TROPPE TASSE E RYANAIR TAGLIA I VOLI IN MEZZA EUROPA: IN ITALIA LA SARDEGNA A RISCHIO ISOLAMENTO AEREO

Anno nuovo, politiche industriali vecchie per Ryanair. La più grande compagnia low cost d’Europa conferma la sua linea: meno voli nei Paesi che diventano più costosi, più aerei dove le istituzioni “agevolano” l’attività del vettore. Il risultato è una riprogrammazione massiccia della capacità: nei mercati dove sono stati annunciati i tagli, la riduzione complessiva arriva a circa 3 milioni di posti in Europa tra il 2026 e il 2027.

Uno dei dossier più critici è il Belgio. Ryanair ha annunciato una forte riduzione dell’operativo a Charleroi, secondo aeroporto di Bruxelles:

Nel mirino del vettore irlandese ci sono l’aumento della tassa passeggeri, che salirà da 2 a 10 euro entro il 2027, e l’introduzione di una nuova tassa locale da 3 euro. La compagnia avverte: senza un passo indietro sulle imposte, i tagli potrebbero aumentare. 

Anche la Germania resta un fronte aperto. Ryanair ha già tagliato 24 collegamenti e quasi 800 mila posti nella stagione invernale 2025/26, con effetti che si trascinano nel 2026. Le operazioni sono sospese negli aeroporti di Lipsia, Dresda e Dortmund. Secondo la compagnia, a pesare sono tasse aeroportuali elevate, aumento dei costi per il controllo del traffico aereo e spese per la sicurezza, che rendono il mercato tedesco meno competitivo.

In Spagna Ryanair alza il livello dello scontro con Aena, la società di gestione aeroportuale. Per l’estate 2026 sono previsti 1,2 milioni di posti in meno, dopo il milione già tagliato in inverno. La strategia passa per la chiusura delle basi regionali: chiudono Jerez, Valladolid e Santiago, ritiro dagli aeroporti di Asturias e Vigo, riduzioni anche a Santander e Zaragoza

La riduzione della capacità riguarda anche altri Paesi: Francia: –750 mila posti già nell’inverno 2025; Azzorre (Portogallo): eliminazione dei voli da marzo 2026, con –400 mila posti.

Gli aerei tolti dalle basi “costose” vengono riposizionati altrove. Ed è qui che Ryanair accelera. In Italia, la compagnia beneficia dell’abolizione dell’addizionale comunale sui passeggeri in partenza, pari a 6,5 euro a viaggiatore, e rafforza la presenza su diversi aeroporti.

Segno più anche a: Tirana (Albania), con una nuova base e più rotte; Rabat (Marocco); Bratislava (Slovacchia); Danzica (Polonia); Shannon (Irlanda).

La linea resta invariata: meno tasse, più voli; più costi, meno aerei. Una strategia che continua a ridisegnare la mappa del trasporto aereo europeo. A pochi mesi dall’avvio della stagione aerea estiva, il rischio che la compagnia low cost irlandese possa ridimensionare o abbandonare parte delle rotte sulla Sardegna diventa sempre più concreto. Il confronto tra il vettore guidato da Michael O’Leary e l’assessorato regionale ai Trasporti è fermo da oltre un anno, senza segnali di svolta.

Il punto di scontro è sempre lo stesso: il taglio delle addizionali comunali che gravano sui biglietti aerei e che, secondo Ryanair, rendono i collegamenti da e per l’Isola meno competitivi rispetto ad altri mercati europei. Una leva fiscale che, avverte la compagnia, incide direttamente sui prezzi finali e sulla capacità di mantenere un’offerta ampia e sostenibile.

In Sardegna, il rischio è amplificato dai numeri. Gli aerei con l’arpa dorata sulla coda rappresentano il 62% dei collegamenti complessivi, tra arrivi e partenze. Un’eventuale riduzione dell’operativo avrebbe un impatto diretto sulla mobilità, sul turismo e sull’economia dell’Isola, proprio alla vigilia della stagione di punta. Il tempo stringe, ma dal tavolo istituzionale, per ora, la risposta non arriva.

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2 commenti

  1. Maggie S. Lorelli

    La vita nell’isola, sia per i pochi voli che per gli altissimi costi, sta diventando una sorta di segregazione culturale.

  2. Elisabetta Spanu

    Sì, è così. Rientrare a Madrid: 10 ore!

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