
Domenico Canu
di LUCIA BECCHERE
Conseguita la laurea in Architettura alla Sapienza di Roma, il nuorese Domenico Canu, si è trasferito in Germania dove ha fatto il praticantato e ha lavorato per 15 anni nell’edilizia ospedaliera in particolare.
“La nostra facoltà – confessa -, offre una buona preparazione teorica, mentre in Germania, in parallelo con l’università, per due anni si fa pratica presso gli studi dei professionisti, questo mi ha consentito una maggiore formazione professionale”.
In seguito, a Cagliari ha avuto la possibilità di avviare uno studio con due amici ingegneri e alla fine degli anni ottanta, al suo rientro a Nuoro, si è dedicato all’insegnamento e alla libera professione. Da tempo si occupa di piccoli progetti di recupero di casupole e depositi della peschiera nella Laguna di Nora. Non essendoci più i pescatori, quel luogo è diventato un centro di diffusione ambientale con un acquario, un piccolo museo di cetacei, una struttura per il ricovero di tartarughe e perfino un centro di degustazione.
La progettazione della chiesa della Madonna del Buon Pastore, santuario campestre tra Nuoro e Orune, nasce nel 1991 quando un gruppo di pastori e altri cittadini, presieduto dal compianto Don Floris, parroco del Rosario, intendeva dare corpo a un’idea di Paolo Farina che aveva donato alcuni ettari di terreno di “su Bacchile Mannu”, località “sa Serra”, per edificare una chiesa ove celebrare la Pasqua del Pastore che fino a quel momento avveniva nei diversi ovili della zona.
“Don Floris – spiega l’architetto Canu -, aveva affidato l’incarico progettuale al geometra Gian Paolo Mele che per i suoi numerosi impegni ha voluto coinvolgermi nel progetto mettendomi al corrente della necessità di apportare alcune variazioni per espressa volontà del Comitato. Nel 1992 ho realizzato un progetto che modificava l’impianto originario, l’anno successivo è avvenuta la posa della prima pietra, mentre la chiesa è stata ultimata nel ‘96”.
Prima dare forma al progetto, Canu ha percorso un viaggio interiore alla ricerca di se stesso. Un lutto familiare lo aveva segnato profondamente, portandolo a riflettere sull’esistenza dell’uomo, sulla dimensione religiosa, umana e terrena che quella chiesa andava a rappresentare.

Un incidente di caccia avvenuto in regione “sa Serra” lo aveva privato di un affetto così importante da sentire quel mandato di progettazione un segno divino che lo guidava per mano fino a realizzare quel luogo di preghiera. “Ho cercato d’interpretare al meglio questa dimensione di dolore e di fede, che trovava fondamenta nella tradizione religiosa e campestre, calata proprio in quel territorio che in qualche modo mi apparteneva. Ho riflettuto tanto per rielaborare al meglio il mio elaborato”.
La chiesa appartiene alla parrocchia del Rosario, è elementare e semplice, ha una forma ellittica creata dall’unione di due cerchi di dieci metri di diametro. Le linee arrotondate fanno riferimento ad altre architetture presenti in Sardegna da millenni: il nuraghe, il recinto e su pinnettu, elementi afferenti al mondo pastorale.
L’altare, il leggio, e la stessa acquasantiera sono in granito, prodotto del territorio che riveste anche la facciata principale.Il tetto in capriate di legnoed incannucciato richiama tradizioni architettoniche già consolidate in Sardegna.
La prima messa è stata celebrata il 15 luglio del ‘95 quando ancora la chiesa non era ultimata e poiché non era stata ancora consacrata, nessun altro se non il vescovo don Meloni, quel giorno, ha potuto unire in matrimonio l’architetto che l’aveva progettata con Marie Pinard. “Era destino”!
Attualmente a “su Bacchile Mannu” si celebrano tre ricorrenze. Ad aprile la Pasqua del Pastore, a giugno la ricorrenza della consacrazione e a settembre la festa della Madonna del Buon Pastore preceduta da un pellegrinaggio.
Il 10 ottobre scorso Domenico Canu, è stato insignito del Premio internazionale di Architettura “Matita d’oro del Mediterraneo – Menzione speciale” –, dall’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento. Città della Cultura Italiana 2025 rinomata per la Valle dei Templi che per secoli ha avuto una continuità architettonica enorme, con influenza greca, barocca, egizia e romana -, dove ogni anno vengono attribuiti riconoscimenti a un’opera realizzata nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e rispondente ai canoni classici dell’arte su un tema stabilito. Quest’anno riguardava gli edifici di culto.
“Vedere il mio progetto premiato – confessa Canu -, è stata una vera gratificazione”.
Views: 325






































































































Complimenti…..bravissimo…
Bravo Domenico un abbraccio 🥰
Complimenti caro Domenico!
Complimenti !!
Complimenti !!per il suo lavoro.
Bravissimo!
Bravo!!!! Un saluto
Bravissimo Domenico 👏👏👏