IL PASSAGGIO DELLA FIACCOLA OLIMPICA IN SARDEGNA CON I CAMPIONI DELLO SPORT ISOLANO: IL VIAGGIO VERSO I GIOCHI INVERNALI DI MILANO E CORTINA D’AMPEZZO

Dall’antica Olimpia a Milano e Cortina d’Ampezzo, passando per Nuoro, Cagliari e mezza Sardegna. L’isola si è messa in vetrina all’ombra della fiaccola olimpica, che da qualche giorno ha iniziato il suo lungo viaggio dalla Grecia alla sede dei Giochi invernali, al via il 6 febbraio.

Sono state due le giornate a Cinque cerchi interamente dedicate alla Sardegna, con il coinvolgimento di atleti conosciuti e meno conosciuti, studenti, esponenti del mondo del volontariato e della società civile. La comitiva del “Viaggio della fiaccola” è stata nella nostra isola, con l’ottava e la nona delle 60 tappe che toccheranno 20 regioni d’Italia, 11 province e oltre 300 comuni.

L’arrivo sabato 13 dicembre a Olbia da Livorno, sede della tappa precedente. Poi il trasferimento a Sassari. Qui la grande festa con i Cinque cerchi ha toccato in particolare la sede di via Porcellana dell’Istituto Comprensivo Farina-San Giuseppe, che ha organizzato per i tedofori un’esibizione dell’Orchestra dell’indirizzo musicale dell’istituto. La staffetta dei tedofori è passata in diverse vie di Sassari. A seguire, i passaggi a Porto Torres e Alghero. Tra Porto Torres e Alghero era previsto uno degli “special moments”, con il passaggio della fiaccola alla Pelosa di Stintino, uno dei luoghi iconici della Sardegna. Ma oltre alle bellezze naturalistiche, il percorso ha toccato anche alcuni dei siti archeologici più importanti del nord Sardegna, tra i quali le Necropoli di Su Crucifissu Mannu e Anghelu Ruju e il Nuraghe Palmavera. L’ottava tappa è terminata a Nuoro, dove nel tardo pomeriggio è iniziata la sfilata a piedi dei tedofori cittadini. Al termine, è stato acceso il braciere allestito nella parte bassa dei Giardinetti.

La nona frazione è partita domenica 14 dicembre da Oristano, attraversando tutta la città per poi dirigersi verso Sanluri e poi ancora verso sud, con uno dei due Special moments della giornata a Barumini vicino all’antico villaggio nuragico di Su Nuraxi, patrimonio Unesco. Quindi Quartu Sant’Elena con il Nuraghe Diana e l’area protetta del parco naturale regionale Molentargius-Saline. Poi Iglesias, per concludere la tappa a Cagliari, dove la festa in via Roma si è conclusa con l’accensione del braciere olimpico.

Tanti i personaggi conosciuti, soprattutto in ambito sportivo, che hanno portato la fiaccola nelle due tappe sarde. Come Stefano Oppo, bronzo olimpico a Tokyo 2020 e argento nell’edizione successiva nel due di coppia pesi leggeri di canottaggio, e Lorenzo Patta, oro olimpico con gli azzurri di atletica nella staffetta 4×100 a Tokyo 2020. Ma anche la surfista Marta Maggetti, la sprinter azzurra Dalia Kaddari, il ginnasta Nicola Bartolini, Silvia Basolu (ex azzurra di pallamano), Gianmario Fancello, campione italiano ed europeo di judo paralimpico. l’hockeysta Giulia Stagno e la nuotatrice Francesca Zucca. C’era anche la soubrette Melissa Satta. Tantissime le persone comuni chiamate a portare la torcia. «Persone ordinarie con storie straordinarie – si legge nel regolamento –, hanno rappresentato il territorio, la cultura, il talento e l’eccellenza in tutti i campi».

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