CHENA TIMIRE 2025: PREGEVOLE INIZIATIVA A VIMODRONE CON IL CIRCOLO “LA QUERCIA” PER LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Sabato 29 e domenica 30 novembre 2025, il Circolo del Sardi La Quercia di Vimodrone ha celebrato la Giornata Contro la Violenza sulle Donne, con la sua manifestazione Chena Timire giunta alla sua terza edizione. Quest’anno, oltre alla consueta collaborazione col Comune di Vimodrone, grazie al Sindaco Dario Veneroni e all’Assessora per le pari opportunità Rosa Maria Beninati, si è voluto esplicitare il sostegno concreto delle istituzioni della Regione Autonoma della Sardegna, con la presenza, attiva e fondamentale, di Ignazio Boi, dello staff dell’Assessora al Lavoro Desirè Manca e delegato dalla stessa a rappresentarla, insieme alla voce e alla presenza di una figura di spicco della classe intellettuale sarda, la letterata Giovanna Mulas.

Eleonora Alessia Fenu, laureata in Scienze Politiche, esperta di questioni di genere, è responsabile per la parità, diversity & inclusion presso una multinazionale. Si occupa in particolare di discriminazioni nel mondo del lavoro. Fenu ha posto l’accento sulla forte frammentazione dei dati sulla violenza di genere in Italia: informazioni raccolte con criteri diversi e sistemi che non comunicano tra loro rendono difficile vedere l’intero fenomeno. Questa mancanza di integrazione ostacola prevenzione, analisi e interventi efficaci, lasciando spesso invisibili i segnali d’allarme.

Nel suo intervento, Ignazio Boi ha portato il saluto e il sostegno dell’Assessora Manca, ribadendo l’impegno della Regione Sardegna nel promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle donne vittime di violenza. Ha ricordato come l’Isola sia stata la prima in Italia a introdurre il reddito di libertà, misura che offre un sostegno economico concreto alle donne che fuggono dalla violenza domestica. Boi ha evidenziato il raccordo costante con i 49 Centri Antiviolenza presenti sul territorio sardo e la recente delibera approvata dalla Giunta Regionale su proposta dall’Assessora Manca con risorse a favore delle imprese per la trasformazione di contratti di lavoro precari e part-time, che quasi sempre vengono imposti alle lavoratrici donne, in contratti di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Boi ha richiamato alla responsabilità, prima di tutto delle istituzioni, di non tacere, di denunciare ogni tipo di violenza senza trascurare la forma più subdola, quella del pensiero, ovvero quella che prima di ogni azione anima la convinzione che la donna sia un oggetto o un possesso. Boi, sottolineando il valore del linguaggio, con cui appunto questo pensiero si esprime, ha richiamato il valore della dimensione della cura inteso come presa in carico e della comunità come azioni concrete di prevenzione della violenza. Ha infine espresso il desiderio di “esserci”, prima ancora che “fare”, come uomo impegnato a riconoscere nella femminilità un’opportunità di arricchimento reciproco e crescita collettiva.

Giovanna Mulas, invece, ha tenuto un intenso discorso a braccio che ha incantato la platea per quasi 30 minuti. Nel suo discorso ha toccato temi intrecciati: dalla sua esperienza di donna sopravvissuta al femminicidio, da lei spesso rielaborata in forma di romanzo (I Cancelli del cielo Lughe de Chelu) al lavoro contro le dinamiche mafiose riscontrata in Sardegna, venute alla luce da una sua inchiesta riguardo un giro di prostituzione minorile a Lanusei (Sardegna di mafia: Lanusei). L’Aquila Sarda, come viene soprannominata, ha ricordato come la scrittura sia uno strumento di resistenza, attraverso cui affronta i temi della violenza, delle dinamiche di potere e dei silenzi sociali, tutte situazioni secondo lei sovvertibili solo grazie all’esercizio dell’etica.

Mulas vanta più di 30 pubblicazioni, le sue opere sono state tradotte in 7 lingue diverse, è famosa in tutto il mondo e rischia di essere la seconda donna in Italia a vincere il Nobel per la letteratura dopo la sua concittadina nuorese Grazia Deledda, ma, nonostante ciò, la sua attività lavorativa, e quella di suo marito, il poeta Gabriel Impagnone, nell’Isola è pressoché nulla, data la forte esposizione che mantiene in temi di denuncia sociale e politica.

Mari Mameda (Marina Meloni) , attivista per le lingue della Sardegna che ha mediato gli interventi in italiano, per il suo intervento ha deciso di parlare solo in gallurese, recitando poi la traduzione, da lei stessa curata, della poesia di Cristina Torres-Càceres, Si Mañana No Vuelvo, nellasua lingua madre: Siddu Dumani No Torru, ribadendo come il senso di precarietà e pericolo nelle donne attraversi ogni barriera storica, linguistica, culturale e geografica.

Nella giornata del 30 Mulas ha coordinato un flashmob nella piazza della Biblioteca di Vimodrone, per dare corpo a quell’impegno di “essere onda”  ma “chena timire”, cioè senza paura, contro ogni forma di violenza.

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2 commenti

  1. GRAZIE al circolo dei sardi la Quercia ed in particolare alla Presidente Barbara Burghesu per l’intensa progammazione contro la violenza sulle donne. È stata una celebrazione del 25 novembre ricca e molto interessante, due giorni di attività preziose. Ragionare, riflettere a più voci sul fenomeno ed emozionarci di fronte al magnifico testo interpretato dalla scrittrice Giovanna Mulas al flash mob sono stati momenti di valore. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato ed a presto, perché il 25 novembre non si celebri solo il 25, ma sia sempre in agenda.

  2. Senza paura

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