
di CARMINA CONTE
”In assenza di reali garanzie di correttezza e democraticità abbiamo deciso di non partecipare ai lavori del Consiglio Direttivo Nazionale della FASI, convocato per la mattina del 7 dicembre al Park Hotel di Piacenza e che il diniego opposto dalla presidenza alla lettura di un nostro documento all’inizio dei lavori ha purtroppo confermato: riteniamo infatti che non sussistano le condizioni né per una legittima convocazione dell’organo stesso, né per una discussione realmente proficua”, è quanto ha dichiarato Sara Nicole Cancedda, delegata del Circolo ACRASE di Roma e già coordinatrice nazionale Giovani FASI. Subito dopo, 27 presidenti e/o delegati di altrettanti circoli dei sardi FASI sono usciti e si sono riuniti presso altra struttura alberghiera: un atto visivo e tangibile della contestazione delle irregolarità di estrema gravità riscontrate nel corso dei lavori dell’8° Congresso nazionale FASI, Federazione Associazioni Sarde in Italia, svolto dal 16 al 19 ottobre ad Alghero.
Sara Nicole Cancedda, ha quindi informato che nei giorni scorsi è stato inviato ricorso ai Probiviri e all’Organo di Controllo, e che si sta provvedendo a effettuare una azione legale di contestazione sulla legittimità di una serie di atti congressuali e sulla stessa validità delle risultanze del congresso stesso, a partire dalle inverosimili modalità di voto del nuovo Statuto, ritenute particolarmente gravi e preoccupanti. Come denunciato nel documento dei 27 circoli, in apertura dell’8° Congresso FASI furono messe ai voti modifiche statutarie mai discusse né rese note ai delegati, nonostante le numerose mozioni presentate affinché i testi venissero illustrati e condivisi. Ma, non solo le proposte di modifica erano state portate in votazione senza che i presenti potessero comprendere con chiarezza l’oggetto, ma fatto ancora più grave e inaccettabile è che il voto sia stato effettuato senza alcuna preventiva identificazione dei delegati o dei partecipanti in sala.
A questo si aggiunge il paradosso che il conteggio dei voti non è stato effettuato dal Presidente né dal Segretario del Congresso, ma in modo disordinato e superficiale: tuttavia, nonostante l’immediata contestazione e richiesta di riconteggio, quella votazione fu ritenuta valida.
Ciò che è ancor più sconcertante, mai accaduto prima d’ora, è che Lo Statuto approvato in tali condizioni è stato poi applicato seduta stante a Congresso già in corso, in evidente violazione del principio tempus regit actum e del più elementare buon senso. Ma, gli atti ritenuti gravi e inaccettabili non finiscono qui: pochi giorni prima della riunione del consiglio Direttivo Nazionale è stato trasmesso ai circoli un testo di Statuto che non trova rispondenza né con il testo trasmesso a mezzo mail ai soli presidenti prima del voto, né con il testo che risulterebbe utilizzato durante il Congresso dalla Presidenza del Congresso e dalla Commissione Elettorale e di Verifica Poteri.
Non meno gravi sono le irregolarità che hanno riguardato le operazioni elettorali per l’elezione degli organismi dirigenti quali l’assenza di un elenco ufficiale dei delegati aventi diritto al voto e senza alcuna verifica da parte della Commissione Verifica Poteri e della Commissione Elettorale sull’identità dei votanti o sulla loro legittimazione, come dimostrano le numerose contestazioni presentate dai delegati.
Tra gli episodi più evidenti si ricorda il caso di una presunta delegata, presentatasi come delegata del Circolo di Livorno e immediatamente disconosciuta dai delegati effettivi di quel Circolo. Analoghe anomalie – riguardanti presunti delegati provenienti dal territorio di Alghero e dalla provincia di Sassari, accreditati solo al momento del voto e apparentemente privi di collegamenti con i Circoli – sono attualmente oggetto di verifica. A ciò si aggiungono gli evidenti profili di illegittimità del nuovo Statuto, che introduce un sistema elettorale a liste bloccate e privo di qualunque rappresentanza per la minoranza, nonostante una differenza finale di appena 17 voti. Un’impostazione che non trova riscontro nemmeno nei sistemi elettorali più restrittivi della storia del Paese.
