
Sara Dal Cortivo
di MATTIA LASIO
«È uno specchio, questo mare. Qui, nel suo ventre, ho visto me stesso. Ho visto davvero». Queste parole, tratte dal capolavoro di Alessandro Baricco ‘’Oceano Mare’’, descrivono la sensibilità, la profondità di sentimenti e l’essenza più pura di cosa significa fare arte di Sara Dal Cortivo, artista poliedrica ricca di sfumature variopinta, che con i suoi disegni sospesi tra le profondità del mare e la concretezza della quotidianità tratteggia delicatamente il suo mondo interiore pieno zeppo di microcosmi nei quali perdersi. Illustratrice, fumettista ma anche musicista: il suo cammino si nutre di tante forme espressive differenti che confluiscono in un suo personale universo dove dolcezza, determinazione e capacità di trarre il meglio anche dai momenti meno felici sono i fari da tenere ben accesi lungo la propria rotta.
«Ho iniziato a disegnare», racconta Sara, cagliaritana quarantunenne, «guardando i cartoni animati e i fumetti, in particolare i manga come ‘’Tira e molla’’, ‘’Cortili del cuore’’, ‘’I cavalieri dello zodiaco’’. Mia nonna disegnava, ho un ricordo molto forte dei colori e dei suoi fogli che custodiva nei cassetti e che da piccola prendevo per iniziare a vedere cosa poteva accadere con quei mezzi, entrando in un mondo magico come l’arte dove tutto è possibile».
Il disegno per lei è riversare completamente su un foglio bianco la purezza della sua anima. «Il disegno per me», spiega, «è un viaggiare, un percorrere quello che è il nostro deserto interiore. È un modo per provare gioia e per esorcizzare alcuni stati d’animo, l’arte è ciò che permette di rifugiarsi e trovare pace quando la realtà in cui si vive non è facilmente decifrabile. Tra le figure che mi hanno ispirato maggiormente sicuramente Moebius ovvero Jean Giraud».
Di grande profondità è anche il suo rapporto con la propria città natale ovvero Cagliari, da sempre fonte di ispirazione preziosa. «Cagliari per me è una città magica, ringrazio tutti i giorni per essere nata qui e sono felicissima di viverci. Ho accesso costantemente al mare meraviglioso e al verde, vivere qui vuol dire poter godere tutti i giorni di bellezze rare come il centro storico e per l’appunto il mare che ha in sé una magia unica. Tantissime suggestioni che ho avuto nel raccontare le mie storie sono sicuramente frutto dell’influenza di Cagliari e della Sardegna in generale».
Tra le sue creature artistiche più significative spicca il personaggio di Atilio che, a proposito di mare di cui si parlava, a esso è strettamente legato. «Il personaggio di Atilio è arrivato nella mia vita in un momento di difficoltà. La sua è stata, e ancora oggi è, una presenza che mi ha permesso di creare un mondo e una storia che mi consente di trasmutare determinate cose che mi sono accadute nella vita in bellezza, perché penso che il potere più grande per qualsiasi tipo di arte sia quello di riuscire a trasformare ciò che di brutto proviamo dentro di noi in qualcosa di bello che poi possiamo condividere con gli altri rendendoli partecipi del nostro universo interiore, facendo sì che in esso si identifichino e trovino a loro volta un rifugio».
Tante le persone di valore incontrate nel proprio percorso e i punti di riferimento da cui ha tratto insegnamenti preziosi. «Ho avuto la fortuna di frequentare la Scuola romana dei fumetti e ancora prima di poter frequentare i corsi di Massimo Dall’Oglio a Cagliari che per me è stato un grande maestro. Grazie a lui e agli altri insegnanti sono riuscita a creare un mio percorso personale facendo tesoro dei tanti consigli ricevuti. Per quel che riguarda i punti di riferimento che mi hanno accompagnato in questi anni di studio, oltre a Jean Giraud a cui ho dedicato la mia tesi di laurea, direi sicuramente il vasto bagaglio dei manga degli anni Ottanta e Novanta di cui sicuramente il mio personaggio di Atilio è impregnato, senza dimenticare poi alcuni personaggi iconici della Disney come la Sirenetta, oppure i racconti di Spiderman e in generale della Marvel che hanno segnato la mia infanzia». Molteplici anche le passioni al di là del disegno come, ad esempio, la musica e il rock anni Ottanta-Novanta. «Oltre all’arte del disegno, amo amo anche la musica e a essa mi dedico, in passato ho frequentato anche il conservatorio e, per quel che riguarda Atilio, mi è venuto spontaneo realizzare qualche colonna sonora incentrata su di lui. Amo molto anche la danza contemporanea e l’ambito dei musical, soprattutto quelli degli anni Ottanta e Novanta. A livello musicale ho amato e amo ancora tantissimi artisti come i Queen e Micheal Jackson così come i Cransberries».
