COME CAMBIANO I TRASPORTI NELL’ISOLA: TUTTE LE NOVITA’ IN SARDEGNA PER I PROSSIMI DIECI ANNI

La Sardegna si prepara a voltare pagina. Dopo decenni di ritardi accumulati e di scelte rimandate, lo schema preliminare del nuovo Piano Regionale dei Trasporti segna l’inizio di una stagione diversa: per i prossimi dieci-quindici anni l’isola avrà un progetto organico che ridisegna la mobilità, dalla ferrovia ai collegamenti aerei, dalla rete stradale alla logistica delle merci. La giunta regionale guidata da Alessandra Todde, con l’assessora ai Trasporti Barbara Manca, ha scelto di illustrare il Piano direttamente nei territori: l’ultimo incontro, quello di Nuoro, ha concluso un percorso di ascolto che ha coinvolto amministratori, cittadini, sindaci e rappresentanze economiche. Non un dettaglio marginale perché questo Piano, almeno nelle intenzioni, nasce dall’esigenza di partire dalle persone e non solo dai numeri, dalle necessità reali e non da meri criteri statistici.

La prima grande sfida riguarda i collegamenti interni, da sempre uno dei punti deboli dell’isola. Il Prt immagina una rete ferroviaria finalmente moderna ed efficiente, capace di integrarsi con le linee automobilistiche e di servire anche le aree interne e i territori a domanda debole. Nuoro, unico capoluogo di provincia italiano non collegato alla rete ferroviaria nazionale, diventa uno snodo simbolico di questa trasformazione: il collegamento con la costa orientale e con Olbia è indicato come una delle priorità strutturali. L’obiettivo è ricucire fratture storiche, diminuire l’isolamento e consentire spostamenti più rapidi, sicuri e prevedibili.

Porti e aeroporti, a loro volta, assumono un ruolo centrale in una strategia che vuole rendere l’isola più accessibile e più semplice da attraversare. La Regione punta a integrarli davvero con il trasporto terrestre, superando quella frammentazione che spesso costringe residenti e turisti a percorsi tortuosi e poco coordinati. In questa direzione va anche la riforma della continuità territoriale aerea, con un nuovo modello che prevede più voli, quattro fasce giornaliere invece delle tre attuali e tariffe agevolate per i residenti, con prezzi già definiti e significativamente più bassi per le tratte da e per Roma e Milano.

Il Piano non si limita però al trasporto passeggeri. Una parte rilevante riguarda il sistema delle merci, oggi penalizzato da una logistica frammentata e da connessioni disomogenee. L’idea della Regione è promuovere un sistema più efficiente e competitivo che consenta alle imprese sarde di superare, almeno in parte, gli ostacoli dell’insularità e di rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali. Questo significa porti più attrezzati, collegamenti più fluidi e un sistema che dialoghi in modo più efficace con le reti continentali.

La sostenibilità, infine, è il filo conduttore dell’intero Piano. Si parla di decarbonizzazione del trasporto pubblico, di mezzi meno inquinanti, di una mobilità più intelligente e di tecnologie in grado di ridurre traffico, consumi ed emissioni. Il processo include anche la Valutazione Ambientale Strategica, già avviata, che per 45 giorni permetterà a cittadini e associazioni di presentare osservazioni e contribuire alla forma finale del documento. Un passaggio considerato fondamentale non solo per ragioni normative, ma anche per consolidare una logica partecipata nella costruzione del Piano.

La vera partita, naturalmente, si giocherà sui tempi e sulla capacità di trasformare in realtà ciò che oggi è pianificazione. Serviranno risorse certe, governance coordinata e un monitoraggio continuo delle opere. Ma per la prima volta dopo molti anni la Sardegna dispone di una visione complessiva, che prova a mettere insieme esigenze locali, sviluppo economico, sostenibilità ambientale e diritto alla mobilità. Se attuata, potrebbe ridisegnare il volto dell’isola entro il 2035, accorciando distanze che per troppo tempo sono rimaste invalicabili.

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