SI PUO’ FARE DI PIU’! RIFLESSIONE SUL IX CONGRESSO DELLA FEDERIAZIONE DEI CIRCOLI SARDI IN ARGENTINA

Il titolo del congresso mi pare appropriato nel contesto storico dell’emigrazione sarda in Argentina, considerato la presenza di circa 450.000 sardi tra prima seconda e terza generazione, circa un terzo della popolazione Sarda. Numeri molto importanti.

La costituzione dei circoli è stata una delle maggiori affermazioni culturali e sociali degli emigrati. Primo punto d’incontro, il bar, tra corregionali per trascorrere qualche ora in compagnia e fare nuove conoscenze.

Incontri che successivamente si sono tramutati in relazioni multiculturale, di dibattito e riflessioni sulla loro posizione di lavoratori all’estero. Uno degli argomenti più significativi erano rivolti alla crescita umana e l’inserimento nella vita sociale del paese ospitante. La politica sarda, attenta alle necessità dei propri cittadini emigrati, nello specifico, ha riconosciuti i circoli come strutture utile alla crescita individuale e sociale e bene fa a mantenerli in vita, anche se “si può fare di più”.

I Circoli strutture costituite volontariamente e senza scopo di lucro, hanno la funzione di aggregazione, di mantenere i contatti con le istituzioni pubbliche e locali e mantenere i contatti con la terra natia. Non voglio parlare di spopolamento, trasporti e sanità, argomenti importanti ai quali meriterebbe dedicare tanto tempo.

Noi come AITEF nazionale riteniamo molto importante affermare che i diritti civili e sociali vengano riconosciuti a tutti gli italiani ovunque essi siano. Purtroppo questo non è così. Basta pensare al voto, alla sanità, ai trasporti. L’espressione del voto libero è sinonimo di libertà e democrazia, per tale deve essere diffesa e rafforzata, ma dobbiamo osservare che non tutti gli italiani hanno lo stesso diritto.

I residenti in Italia, per votare hanno una scheda assegnata, non devono chiedere di votare, mentre gli emigrati all’estero, devono chiedere e votano per corrispondenza. Sono differenze enormi…che vanno eliminate. Siamo certi che l’istituzione del volto elettronico, favorirebbe la partecipazione. Dopo le varie elezioni si è solito parlare della mancata partecipazione al voto, evidentemente c’è qualcosa che non va bene, occorre prenderne atto e agire per il cambiamento.

Diritto, Democrazia, Libertà, Partecipazione, Trasparenza non sono solo parole, bisogna riempirle di significato. Il diritto al lavoro, l’assistenza sanitaria – personale, la partecipazione alle attività pubbliche e sociali, sono elementi qualificanti di una società evoluta. Spesso sentiamo chiedere partecipazione attiva dagli emigrati, senza avere un chiaro messaggio di prospettive future. Si promettono case al costo di un euro, ma poi non si possono fare i lavori di manutenzione.

La burocrazia blocca tutte le iniziative, sembra sia un’arte con la quale si deve competere. I giovani dopo aver completato gli studi, compreso dottorati all’estero con fondi regionali, non rientrano in Sardegna! Perchè? Si spendono tanti quattrini senza averne un ritorno.

Siamo certi che con il voto elettronico, ci sarebbe una maggiore partecipazione e trasparenza, rafforzerebbe le attività politiche e amministrative, che oggi la burocrazia ne frena l’evoluzione.

Per questi motivi chiediamo la modifica della legge elettorale regionale, così come ha già fatto il Parlamento Nazionale con la elezione di Deputati e Senatori eletti all’estero. Oggi nella circoscrizione estero vengono eletti 8 Deputati e 4 Senatori, prima erano 12 deputati e 6 senatori.

Una riduzione che trova il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero contrario alla riduzione dei 18 parlamentari eletti nella circoscrizione estero, ma purtroppo così hanno deciso e così hanno fatto.

