SANT’ANTONIO ABATE: IL FALO’ E LA FESTA ALL’ASSOCIAZIONE ‘SEBASTIANO SATTA’ DI VERONA

Per il terzo anno consecutivo alla Sebastiano Satta di Verona si è acceso il falò poco dopo il calare delle tenebre, la sera del 16 gennaio. Come vuole la tradizione in tantissimi paesi sardi, alla vigilia della festa dedicata a Sant’Antonio Abate che è proprio il 17 gennaio, si prepara un falò molto simile al veronese “brusa la vecia” del 6 gennaio, anch’esso legato alla tradizione contadina e di buon auspicio per il futuro raccolto. Sant’Antonio è legato al fuoco di cui è protettore ed è il patrono di panettieri e dei pizzaioli, dei salumieri, dei macellai, dei contadini e degli allevatori, degli animali domestici e delle stalle.

Il falò ha lo scopo di riscaldare la terra e di prepararla al ritorno della primavera. In questi giorni, dove l’inverno freddo a Verona si è fatto ben sentire, il calore del fuoco è stato un messaggio di speranza e di attesa della bella stagione.  Narra la leggenda che Sant’Antonio rubò il fuoco direttamente dagli Inferi, per farne dono agli uomini e per proteggerli dal freddo. L’audace “furto” fu possibile grazie all’aiuto del fedele maialino (tutte le immagini e statue dedicate al Santo lo rappresentano in compagnia dell’animaletto, nella tradizione popolare Sant’Antonio è detto “il porcaro”).

La sede dell’associazione dei sardi di Verona si trova a Chievo. La chiesa della piccola frazione scaligera è dedicata a Sant’Antonio Abate. Il parroco, Don Andrea, ha benedetto il fuoco e il cibo … sardo (pane, formaggio, dolci, vino). Nel cortile della Sebastiano Satta, intorno al fuoco, i presenti hanno fatto anche i tradizionali giri a piedi tutto intorno: tre giri in senso orario, tre giri in senso anti orario. Complice probabilmente un articolo comparso sul giornale locale, o magari anche una buona parola detta da Don Andrea durante la predica domenicale…il pubblico presente era molto più numeroso di quanto ci si potesse aspettare!

Come da tradizione alla Sebastiano Satta, non c’è evento senza buon ristoro: pane, vino, dolci, agrumi e soprattutto un ottimo risotto hanno scaldato e appagato chi ha voluto partecipare alla festa.

Un momento di aggregazione veramente ben riuscito, che ha visto partecipare alla serata tante famiglie con bambini, tanti Soci ma anche persone che prima non conoscevano l’Associazione.

Senza dubbio, il falò di Sant’Antonio continuerà ad essere per Verona un appuntamento negli anni a venire.

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