
di DESIRE’ ALMA MANCA
Con grande gioia ed emozione porto il saluto della Presidente della Regione Alessandra Todde, di tutta la Giunta Regionale e dell’intera Regione Sardegna.
Sono molto felice di essere qui con voi, fin da subito ho espresso il desiderio di potervi venire a trovare e sono davvero orgogliosa che il mio primo viaggio istituzionale oltre oceano sia per venire proprio qui, in Argentina, nazione a cui ci unisce un legame particolare.
Il mio non è un saluto formale e non è un semplice, per quanto importante, atto istituzionale: è un abbraccio affettuoso a ciascuno di voi, alle vostre famiglie, a questa comunità meravigliosa che da oltre un secolo porta la Sardegna nel cuore del popolo argentino.
Sappiamo bene tutti che la vostra e nostra storia in questo Paese affonda le radici in epoca lontana. Comincia con le partenze coraggiose dei primi sardi emigrati nei primi anni del Novecento, e anche molto prima, se guardiamo agli intrecci culturali che legano da secoli la Sardegna a questa terra meravigliosa.
Ricordiamo con orgoglio e commozione che persino il nome Buenos Aires porta impressa la nostra identità: viene dalla devozione per la Madonna di Bonaria, patrona massima della Sardegna, invocata dai marinai che attraversavano l’Atlantico e a cui venne dedicata la città come “Santa María del Buen Aire”. È un dettaglio che dice più di tante parole: il legame tra Sardegna e Argentina non è solo migratorio: è storico, spirituale, simbolico.
Perfino papa Francesco lo riconobbe, scegliendo come primo suo viaggio apostolico – dopo la parentesi a Lampedusa – proprio la Sardegna e Cagliari, per onorare la Vergine di Bonaria nella Basilica a lei dedicata.
Questo ci fa sentire non solo uniti, ma protetti, benedetti nella nostra comune azione di promuovere e sostenere la Sardegna e i sardi e i loro discendenti, dovunque si trovino.
È bello per me poter essere qui e dirvi di persona, guardandovi negli occhi: “Ci siamo, vi vediamo, vi ascoltiamo, vi vogliamo bene”.
In questa occasione non posso non rivolgere un pensiero affettuoso a coloro che hanno fatto la storia dell’emigrazione sarda in Argentina.
A partire dal carissimo e compianto Cosimo Tavera, che seppe intuire l’importanza di costruire una rete organizzata e solidale, autentico punto di riferimento e garanzia di affidabilità e grande espressione di sardità.
Quindi Pietro Pintus che, dopo la scomparsa di Cosimo, ha sostenuto il Circolo di Buenos Aires con vigore fino alla bella età di 102 anni. Il nostro Consultore Vittorio Vargiu, la cui dedizione ha unito l’isola e l’Argentina con intelligenza e passione. Un pensiero di gratitudine anche per Cesare Meridda, vivace animatore e presidente del Circolo di Buenos Aires per due mandati, scomparso prematuramente a soli 49 anni; Sebastiano Moreddu di Rosario che oltre il Circolo ha sostenuto e incoraggiato il gruppo folk; Antonio Secchi, uno dei fondatori del Circolo di La Plata; Secondina Casciu di Mar del Plata.
Tutti testimoni e memoria viva di un impegno che non muore e che rappresenta per ciascuno di voi un modello e un esempio a proseguire, senza scoraggiarsi e senza arrendersi.
I nove Circoli dei Sardi in Argentina sono la testimonianza più viva di questo rapporto speciale. Siete stati, e continuate a essere, un punto di riferimento per generazioni intere: luoghi dove non si custodisce soltanto la nostalgia, ma si alimentano progetti, si creano incontri, si sostengono le persone.
Avete portato nel cuore dell’Argentina la nostra lingua, il canto, il ballo, il gusto della tradizione, ma anche la forza del lavoro, la dignità, l’intraprendenza tipica dei sardi.

I vostri nove Circoli sono molto più che associazioni: sono una storia viva, fatta di coraggio, sacrifici, solidarietà, orgoglio e passione. Attraverso di voi, la Sardegna ha trovato una casa dall’altra parte dell’oceano, e l’Argentina ha trovato nella nostra isola una sorella.