La Regione Sardegna, seguendo l’indirizzo del Parlamento Italiano, essendo anche una regione a Statuto Speciale, potrebbe prevedere la presenza di consiglieri regionali eletti all’estero fra gli emigrati aventi diritto di voto. Così facendo si concretizzerebbe una partecipazione concreta e qualificata. Sarebbe una grande vittoria sociale.

Situazione attuale: La regione Sarda elegge 60 consiglieri regionali.

Elettori 1.447.000 – ultime elezioni 25 marzo 2024 – votanti 751.000 52% circa con Alessandra Todde eletta presidente della Giunta Regionale Agli amici emigrati, in mancanza di una modifica della legge elettorale sarda, dico, organizzate proprie liste elettorali e presentatevi agli elettori.

Considerato che in questi ultimi tempi si sta ponendo in discussione la modifica su alcuni punti della legge elettorale attuale, si abbia il coraggio di affrontare anche il voto elettronico e la partecipazione diretta di rappresentanti degli emigrati iscritti AIRE.

Per questo occorre aprire un dialogo solidale di genere, dove tutti possono partecipare democraticamente alle scelte della vita sociale ed economica, non solo tra emigrati ma anche tra le istituzioni rappresentative degli Enti Locali. La partecipazione al voto è l’espressione maggiore di democrazia, strumento del cambiamento, garanzia di più ampia partecipazione e trasparenza, non accantoniamo questo diritto, diffendiamolo partecipando attivamente.

Oggi sono in tanti gli emigrati che lamentano di essere poco rappresentati, fanno affidamento all’assessorato al lavoro perché responsabili di un circolo che permette loro di mantenere i rapporti con la propria terra natia, ma non basta. Credo sia un nuovo argomento di natura politica oggetto di attenzione da parte degli emigrati e dei politici nostrani, discutere per apportare le modifiche elettorali più appropriate al fine di incentivare la partecipazione e dare il proprio contributo.

Quando la gente s’incontra, si scambiano parole ed impressioni e da queste possono nascere fatti di grosso spessore. Discuto e polemizzo in certe situazioni ma rispetto gli altri, ognuno ha la libertà di esprimersi liberamente, ma evitiamo le ingiustizie sociali. Capisco, i congressi sono anche momento di tensione e di contrasto, ma non si deve mai oltrepassare la linea di condotta dettata da statuti e regolamenti, dove il pluralismo e la democrazia non deve mai essere messa in discussione.

La scelta condivisa, il pluralismo, sono parole molto significative, rappresentano la partecipazione democratica. Purtroppo quando manca la condivisione nelle scelte si generano divisioni che non portano da nessuna parte, se non quella di pubblicizzare il dissenso interno e mettere in cattiva luce tutto il mondo organizzato sull’emigrazione. Purtroppo di recente ci sono stati fatti che hanno travalicato i confini del dialogo, bene ha fatto la presidente della Giunta Regionale Alessandra Todde a richiamare il rispetto delle regole. La partecipazione e la rappresentanza nei congressi non sono opzioni ma principi fondanti sulla libertà di espressione individuale e collettiva.

Purtroppo gli interessi propri prevalgono su quelli generali, indipendentemente dai risultati prodotti. E’ bene ricordare che i circoli, le associazioni e federazioni non sono strutture commerciali, così come stabilito dalla legge 7/91 e dai decreti ministeriali sul terzo settore. Un grande plauso va riconosciuto ai ragazzi presenti che con le loro dichiarazioni hanno portato una ventata di idee, freschezza e commozione, che non guasta mai. Ringrazio ancora gli organizzatori e tutte le persone che hanno collaborato per questo evento, compreso i funzionari dell’assessorato e in primis l’assessore Desiré Manca.

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Un commento

  1. Salvatore Casiddu

    CIAO MAR. BELLA FOTTO 👍👋👋🙏DAL TUO QUGINO SALVATORE CASIDDU. SE LATROVO CIO 8NA BELLA FOTTO GIVANISSIMO TUO BABBO

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