Tra le tante iniziative portate avanti spicca ‘’Quel Blu’’ dove emerge appieno la delicatezza e l’eleganza del suo modo di disegnare. «Per quel che riguarda la mia pagina Instagram ‘’Quel Blu’’, mi riferisco al blu di Alghero ed è collegato a delle sensazioni che trasmetto con la realizzazione di visi. Alghero non è un luogo come tanti per me ma ha un significato profondo, lì ho iniziato a fare immersioni, attività che per me è diventata una forma preziosa di meditazione che ho scoperto in un momento di difficoltà. Immergermi mi ha permesso di rinnovare la mia curiosità nei confronti del mondo e della natura, fare immersioni mi riconnette al pianeta, l’acqua ha un potere pazzesco per me. Quando mi immergo riesco a toccare profondamente la bellezza e a godermela appieno, quella bellezza che purtroppo nella quotidianità spesso ci dimentichiamo. Facendo sempre riferimento ad Atilio, lui è profondamente legato al mare, in quanto è un bambino acquatico con le branchie, quindi l’influenza del mare è decisamente forte nella mia arte».
Il disegno, così come in generale ogni forma d’espressione artistica, non è semplicemente un atto di ego e di virtuosismo tecnico ma qualcosa di più pregnante, che si occupa anche di affrontare tematiche sociali di rilievo a cui bisognerebbe dare maggiore attenzione. Su questi aspetti è incentrato il progetto ‘’Lightman’’. «Il progetto Lightman è un’iniziativa a cui ho partecipato con molto piacere e sono grato per questa possibilità a Matteo Matta e agli Intrepidi Monelli. È un progetto itinerante tra Cagliari, Sassari e Olbia durante il quale ci sono delle mostre di fotografia dedicate all’ambiente, con i pannelli esplicativi dove si trovano i miei disegni incentrati sulla questione del cambiamento climatico, ci sono anche artisti coinvolti che fanno musica con materiali di riciclo e una mostra con la presenza di oggetti di arredo realizzati sempre con materiali di riciclo. Inoltre, durante questi incontri tengo anche dei laboratori a cui i bambini possono partecipare gratuitamente in cui ci occupiamo di disegnare la città del futuro».
Un altro tassello essenziale del suo percorso è quello dell’insegnamento, parte del suo cammino che le consente di sperimentare di volta in volta sempre nuove chiavi di lettura della realtà e del modo di dare vita a una realizzazione artistica. «Da oltre dieci anni ho la fortuna di poter tenere dei corsi privati di illustrazione e fumetto, questo tipo di condivisione con i bambini è senza dubbio un tassello molto importante della mia vita proprio perché grazie a loro riesco a tenere sempre viva la creatività mia personale grazie alla loro energia ma anche la mia creatività dal punto di vista didattico, cercando di trasmettere la mia esperienza nell’ambito del disegno in modi sempre diversi. Cerco sempre di trovare dei nuovi mezzi sia per me che per loro per non ricadere negli stessi metodi di insegnamento, ad esempio quest’anno ho introdotto la visione di spezzoni di film in modo tale che capiscano ancora meglio la struttura pregnante dell’opera che si andrà poi a realizzare. L’affetto che mi danno i bambini è immenso e spero sempre di riuscire a stare vicino loro ogni qual volta ne hanno bisogno, facendo sì che su quel foglio bianco possano concretamente dare vita a un nuovo inizio entusiasmante».
Tante le iniziative per un futuro dove il desiderio di lasciare la propria impronta, esprimendosi appieno restano le linee guida per vivere con la massima intensità il proprio cammino artistico e umano. «Il prossimo progetto a cui sto lavorando è un albo illustrato scritto da Nicola Ledda e illustrato da me, avente come target i bambini di cinque-sei anni, dedicato a una figura storica della tradizione popolare sarda e verrà pubblicato a brevissimo. Per quel che riguarda le mie pubblicazioni come autrice, invece, il prossimo progetto sarà proprio ‘’Atilio’’ su cui realizzerò una graphic novel di circa 150 pagine. Queste due pubblicazioni, attualmente, sono il fulcro della mia attività. Mi piacerebbe però, appena avrò l’occasione, fare anche una mostra oppure un libro con le mie opere a cui tengo di più realizzate a matita, che artisticamente parlando per me rappresenta il primo amore e a cui sono profondamente legata».
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Bravo Mattia Lasio sempre sul pezzo 😜