Avete aiutato intere generazioni di emigrati a non sentirsi mai sole, avete custodito la lingua, le tradizioni, la memoria collettiva, e avete offerto a molti sardi possibilità di lavoro, di studio e di integrazione in un Paese accogliente e generoso, nonostante le tante difficoltà e le condizioni di vita non sempre favorevoli.
Proprio per riconoscere questa storia straordinaria, abbiamo ha deciso di dedicare il 2025 come Anno
dell’Emigrazione Argentina all’interno del Programma Annuale dell’Emigrazione. È un segno concreto della nostra attenzione, un modo per dire “grazie” e per rilanciare un impegno che ci vede uniti oggi più che mai.
Voglio testimoniare con grande soddisfazione l’impegno e la qualità espressa dai vostri giovani alla recente Convention dei Giovani Emigrati Sardi svoltasi ad Alghero dal 21 al 24 ottobre scorso. Potete essere orgogliosi e fieri dei vostri giovani, che in quei giorni ci hanno appassionati ed esaltati con i loro interventi forti, incisivi, vivaci e creativi.
Sia io che la Presidente siamo rimasti affascinate dai loro sguardi proiettati al futuro, dai loro sorrisi desiderosi di costruire relazioni e dai loro progetti innovativi, ricchi di prospettiva.
Loro costituiscono la speranza certa non di un futuro, ma di un presente già reale. A noi il compito di aiutarli e sostenerli, senza perdere la memoria del passato e il patrimonio importante di quanti in questi anni, in questo secolo, hanno saputo dare visibilità e fierezza alla Sardegna e ai sardi.
Guardando avanti, abbiamo davanti a noi sfide che richiedono unità e visione.
Ma mentre onoriamo il passato, dobbiamo guardare al futuro. Le sfide che ci attendono sono importanti sia per la Sardegna sia per l’Argentina.
La nostra Regione sta lavorando per creare nuove opportunità di lavoro qualificato, per valorizzare i giovani, per sostenere chi vuole fare impresa, innovare, investire nei territori più fragili. Stiamo affrontando il tema dello spopolamento, creando nuove politiche di formazione e mobilità.
Allo stesso tempo, l’Argentina vive un momento di trasformazione complesso, che porta molti giovani e molte famiglie a guardare con interesse alla Sardegna come possibile ponte professionale e culturale.
Su queste sfide possiamo e dobbiamo collaborare insieme:
rafforzare gli scambi culturali, valorizzando la lingua, le arti, la musica e le tradizioni comuni; creare reti tra università, imprese e professionisti per facilitare scambi e opportunità di lavoro; sostenere chi vuole rientrare o costruire progetti economici e culturali tra le due sponde dell’Atlantico; coinvolgere i Circoli nelle nuove politiche regionali per l’emigrazione, rendendoli protagonisti del futuro, non solo custodi del passato.
Su questi temi dobbiamo camminare insieme: rafforzare gli scambi culturali e professionali, attirare talenti, sostenere le imprese sarde all’estero, aiutare chi vuole tornare o chi vuole costruire ponti economici e culturali tra le due sponde dell’Atlantico. I Circoli possono continuare a essere protagonisti di questa nuova stagione.
Carissime amiche e carissimi amici, voi siete la Sardegna in Argentina. Siete la prova che l’identità non si perde, si moltiplica. E la Regione vi è vicina, oggi più che mai.
Sentite forte il nostro sostegno, la nostra gratitudine e il nostro affetto.
Continuate a custodire la Sardegna e a portarla nel mondo con l’orgoglio, la generosità e la forza che vi contraddistinguono. Noi saremo sempre al vostro fianco.
Forza, coraggio, passione e soprattutto libertà! Siano questi i valori comuni su cui costruire il futuro della Sardegna e dei nostri giovani e il futuro della Sardegna in Argentina.
Viva la Sardegna! Viva l’Argentina! Viva i Sardi in Argentina e nel Mondo!
Adelante, Sardos Unidos!
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L’ assesora Manca è mai emigrata? Conosce per esperienza propria cosa significa emigrare da una terra sempre avara di opportunità di lavoro se non per amici e parenti?
🤣🤣🤣 non sa di cosa parla !!!
L’ assesora Manca è mai emigrata? Conosce per esperienza propria cosa significa emigrare da una terra sempre avara di opportunità di lavoro se non per amici e parenti?