scintilla giusta che accende anche i compagni: Buie, ben innescato in punta, infila la tripla del pareggio che costringe la panchina di casa al timeout a metà secondo quarto. Dopo la sospensione, la Dinamo continua a correre e col semigancio di McGlynn dal cuore del pitturato trova il sorpasso, poi la tripla di Visconti completa un parziale di 13-0 che vale il +5. Trieste sbaglia dall’arco anche a fronte di buone costruzioni, ma sulla sirena del secondo quarto interrompe l’emorragia con un lay-up di Brooks (29-26).
Nel terzo quarto i padroni di casa tornano in campo con energia e costruiscono un mini break di 6 punti che li riporta al comando. La Dinamo, però, replica colpo su colpo e mantiene la sfida sul filo dell’equilibrio. Lo step-back di Buie regala il +5 (40-35). Trieste prova a rifarsi subito sotto con Candussi e Ramsey, ma il Banco resta sul pezzo e difende il vantaggio alla terza sirena sul 49-44.
La sfida resta combattuta fino alla fine: Trieste è concreta e pareggia i conti con Deangeli dopo un minuto e mezzo dell’ultimo periodo. Zanelli infila subito dopo una tripla di fondamentale importanza, ma Ross replica. Dopo una serie di botta e risposta, la bomba in transizione di Uthoff segna il tentativo di fuga dei giuliani sul +4 (61-57). Coach Mrsic chiama a rapporto i suoi, che però incassano anche un’altra conclusione dall’arco di Ramsey che infiamma il PalaRubini. La Dinamo barcolla, ma Buie e Thomas tengono in piedi i Giganti con un mini break di 4 punti. A questo punto Trieste, dopo una serata difficile nel tiro pesante, alza improvvisamente le percentuali con Ross e Ramsey e ricaccia indietro l’assalto biancoblu (+9 sul 72-63). Una palla persa di Buie frutta due tiri liberi per Toscano-Anderson, che regala ai giuliani la doppia cifra di vantaggio. Nonostante tutto, il Banco non si arrende: la tripla di Pullen vale il -6, poi la squadra di Mrsic non riesce a sfruttare due ottime chance per tornare a un possesso pieno di svantaggio. Trieste può così tirare un sospiro di sollievo e conservare il vantaggio fino alla sirena finale sul 76-70.
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