
Sebastiano Rosas
di LUCIA BECCHERE
Antonio Rosas (1910-1984), nato a Pozzomaggiore si era trasferito con la famiglia a Cagliari dove il padre Sebastiano aveva prima aperto una gioielleria in via Grazia Deledda e poi messo in piedi un ingrosso dando così inizio ad una generazione di gioiellieri.
Nel 1942 era giunto a Nuoro come militare della Guardia di Finanza, aveva avviato una gioielleria oreficeria al N° 20 di Corso Garibaldi e nel 1943 aveva sposato Maria Guiso la cui famiglia, nota per aver brevettato s’aranzada nugoresa di cui riforniva perfino la Real Casa, gestiva un bar pasticceria.
“Mio padre – ricorda il figlio Sebastiano – raccontava della Nuoro di allora, un paese a vocazione agropastorale che stava cominciando a riconoscere determinati cambiamenti. In un momento in cui si stava diffondendo un certo fermento intorno alla gioielleria che andava ad intaccare la tradizione sarda nuorese, Nuoro si predisponeva ad accogliere un prodotto non locale proveniente soprattutto dalla rinomata zona di Valenza”.
Intorno alla metà degli anni cinquanta, Antonio decise di trasferire la sua attività nell’attuale locale di Corso Garibaldi N° 99, più grande, più luminoso, dagli arredi raffinati ed eleganti, consono a quel tipo di prodotto e atto ad accogliere la numerosa clientela che già si stava formando.
Sebastiano, attuale conduttore che porta il nome del nonno fondatore e appartiene alla terza generazione dei Rosas, ricorda come si è approcciato a questa attività.
“Dopo il diploma di ragioniere ho lavorato per circa due anni nel magazzino del negozio di mio nonno a Cagliari, occupandomi di tutto. È stata una buona palestra. Al mio rientro a Nuoro, io e mio fratello Franco abbiamo messo su un ufficio d’ingrosso di oreficeria e argenteria proponendo i nostri articoli ai commercianti del centro-nord Sardegna. Alla fine degli anni sessanta, mio padre apri un altro negozio a Olbia che ho mandato avanti con la collaborazione di Franco. Questo portò alla chiusura dell’ingrosso. Un anno dopo ho preso la decisione di lasciare la conduzione a mio fratello per affiancare mio padre. Da allora sono trascorsi oltre 50 anni”.
Suo padre, cosa le ha insegnato di questo mestiere? “Il rapporto umano col cliente. Mi ha insegnato a metterlo al centro dell’attenzione e a proprio agio, guidarlo al meglio nella scelta degli oggetti perché in totale fiducia si sentisse soddisfatto dell’acquisto. Per tutti noi, mio padre è stato un esempio di discrezione e riservatezza, sia sulla ragione dell’acquisto, del destinatario dell’oggetto e anche sulla modalità di pagamento. Rigoroso e autorevole in famiglia, col cliente si trasformava, scherzava anche.
“Valeria, la mia terzogenita – prosegue Sebastiano -, rappresenta la quarta generazione dei Rosas. Per lei tutto è avvenuto in modo spontaneo e naturale tanto è l’amore che da sempre nutre per questo lavoro”.
A ottantadue anni dall’apertura di questa attività ha deciso la cessazione. Perché? Quanto le pesa e come vive questo momento? “Non è stato semplice per varie ragioni. Nella maniera più assoluta mi mancherà il contatto umano col cliente. Ho superato la soglia degli ottanta, non potevo certo continuare in eterno e per Valeria resta difficile condurre da sola questo tipo di attività. Inoltre, anche sotto l’aspetto economico, questi sono tempi duri e non solo per noi”.
L’idea che la mattina non dovrà più sollevare la serranda? “È duro! Quando alcuni giorni fa, ho trovato il negozio pieno di clienti. “Beh – ho pensato -. Come ai vecchi tempi! Quasi quasi rivedo la mia decisione. Chiudere è nostra intenzione ma se qualcuno fosse interessato ad acquistare l’attività, siamo disposti a trattare”.
Quando l’abbasserà per l’ultima volta, andrà al bar a prendere un caffè, tirerà un sospiro di sollievo o si volterà indietro col magone? “Volentieri andrei a prendere il caffè, magari con qualche cliente”.
Cosa pensa di fare dopo? “Vorrei fare il nonno dei miei nipotini”.
Come racconterà loro questa esperienza. “Ne parlerò nel modo più sereno possibile. Quando l’ho detto al nipotino di dieci anni: “Come? – ha chiesto incredulo -. Qui io non posso più venire”? Quindi mancherà anche a loro”.
Suo padre avrebbe condiviso questa sua decisione? “Sinceramente non lo so. Però i tempi sono diversi e forse avrebbe capito”.
Cosa gli direbbe? “A lui che si affidava a me per tante cose forse direi: “Ba! Come mi hai fatto aprire l’attività di Olbia, oggi forse non mi faresti chiudere quella di Nuoro. Tutto quello che ho potuto fare, io l’ho fatto. Oggi mi è caro pensare che tu comunque sia orgoglioso di me”.
Views: 379






































































































cuore
bravo
Sebastiano Rosas, persona stimata e grande gioielliere, è stato un esempio per noi commercianti nuoresi. Con grande dispiacere, cessa un’insegna che ha onorato Nuoro.