“Non esiste a memoria nostra, nella storia di oltre trent’anni di vita della FASI, niente di paragonabile alla confusione, marasma, improvvisazione e azioni impositive e antidemocratiche, quali quelle accadute nel congresso di Alghero -ha sottolineato – Pietro Palmas, presidente del Circolo di Como – la storia della nostra FASI si è sviluppata nel segno della unità e condivisione, in tutte le circostanze, nel segno di una forte espressione identitaria e di promozione dello straordinario patrimonio socioculturale della Sardegna oltre i confini della nostra isola : riteniamo prive di legittimità le risultanze del Congresso. Non riconosciamo pertanto né l’esecutivo dichiarato eletto né gli atti da esso emanati, inclusa la convocazione del Consiglio Direttivo Nazionale odierno”.
“Nessuno dei rilievi sopra esposti – ha concluso sara Nicole Cancedda – ben noti ai componenti dell’esecutivo, e nessuno dei numerosi tentativi di mediazione e di avvio di un dialogo finalizzato al ripristino dei principi democratici e della collaborazione nella Federazione ha trovato spazio; al contrario, la spaccatura del Congresso è stata portata fino alle circoscrizioni, in un clima di conflittualità e tensioni estraneo alla storia della FASI, che ha rappresentato finora la nostra casa: oggi apriamo un percorso che ci auguriamo porti a un chiarimento e al ripristino delle condizioni storiche di legittimità e democrazia, nell’interesse di tutti i sardi, dentro e fuori la nostra isola”.
Views: 648






































































































Eppure sarebbe bastato poco.. se 27 persone escono a volte basterebbe dire.. fermiamoci un attimo e parliamone… INSIEME..ecco INSIEME è l’ essenza di una realtà associativa se qualcosa si rompe chi ha il ruolo più importante non ha il compito di ricucire…ha il Dovere di farlo!! Almeno di provarci!
Appare incredibile …
Mi chiedo, perché? E mi domando: gli altri Circoli, diversi dai 27 chiamiamoli “oppositori”, come la pensano? Si esprimano anche loro con chiarezza. In caso contrario siamo autorizzati a ritenerli conniventi…. O falsi sostenitori. Grazie
Per quanto si è visto la maggioranza dei circoli va avanti con il Presidente Bastianino Mossa, e se mi posso permettere, la vostra strategia non mi pare propriamente costruttiva.
Tanto per essere precisi: quelli che hanno mezzo secolo di gestione ce li hai nei circoli, che ancora ti sostengono.
Poi, questa storia che non siamo in grado di gestire le associazioni… Parlo del mio circolo: abbiamo circa 1000 tesserati, e non mi sembrano pochi. considerato che il circolo di Saronno lo abbiamo acquistato, non mi sembra proprio poca roba. Quindi, se i bravi sono quelli a cui hai dato soldi e sedi per salvarli… di cosa stiamo parlando?
Non so se ridere o piangere. Anzi, va’… meglio farsi una 🤣🤣🤣
Con affetto…
Cesano Boscone ha speso circa 70 mila euro per ristrutturare la sede con grandi sacrifici. La FASI o chi per lei non si è mai preoccupata in un anno e mezzo circa di interessarsi come stessero andando le cose, non una telefonata non un minimo contributo. Mai una risposta alle nostre e-mail di invito alle nostre manifestazioni seppur interessanti. Mai visitata la nostra meravigliosa sede. Certo noi non siamo “in vendita” …. E mi dispiace per gli altri!
Il 21 dicembre la nostra sede riaprirà e come sempre brillerà di luce propria 💕
Purtroppo stiamo vivendo una pagina orribile della storia della FASI e dell’emigrazione in generale.
Io sono senza parole… 😞
Perché non ci risentiamo
Un modo per togliere quel poco di ossigeno che viene dato🤦🏽♀️
Le questioni accadute prima e durante il Congresso di Alghero e sollevate più volte in questi mesi sono gravi e qualcuno dovrebbe rispondere punto per punto e spiegarle ai soci e quindi accettare un confronto. Invece c’è un muro e impossibilità di dialogo.
I circoli non sono sudditi…. sono soci della Federazione!
