
di GIANRAIMONDO FARINA
La morte prematura e tragica di un compagno di classe del nostro caro Liceo Classico di Ozieri, Daniele, mi ha fatto venire in mente tanti pensieri ed un turbinio di emozioni. Che, certamente, vanno a coinvolgere quei cinque anni intensi vissuti in quei banchi di scuola di un istituto che ci ha formato integralmente. Come uomini, donne e professionisti, laddove “il nostro vivere ci ha portato”. Chi in Sardegna. E chi fuori. Era il nostro Liceo Classico. Era il Liceo Ginnasio Statale “Duca degli Abruzzi”, “faro per il territorio” del Monte Acuto e del Goceano. Era la prima meta’ degli anni Novanta. E noi eravamo ragazzi maturati di belle speranze. Era la nostra mitica sezione B. Lui era Daniele Bennardo, ragazzo intelligente, vivace. Un futuro importante lo aspettava. E’ diventato medico radiologo. Famiglia di Ozieri per parte di madre. Il padre, prof. Antonio, calabrese, stimato docente di matematica allo scientifico. E’ ststo anche fuori, emigrato nelle nostre terre di Lombardia. A formarsi nell’ ospedale di Chiari. Mi era passato varie volte di andarlo a salutare mentre, per questioni di Universita’, mi spostavo dalla sede milanese della Cattolica a quella bresciana. Poi e’ ritornato in Sardegna. Una tragica fine ce lo ha strappato di recente. A noi ed ai suoi cari. Una fine decisa da lui. Quell’ atto che Primo Levi ne “I sommersi ed i dannati” aveva definito “mero atto umano” . Facendo rimanere inevasa la domanda di fondo: PERCHE’? E portandomi a riflettere sui passi di quella profonda poesia sarda del “Sommo Montanaru” che e’ “”S’ omine”, l’uomo. Questa e’ la seconda quartina:
“(…)T’hat su grande misteru partoridu
e casi misteriosu est su vivire,
ca tra filare, tesser’e ordire
nemos sa tela propria hat cumpridu (…)”.
Il poeta, rivolto all’ uomo, si rivolge come “frutto del Grande Mistero (“fruttu de su grande misteriu’). Quasi misterioso e’ il vivere, perche’ la vita e’ piena e la sua tela nessuno riesce ad adempierla del tutto. E quel verbo sardo “cumprire” che in italiano non riesce bene ad essere reso e che ci pone al centro del grande mistero. Ora Daniele e’ nella Misericordia di Dio, in cui tutto si compie. A noi rimangono i ricordi e, soprattutto, la preghiera
Views: 142





































































































