
di FILIPPO PETRUCCI
È una famiglia che risiede nella città di Iruñea (nome originario basco) più nota con quello castigliano di Pamplona, la vincitrice del premio Ondras 2025 per le minoranze linguistiche europee.
Si tratta del giovane nucleo familiare composto da Riccardo Azzena, 35 anni, sardo espatriato da diversi anni, Ainara Santiago Langarika, 34 anni, sua moglie originaria della città della Navarra e il piccolo Aratz di un anno.
La giuria del premio promosso dal CREI ACLI e giunto alla sua quarta edizione, ha motivato così la scelta: “La famiglia Azzena Santiago incarna tutti i valori europei del pluralismo linguistico, della diversità e della promozione delle lingue minoritarie in quanto, essendo composta da un gallurese espatriato e da una navarrese di lingua basca; pur vivendo in una realtà dove le lingue dominanti hanno un ruolo preponderante, hanno deciso di crescere il loro figlio utilizzando le rispettive lingue identitarie. Pertanto, il bimbo sarà cresciuto in gallurese e basco e apprenderà lo spagnolo e l’italiano, magari in un secondo momento a scuola o dall’ambiente circostante”.
Per la commissione dei giurati, composta dal presidente Acli Mauro Carta, dallo scrittore Giuseppe Corongiu, dalla giornalista Maria Antonietta Piga e dal sociologo Nicolò Migheli, l’esempio plurilingue seguito e proposto dagli Azzena Santiago, vale più di qualsiasi proclama o azione di politica linguista e coglie nel segno della politica-poetica di Ondras, cioè un riconoscimento pensato per segnalare alla pubblica opinione “gli ultimi delle lingue ultime”, ovvero alcune significative realtà o personalità che in Europa, Italia e Sardegna, con la loro testimonianza coraggiosa tengono vive le lingue minori spesso senza che il loro ruolo importante venga riconosciuto dalle istituzioni”.
Il CREI ACLI è l’organizzazione che ha ideato, pensato e ha promosso l’iniziativa a partire dal 2022, in collaborazione con la Fondazione di Sardegna e la Regione Sardegna in sostituzione di un precedente premio di poesia sarda che le ACLI organizzarono nel passato.
I premiati sono una famiglia sardo-basca, gli Azzena Santiago che vive in Navarra.
Lei, Ainara, è laureata in Belle Arti all’Universidad Complutense di Madrid e ha completato un Master in Diseño Gráfico all’Universidad de La Rioja (Logroño). Ha lavorato come disegnatrice grafica per cinque anni in Guaixe, un’associazione che promuove l’uso della lingua basca nella valle di Sakana. Prima di questo, ha lavorato per tre anni in Karrikiri, un’associazione e libreria che favorisce la diffusione dell’euskara a Iruñea. Ha inoltre partecipato a numerosi progetti legati alla lingua e collaborato con diversi movimenti e associazioni a favore dell’euskara, come Sortzen o Laba.
Attualmente Ainara non sta lavorando, avendo deciso di prendersi una pausa dopo la nascita del loro figlio Aratz.
Lui, Riccardo, laureato in Mediazione linguistica e culturale presso l’Università di Padova negli anni ha approfondito il campo dell’informatica, settore in cui lavora attualmente come System Administrator presso Bosch.
Hanno scelto di parlare al loro figlio in basco e in gallurese, una decisione politica, personale e anche sentimentale in quanto credono che l’unico modo per mantenere viva l’eredità linguistica e culturale dell’euskara sia che diventi una delle sue lingue madri.
Lo stesso vale per il gallurese, una lingua che per il padre rappresenta radici, identità e memoria familiare.
In una realtà in cui l’italiano e lo spagnolo saranno comunque inevitabilmente presenti, considerano fondamentale offrirgli il contatto quotidiano con le lingue minoritarie che formano la loro storia.
Avendo sempre difeso la diversità linguistica, ritengono che trasmettere queste lingue al figlio sia il modo più autentico per farlo crescere consapevole delle sue origini e del valore della pluralità culturale.
Quale prospettiva per Ondras?
La prospettiva di apertura e creazione delle reti di dialogo con l’Europa è sempre stata una caratteristica peculiare di Ondras ed è anche il suo traguardo nel medio e lungo termine.
Ondras (che in sardo significa proprio riconoscimento, onore) infatti è un premio a personalità conosciute o meno del mondo delle minoranze linguistiche, ma soprattutto è un “Progetto” che mira a riportare la questione linguistica nella agenda politica principale e a stimolare la società sarda; un cammino progressivo verso il riutilizzo delle lingue locali, non polemizzando con le istituzioni preposte, ma piuttosto affiancandosi ad esse per essere di aiuto e di provocazione.
Si tratta di attualizzare due spinte decisive: il legame con tutte le situazioni extraisolane che hanno qualcosa in comune con la situazione sarda e, allo stesso tempo, lavorare sulla comunicazione e sulla conoscenza della realtà sarda per predisporla al cambiamento.
La forma del “premio” ha consentito nei primi anni di attività, grazie a un finanziamento della Fondazione di Sardegna, un modello di contatto efficace e diretto con l’opinione pubblica sarda cercando proprio con l’originalità e non prevedibilità dei personaggi di stimolare la sensibilità della popolazione sarda. Ondras intende implementare un progetto di collaborazione più vera e profonda con la realtà europea e approfondire la conoscenza della realtà sarda anche con l’uso di mezzi scientifici e sociologici che permettano di capire quali siano gli orientamenti della popolazione e mettere in campo progetti di comunicazione sempre più articolati.
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