Per carità! Anche lì imbrogliano?
Io concordo pienamente con il documento dei 27 e lo sottoscrivo in pieno. Premetto non sono presidente del circolo a cui sono iscritto e ho partecipato ad un congresso che ha sovvertito qualsiasiasi regola democratica. Siamo stati invitati a votare uno stravogimento di alcuni articoli dello Statuto senza che noi deelegati di base n fossimo a conoscenza dewl contenuto e del perchè, insomma in voto sulla fiducia. Questi articoli sono stati approvati per alzata di mano e nessuno della Commissione verifica poteri ha potuto certificare il diritto al voto dei peresenti non tutti delegati. Sono state presentate almeno due mozioni d’ordine, bellamente ignorate dalle presidenza del Congresso, non tenendo conto che le mozioni vanno discusse, approvate o respinte e che sovrintendono e modificano anche l’ordine del giorno. Il dibattito è stato strozzato nei tempi di intervento e solo una sollevazione della platea ha impedito che di potesse intervenire in 3 minuti. La votazione finale è avvenuta anche questa in assenza di un elenco degli aventi diritto al voto con una commissione verifica poteri totalmente inesistente, per cui hanno potuto votare anche le truppe cammellate chiamate, al’ultimo momento dai paesi vicini ad Alghero. La Fasi è completamente spaccata in due, la cosidetta maggioranza prende tutto per pochi voti ignorando completamente la minoranza che bene ha fatto a distinguersi clamorosamente in questo modo non avendo altre possibilità.
Una sintesi impeccabile.
Grazie
Visto il turbinìo di notizie degli ultimi giorni, riguardanti l’emigrazione sarda apparse nella stampa locale, mi sono preso alcuni giorni per riflettere. Alla fine ho deciso di parlare -a titolo personale- di ciò che è successo a Piacenza al consiglio nazionale della FASI. Premetto e chi mi conosce lo sa, sono una persona pacifica e non incline all’ira o all’insulto. Credo che però scappare da un’assemblea dimostri debolezza ed essere poco inclini al dialogo, salvo utilizzare insulti o ricostruzioni fantasiose. Non sono sicuramente un amante del pensiero unico, ritengo dunque errato abbandonare un’assemblea(peraltro appena iniziata). All’interno delle associazioni il confronto e la discussione, talvolta dai toni accesi e aspri -sempre nel reciproco rispetto- credo sia vitale. Quando questa viene spenta perchè non si vogliono sentir ragioni allora ci si trova in questa situazione. Come cita un brano dei The Rokes del 1968:”Bisogna saper perdere”. Sappiatelo: in democrazia vince chi prende più voti.
Buongiorno Giovanni Battista Bassu
Hai ragione! in democrazia vince chi prende più voti. In democrazia, però!
La democrazia non è contare solo i voti finali: la democrazia è fatta di percorsi condivisi, discussi e confrontati. La democrazia non è fatta di atti d’imperio o di porte chiuse al dialogo. Non bisogna partire, quindi, da considerazioni parziali solo sull’ultima riunione di Piacenza, ma da tutto quello che è successo ben prima del congresso di Alghero.
Ci sono troppi punti oscuri, troppe cose non chiarite, troppe informazioni non fornite (salvo scoprire che un ristretto gruppo sa tutto di tutti). Ecco: la democrazia non è niente di tutto questo e, in quanto a toni accesi e aspri, c’è chi continua a denigrare con allusioni offensive dove il tanto decantato reciproco rispetto è andato a farsi benedire. I 27 circoli (27, non 1), quando va bene, sono presentati come “una minoranza”, quella minoranza del tutto ignorata nella “farsa” di Alghero e che, è bene ricordarlo, nelle regole della democrazia rappresenta un elemento vitale. I 27 circoli, con autorevoli parole dichiarate anche alla stampa, sono presentati come se fossero allo sbando, gestiti da persone che pensano solo ad “arraffare”, con presidenti attaccati alle poltrone, che fanno “polemica” solo per interessi personali o per partito preso.
Ecco, caro Giovanni Battista Bassu, tutto quello che è successo non solo non è democrazia ma è anche l’assoluta mancanza di presupposti per avviare un dialogo costruttivo, soprattutto quando manca la volontà da parte di chi ha vinto perché ha preso più voti.
Saludos